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Ghitta Carell. Grande in negativo

Ghitta Carell. Grande in negativo

 

 

Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi
in collaborazione con
Biblioteca Dergano - Bovisa

vi invita alla mostra
Ghitta Carell. Grande in negativo
a cura di Elena Piccini, Patrizia Piccini e Fabrizio Urettini
dal 7 al 18 settembre 2013

presso
Biblioteca Dergano - Bovisa
Via Baldinucci, 76
20158 Milano


Due amici e due fotografi: Ghitta Carell (1899 - 1972), indimenticata ritrattista di un trentennio di potere in Italia e Ando Gilardi (1921 - 2012) fotografo e storico della fotografia. È il tema della mostra " Ghitta Carell. Grande in negativo" , che si terrà a Milano dal 7 al 18 settembre presso la biblioteca Dergano - Bovisa a cura della Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi. Spunto del progetto espositivo è stata la presentazione del libro " Un ritratto mondano. Fotografie di Ghitta Carell" (Johan & Levi editori, 2013) di Roberto Dulio, docente di Storia dell'Architettura al Politecnico di Milano.
Ando Gilardi e Ghitta Carell si conobbero a Roma nella seconda metà degli anni Sessanta: entrambi fotografi di origine ebraica, avevano subito le leggi razziali del '38 e sfuggito la deportazione. Delle ragioni di questo incontro non abbiamo traccia, quello che sappiamo con certezza è che il discorso cadde sulla Shoah.

Gilardi le mostrò alcune immagini dei lager e delle fosse comuni, immagini che in quegli anni erano ancora poco diffuse e conosciute in Italia (fu proprio lo stesso Gilardi a contribuirne la diffusione attraverso il settimanale " Lavoro" per il quale lavorava a Roma proprio in quegli anni).

La reazione della Carell davanti alle immagini della Shoah fu quella che Susan Sontag definisce " un'epifania negativa" e contribuì in maniera determinante alla scelta della fotografa di origine ungherese di lasciare l'Italia e trasferirsi ad Haifa in Israele, dove trascorse l'ultimo decennio della sua vita.

Chiuso lo studio, Ghitta Carell chiese proprio ad Ando Gilardi, che in quegli anni era consulente del CIFE (Centro informazioni Ferrania), di aiutarla a vendere l'intero archivio. Le immagini esposte in questa mostra fanno parte di una serie di lastre che la Carell donò per riconoscenza a Gilardi prima della partenza per Israele.
In un testo per un'ampia retrospettiva dedicata alla Carell tenutasi all'Hungarian National Museum di Budapest nel 2011, Gilardi scrisse che quello che permane nella Carell e che in modo profondo si trova e si legge nel suo lavoro, nello scopo profondo delle sue fotografie è l'ebraismo.

In questo senso la mostra intende rileggere l'opera della Carell attraverso una nuova chiave di lettura, proprio attraverso quell'ebraismo che Gilardi ci indica come " fil rouge" di tutta la sua opera.
Adin Steinsaltz, rabbino e filosofo israeliano, in una conversazione sul rapporto tra ebraismo e raffigurazione dice: " Si è sempre creduto che agli ebrei non fosse concesso di avere immagini figurative, ma questo non è del tutto vero, è dipeso dai tempi, quello che non è permesso, ed è scritto chiaramente nei comandamenti, è di rappresentare Dio figurativamente, mentre abbiamo immagini di qualunque altra cosa. La vecchia tradizione ebraica dice che il primo iconoclasta fu Abramo, che distrusse tutti gli idoli costruiti dal padre artigiano" , e aggiunge " Mosè non ha distrutto l'icona, ha distrutto gli idoli" .

Di " idoli" Ghitta Carell ne fotografò tanti: dai membri di Casa Savoia a Benito Mussolini, da De Gasperi a Saragat, nel suo studio passarono tutti i più importanti e illustri personaggi del ventennio fascista italiano e poi del nuovo potere repubblicano. Dov'è quindi quell'ebraismo di cui parla Gilardi nella sua opera? L'ebraismo, la distruzione degli idoli, è proprio nei negativi che abbiamo deciso di esporre in questa mostra, è in quei graffi, in quelle dolci pennellate profuse, in quei segni di matita che venivano sapientemente applicati nello smeriglio delle lastre, accurati interventi di ritocco per migliorare il risultato finale. Segni che oggi, come scrive Ando, " si leggono come una specie di «atto di accusa». Contro la vanità del soggetto" .

Una mostra questa che riunisce due vecchi amici, Ando e Ghitta, di nuovo assieme, accomunati da quel sentimento iconoclasta che contraddistingue la loro opera ma anche l'essenza della tradizione ebraica nel rapporto con la raffigurazione.

Le riproduzioni di Ando Gilardi dei dettagli delle lastre negative dell'amica Ghitta non sono una semplice riproduzione ma ci fanno tornare indietro nel tempo, " rifare il processo al soggetto, rivedere una vecchia sentenza, pronunciarne una nuova" .


In occasione della mostra
sabato 14.09.13 alle ore 10.00
si terrà la presentazione del libro
Un ritratto Mondano. Fotografie di Ghitta Carell
Con la partecipazione dell'autore
Roberto Dulio
docente di Storia dell'Architettura al Politecnico di Milano


Ghitta Carell. Grande in negativo
http://ghitta-carell.tumblr.com


Dati Aggiornati al: 28-08-2013 15:47:53

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Sabato 07-09-2013 alle 10:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Biblioteca Dergano-bovisa

Indirizzo: Via Filippo Baldinucci 60 Milano

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento