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Il lavoro a(l) tempo di Expo: le trasformazioni del mondo del lavoro fino al " lavoro gratuito"

Il lavoro a(l) tempo di Expo: le trasformazioni del mondo del lavoro fino al " lavoro gratuito"

 

 

Il lavoro? Non a tutti i costi!!!
Il carattere predatorio del capitalismo odierno non conosce confini e tutte le deroghe di Expo ne sono la prova. In questo momento di crisi economica e disoccupazione crescente vengono introdotte sperimentali vessazioni su tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici. Non solo all'interno di Expo, ma su tutto il tessuto lavorativo vediamo quotidianamente come l' arroganza di chi sta più in alto nella scala del potere si vuole impadronire di una parte sempre maggiore di profitto a discapito di tutte le forme di lavoro dipendente, cancellando diritti e svuotando di significato giornate simbolo come il primo maggio.
A queste continue vessazioni dobbiamo portare contro una campagna che sia eterogenea e che metta al centro le persone e i diritti, contrapposti al profitto privato.
C'è bisogno di esser di parte, c'è bisogno della partecipazione attiva di tanti e tante. Partendo da Expo e le sue contraddizioni vogliamo iniziare una discussione sul lavoro che abbia l'ambizione di mettere in campo su Expo e oltre Expo un' azione collettiva che non sia solo di rappresentanza, ma di azione.

Lunedì 20 aprile, alle 17.30, all'università Statale di Milano parliamo di tutto questo ed altro con:

- Roberto Ciccarelli, giornalista e co-autore del libro “Economia politica della promessa” che per l'occasione sarà presentato e disponibile in anteprima

- Sergio Bologna, con un contributo sulle trasformazioni del mondo del lavoro

- Rete Attitudine No Expo

- Diverse realtà di lavoratori e lavoratrici in lotta.

*ritrovo davanti all'aula magna


L'iniziativa è il primo evento pubblico della campagna “lavoratrici e lavoratori contro Expo”


ll Primo Maggio non è un giorno come gli altri, è un giorno di NON lavoro. E' il giorno di festa di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici. Il Primo Maggio viene usata da molti come una cerimonia simbolica, ma in realtà questa data porta dentro di se le sofferenze e al tempo stesso la dignità di tutti i lavoratori e le lavoratrici. Da troppo tempo in Italia, e non solo, si sta cercando progressivamente di trasformare la festa dei lavoratori in una festa vuota, addirittura in un'occasione economica. Già dal 2005 abbiamo visto nel nostro paese i grandi centri commerciali aperti anche il Primo Maggio, è stato un apripista per tutti gli imprenditori che da allora, in nome del loro profitto, obbligano i lavoratori, sopratutto chi lavora nei servizi, a " timbrare il cartellino" anche in questo giorno di festa. Il mettere in discussione il Primo Maggio è solo una parte dell'attacco più ampio al mondo del lavoro e alle relazioni sindacali: pensiamo all'abolizione dell'art.18 e al jobs act, passando per le deroghe fatte per l'Expo di Milano.

Oggi ci troviamo nella situazione in cui la retorica che ci siano dei lavoratori privilegiati rispetto ad altri, serve soltanto a promuovere e istituzionalizzare il lavoro precario anche per quei lavoratori che precari non lo sono mai stati. Una narrazione falsa, utile solo a giustificare il saccheggio di diritti e reddito a favore di un capitalismo che non mira in nessun modo al benessere collettivo, ma soltanto ad accrescere le disparità sociali. In questo contesto Expo Milano 2015 diventa anche il laboratorio e la vetrina di questi progetti: il lavoro gratuito, l'abuso dei contratti a termine, la cancellazione dei diritti a partire da quelli sindacali, la deroga agli orari di lavoro distribuiti sulle 24 ore giornaliere sono solo alcuni degli aspetti di come tramite Expo si voglia normalizzare delle abberrazione sul piano del lavoro, ma anche dei diritti, il tutto condito da una vergognosa propaganda sulle grandi opportunità del grande evento che salverà le sorti del paese. Nel laboratorio Expo il governo Renzi può collaudare le sue nuove riforme perfettamente in linea con le volontà del capitalismo neoliberale: il Jobs Act, lo SbloccaItalia e la Buona Scuola. Tutte riforme in cui gli ultimi rimangono ultimi e i primi saranno sempre più ricchi. Il lavoro è concepito come precario quando non addirittura gratuito, diventa quindi precario a tempo indeterminato; la privatizzazione diventa norma e assume la retorica dell'opportunità dell'uscita dalla crisi; la meritocrazia nelle scuole, anche per i docenti che vi insegnano, ormai un lontano ricordo. Abbiamo visto con forza il dispositivo aggressivo e predatorio di Expo sulla questione sollevata dai lavoratori della Scala sull'apertura straordinaria del Primo Maggio. Noi pensiamo che il Primo maggio NON si debba lavorare, così come pensiamo che il mondo che vogliamo, a partire dai diritti, debba essere diverso da quello che ci impongono questi poteri dispotici. Ricatti che nulla hanno a che vedere con la nostra storia di diritti nati nei luoghi di lavoro, sia in città che nelle campagne, motori trainanti della Resistenza. Non è un caso se durante il regime fascista il Primo Maggio non si potè festeggiare, se non in incognito e a prezzo di delazioni cui furono soggetti centinaia di operai, artigiani e contadini. Milano non ha mai piegato e non piegherà ora la testa di fronte all'autoritarismo: a lei spetta il dovere di dare l'esempio squarciando il buio delle condizioni avverse e del clima di sfiducia diffuso.

Il Primo Maggio è un simbolo e i simboli sono anche un argine culturale alle devastazioni dei nostri futuri. Se, anche grazie ad expo, si sta portando l'attacco definitivo al Primo maggio non è un caso.

Guardiamo avanti, ad un nuovo Primo Maggio che non solo riaffermi la nostra storia ma si affianchi ad una nuova idea di mondo, basata su diritti universali e continuativi per TUTTE e TUTTI, ben oltre il contratto di lavoro. La vita è un valore da difendere e garantire con dignità e praticabilità per chiunque, sempre.


Expo ed il Primo maggio sono un passaggio, importante ma un passaggio. La rete di lotte di lavoratori e lavoratrici, unite a studenti e studentesse, precari e precarie, disoccupate e disoccupati, andrà ben oltre i giorni dell'apertura e della chiusura dei cancelli della grande kermesse neoliberale.

Dati Aggiornati al: 17-04-2015 08:25:46

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Categoria: Altro...

Quando: Lunedì 20-04-2015 alle 17:30
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Università Statale Milano

Indirizzo: via Festa del Perdono 7 Milano

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento