Niente ha bisogno d'esser modificato quanto le abitudini degli altri. Mark Twain

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CAPATOSTA / Teatro Crest

CAPATOSTA  / Teatro Crest

 

 

Dal 13 al 16 gennaio ore 21.00
13 GENNAIO: biglietto a € 10 anzichè € 20 prenotando a comunicazione@campoteatrale.it

scritto da Gaetano Colella
regia Enrico Messina
con Gaetano Colella e Andrea Simonetti
composizione sonora Mirko Lodedo
scene Massimo Staich
disegno luci Fausto Bonvini
datore luci Vito Marra
foto di scena Marco Caselli Nirmal
in collaborazione con Armamaxa teatro

Taranto, ILVA. In scena lo scontro fisico, passionale, generazionale e di valori tra il benessere acquisito e i sogni di rivoluzione. fra tragedia e ironia, senza retorica.





TRAILER SPETTACOLO: https://vimeo.com/121794578

RASSEGNA STAMPA
[...] Sull'accordatura attenta della regia di Enrico Messina si passa, in un delicatissimo equilibrio, da toni ironici a sfumature più drammatiche, senza mai calcare la mano su nessuno dei registri possibili, proprio perché tutto è straordinariamente vero a pochi metri da quel palcoscenico [...] Nello scambio di battute tra i due i nodi drammaticamente problematici di quella situazione vengono espressi proprio in faccia a quella stessa società che li vive.
Antonio Audino - Il Sole24ore

Capatosta è uno spettacolo in cui le varie componenti trovano un mirabile equilibrio, a cominciare da una drammaturgia che sa ben schivare retorica e già detto a favore di un'analisi impietosa che evidenzia contraddizioni e problemi. La regia sapiente di Enrico Messina sembra esaltare i momenti drammatici, che poi stempera con virate inaspettate producendo spaesamenti opportuni e grande ci è sembrata la prova attorale di Gaetano Colella, autore anche del testo [...] Tanto è esuberante il suo personaggio, tanto gioca su toni sommessi, che nel finale raggiungono toccante intensità quello del bravo Andrea Simonetti.
Nicola Viesti – Hystrio

A prenderci a pugni nello stomaco è stato Capatosta [...] Un esempio di teatro sociale fatto con mezzi rigorosi (e non minimi) e recapitato con una regia e un'esecuzione eleganti, non ingombranti, al servizio di una denuncia frontale sì dello scandalo industriale, ma ancor di più del terreno (sotto)culturale che lo riceve, tra l'utopia di una riaccesa miccia di lotta di classe e l'ignavia in cui gli operai rischiano di scivolare. Sergio Lo Gatto - Teatro e Critica

I temi che tocca questo spettacolo sono innumerevoli e non solo legati ai problemi dell'inquinamento, dello sfruttamento, delle malattie dell'industria tarantina: questioni come la (presunta) assenza di una classe operaia [...], dell'impossibilità della lotta di classe, della sostenibilità delle proprie scelt e di vita e delle reazioni rispetto a quelle altrui travalicano di frequente il caso Ilva – seppure profondamente radicato e radicante nella messinscena – per parlare molto più ampiamente del presente. E delle possibilità di scampo. Roberta Ferraresi - Il Tamburo di Kattrin

Uno spettacolo di intenso approdo. Il lavoro attorale fisico e verbale, gesto e parola composti senza mischiare i piani e ben definendo ritmi e tempi di commistione, produce una compiutezza che è snellezza di cifra, intelligibilità che non vuol dire semplicistico, ma funzione per alta fruibilità. Emilio Nigro - Rumor(s)cena.com

Uno scontro fisico, passionale, generazionale, valoriale, tra il benessere acquisito da difendere ad ogni costo, anche rimettendoci la salute e la vita, ed i sogni di rivoluzione con i ruoli invertiti rispetto alla stereotipata visione dei giovani come svuotati e passivi, dediti soltanto allo sport dello smart phone. Un teatro necessario. Tommaso Chimenti - Il FattoQuotidiano

Un «amore» che uccide, come pure capita. Capatosta, spettacolo della compagnia tarantina Crest, su testo di Gaetano Colella e con la regia di Enrico Messina, nel suo passaggio sulla scena del Teatro Kismet a Bari ha confermato che per fare «teatro politico» oggigiorno occorre stare lontani dalla politica del politichese, dalla retorica d'uso sulla condizione lavorativa o sull'ambiente, dalla grancassa di stampo para-televisivo e mediatico [...] Merito di questo Capatosta è di riuscire a trasferire la terribile verità del dato cronachistico e/o politico incolloquiale verità di rapporti quotidiani, fra tragedia e ironia,fra un caffè alla macchinetta e un massaggio su quella poltrona di pelle gialla che Capatosta è riuscito a imboscare.
Pasquale Bellini - La Gazzetta del Mezzogiorno

[...] racconta con la semplicità e la forza di parole, volti e gesti quotidiani, quelli dei tanti operai chiamati a scegliere tra il lavoro e la vita, il dramma di una città ferita e divisa. Sono come due ventricoli di un cuore, la città e lo stabilimento, in un movimento continuo e oscillante tra vita e morte, agìto sulla scena, conuna apparentemente disarmante semplicità, da due uomini. Un sogno divenuto incubo si palesa nella banalità delle azioni quotidiane che diventano balletto quando i due operai si muovono ricordando delle marionette svuotate da ogni consapevolezza. Elisabetta Reale - Klpteatro

Questo spettacolo, che in italiano significherebbe " testa dura" , è profondamente commovente. Il pubblico ride. Ma il vortice conclusivo, simbolicamente rappresentato da una poltrona girevole, è coinvolgente. Emanuela Ferrauto - dramma.it

Colella si rivela maestosa marionetta agente, memore dell'eredità attoriale eduardiana, maschera iterante di un " come fa un uomo a diventare una cosa?" . Il testo di Colella nasce da una profonda riflessione [...] e trova rispondenza in una storia violenta che ripercorre i meccanismi quotidiani di sopravvivenza, raccolti attraverso le generose testimonianze di operai dell'Ilva " amanti uniti in un abbraccio letale" Vincenza di Vita - aTeatro.it

Un gran bel problema, insomma, portato in scena da Gaetano Colella e Andrea Simonetti, con la regia di Enrico Messina. E mentre le coscienze si animano in sentimenti contrapposti si consuma giorno per giorno il dramma di una comunità che vive una guerra quotidiana tra salute e lavoro apparentemente senza vie d'uscita. Grande merito dunque a questa compagnia che ha saputo portare in scena un dramma così profondo. Enrico Cavallo - Sannio Teatri e Culture

Non è un " j'accuse" diretto a politica, manager o controllori. E' oltre la querelle tra politica e magistratura. Lo spettacolo, scevro da facili ed inutili retoriche, fuori da risposte ideologiche e preconfezionate, va visto anche perché offre la speranza, forse i sogni dovranno essere diversi, restano però un orizzonte per cui valga, nonostante tutto, ancora sperare e lottare. Marisa Paladino - Oltrecultura

Lavoro valido, con un crescendo interpretativo di Gaetano, che vuole prendere parola, restituire un sentimento di dolore e di impotenza insieme, quasi banalizzandolo nella monotonia quotidiana mentre racconta la sua vita in fabbrica. Silvia Viterbo - Affaritaliani

Dati Aggiornati al: 07-01-2016 11:20:00

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Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Alle 21:00 dal 13-01-2016 al 16-01-2016
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

nei seguenti giorni : Mer - Gio - Ven - Sab -

Dove: Campo Teatrale

Indirizzo: via casoretto 41/a Milano

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento