Chi non ha fatto niente non sa niente. Thomas Carlyle

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LE ROTAIE DELLA MEMORIA [02.MAR.2015]@Teatro Filodrammatici

LE ROTAIE DELLA MEMORIA [02.MAR.2015]@Teatro Filodrammatici

 

 

02 marzo 2015
LE ROTAIE DELLA MEMORIA
di Giulia Viana e Giacomo Ferraù
regia Giacomo Ferraù
assistenti alla regia Valentina Mandruzzato
e Riccardo Buffonini
con Giulia Viana
scene e luci Giuliano Almerighi
produzione Eco di Fondo

Il Premio Riccardo Pradella, rivolto alle giovani compagnie, composte in maggioranza da ex allievi dell’Accademia dei Filodrammatici, dà la possibilità ai vincitori di mettere in scena il proprio spettacolo all’interno del cartellone del Teatro Filodrammatici.
La compagnia Eco di Fondo con lo spettacolo Le rotaie della memoria ha vinto il Premio Pradella grazie alla sua sensibilità di confrontarsi con il contemporaneo

Albino Calletti si racconta, racconta della sua giovinezza, della sua crescita e della sua maturità.
La sua passione politica lo conduce, come un treno: il gruppo giovanile socialista di Castelletto sopra Ticino, il carcere, prima il San Vittore di Milano poi al Regina Coeli, poi al Forte Urbano di Castelfranco Emilia, la guerra in Russia, le montagne dei partigiani per tornare disperatamente e finalmente a casa.

L’entusiasmo, la forza d’animo, l’umanità di questa persona aprono grandi domande sulle possibilità di ognuno di noi.
In un momento storico come quello, gli anni del fascismo, sembra facile, oggi, immedesimarsi nella posizione di ogni uomo, di come ognuno di loro avesse davanti soltanto due scelte: accettare la dittatura e farne parte o combattere per cambiare. Diversa però è l’attitudine con cui ogni essere è disposto ad approcciarsi all’una o all’altra parte.
Albino, nome di battaglia “Capitan Bruno”, è uno degli esempi di come la sua non fosse soltanto una necessità dettata dalla situazione, ma una vera e propria missione, un senso enorme di responsabilità non solo per i suoi cari, ma anche e soprattutto per i compagni.

“Capitava spesso che i ragazzi non avessero alcuna preparazione politica, erano antifascisti d’istinto, ma volevo convincerli che questo non bastava. I ragazzi dovevano essere informati. Allora mi dedicavo a diffondere la conoscere la conoscenza della vera natura antifascista, per dare più forza agli ideali di democrazia. Non bisognava ritirarsi dalla lotta. Non bisognava disertare. La memoria dei nostri caduti era affidata a noi.”

Dati Aggiornati al: 27-02-2015 10:35:07

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