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Danièle Jaquillard Lumsiques écriture de la lumière

Danièle Jaquillard Lumsiques écriture de la lumière

 

 

Afascinante
di Régine Lemoine-Darthois

Danièle Jaquillard, fotografa, lavora la luce in diretta, d'istinto. Selvaggiamente e rispettosamente. Sappiamo che la luce è allo stesso tempo la materia prima e l'oggetto permanente della sua ricerca.
Ma qui si tratta di un corpo a corpo, di una danza con la luce facendo emergere foto potenti e poetiche.
Danièle Jaquillard rivela la delicatezza e la forza della luce nelle sue opere creando un mondo onirico e commovente.
Queste ultime vi faranno vacillare, vi assorbiranno e vi condurranno verso un abbagliamento interiore.
Mostra da vedere, e più che da vedere, mostra di cui si deve fare l'esperienza.

Le trame luminose di Danièle Jaquillard
di GianCarlo Pagliasso

La luce, attraverso cui l'ordito del mondo si fa trasparente (nel libro della Genesi) agli intendimenti di Dio, innerva le cose, ponendole nella condizione di farsi annuncio della mobile stabilità del creato.
Laddove lo sguardo contempla un'immagine, già sempre una forma ha preso il posto dell'assenza che ora si rivela nella visione. Nella cosmologia di Roberto Grossatesta, forse la sintesi medioevale più riuscita di Neo-platonismo e aristotelismo, la luce è l'incipit formale che disegna il disporsi fnito della materia. L'ambito delle diferenze dimensionali è scandito però dalla sua moltiplicazione infniata secondo ambiti proporzionali e matematici, che vengono ad incidere sul processo di rarefazione o condensazione della materia stessa, costituendo così una sorta di sottofondo ritmico e cadenzato che presiede all'ordine dell'universo. In qualche misura, la 'musicalità' ordinata, che riverbera dall'espansione luminosa e sferica della materia, conduce al primo corpo (la sfera del frmamento) e per successione di addensamento agli altri otto corpi celesti, tra cui ultimo la luna. Al di sotto del mondo sublunare, dove:«la forza di questa luce non fu tanto grande da provocare con la concentrazione la disgregazione, e la sua parte più esterna conservò ancora i caratteri propri degli elementi...»(1), si trovano le sfere del fuoco, dell'aria, dell'acqua e della terra. L'ordine che interviene a livello del macrocosmo, funziona anche a livello microscopico, potremmo dire sub-atomico, venendo ad incidere sulla struttura molecolare e geometrica dei corpi(2).
Ora, i lavori fotografci di Danièle Jaquillard, che l'artista chiama Lumsiques (connubio di lumière e musique), sembrano orientati a visualizzare istantanee lungo il percorso che la luce compie nel disegnare armonicamente l'embricatura interna ed esterna delle cose. Deposto, tuttavia, il conato metafsico che faceva del lumen il brillamento dell'essere, le opere della Jaquillard indagano più l'elemento fsico del dipanarsi della luce sugli oggetti che il Grossatesta, in sintonia con Tommaso d'Aquino, vedeva disciplinato otticamente dalla proporzione numerica.
Nelle serie, dette Stabiles e Mobiles, l'artista segue la partitura, modulata da una varietà infnita di toni gravi e acuti, che la luce è in grado di far risuonare ai bordi o al cuore dello sbozzarsi delle forme, sia nel loro consolidarsi attraverso epifanie visibili o nel ritrarsi lungo la zona d'ombra che lo sguardo, salvaguardando il loro carattere di impermanenza, non può più raggiungere.
I paesaggi e le immagini della Jaquillard, in cui si mostra la fantasmagoria cangiante degli enti che traggono la propria convenienza da quella inconcussa del Creatore, partecipano della sua bellezza sia nell'identità fuente della luce che da lui s'irradia sia negli efetti di partizione ontologica che questa produce incidendo sulla materia.
ll pregio della ricerca dell'artista consiste nel mantenere in equilibrio questa dualità estatica, risolvendola con semplicità in prodotto estetico.

(1)Roberto Grossatesta, Metafsica della luce, ed.it. a cura di Pietro Rossi, Milano, Rusconi, 1986, p.119.
(2)«Infatti, se la luce nella moltiplicazione infnita di sé estende la materia nella misura di due cubiti, raddoppiata quell'infnita moltiplicazione la estende nella misura di quattro cubiti, e dimezzata la estende nella misura di un cubito; e così via secondo le altre proporzioni numeriche e non numeriche. Questo, credo, fu l'intendimento di quei flosof che afermarono che tutte le cose sono formate da atomi, e che ritennero che i corpi sono formati da superfci, le superfci da linee e le linee da punti». (Ibid. p.116).


Il possibile dell'ombra
di Elisabeth Préault

Quando Danièle Jaquillard parla del suo lavoro fotografco evoca anzitutto come prima sensazione, primo principio, la musica, il corpo stesso della musica : le onde sonore che si propagano, sfuggono, si disperdono e che ella cerca di captare, trattenere, iscrivere - trasmutandole in presentazioni luminose.
Partendo dallo scuro, dal silenzio nero, la sua focale, il suo occhio, va a tradurre queste onde sonore in onde di luci, contorni, forme, grafe, tracce...
Il titolo della sua mostra, che è anche la denominazione del suo lavoro, « LUMSIQUES » è esplicito : il suono e la luce, aldilà delle corrispondenze baudelairiane, sono intimamente legati, legati dall'origine del mondo, un mondo scaturito da un bigbang con fragore assordante e del quale Danièle Jaquillard non cessa di cercare l'eco infnitamente ripercossa. Come ogni fotografo, avrà sicuramente sognato di essere là presente prima - prima della luce e del suono - proprio nel momento in cui entrambi nacquero insieme.
La sua maniera, il suo processo creativo evoca questa simultaneità.
Mi occorre musica e sorgente di luce - cosi dice Danièle
Una sorgente particolare ?
No, una lampada, uno spot, una candela, non importa, un punto a cui possa collegarmi...dopo di che, circolo io, circola la musica, questa circola in me, si potrebbe credere che io danzi...
il suo strumento è la macchina fotografca?
No, il mio vero strumento è il mio corpo; senza la gestualità ispirata dalla musica, la macchina fotografca servirebbe solo a far delle foto...
Alla maniera dei Light paintings di Picasso, il corpo dell'artista si ritrova cosi implicato nell'opera. Secondo la sorgente luminosa, è un corpo-ritmato che ritma il reale, per cogliere i movimenti, le linee, i fussi, la geometria segreta: aleatoria e casuale. Shock dei contrari. Chi pensa alla geometria, pensa alla scienza e al rigore ; Danièle Jaquillard pensa al caso, all'impermanenza e alla fugacità ; prima di lei, François Morellet, con i suoi « Geometree » aveva già collegato i contrari, geometria e caso. Morellet, il passeggiatore, che, nel suo giardino di Cholet, se ne andava a cercar un ramo d'albero, un ramo ideale, quello che avrebbe potuto inserire in un'opera geometrica. Il suo intervento si limitava alla scelta dei rami.
Danièle Jaquillard confgura di più. Organizza, realizza, orchestra. Una macchina fotografca, una colonna sonora, un corpo in movimento ed una fonte di luce con la quale potrà giocare, sviare l'ombra per fare sorgere una forma visibile, individuata, un'apparizione. Apparizione Mobile o Stabile, velocità o rallentamento, cogliere il vivo, la linea, la curva, il baleno sflato componendo una scrittura oppure registrare campi, masse, densità di colori nello spazio, energie uguali a memorie geometriche.
Dall'opera-video di Bill Viola « Chott-el-Djerid » ove Viola flmò per 28 minuti un miraggio su un vasto lago prosciugato nel sud della Tunisia, sappiamo che quello che crede reale l'occhio, non è forse altro che illusione. « Stiamo raggiungendo la fne dell'era della visione ottica», spiega Bill Viola. Oggi, quello che vede l'occhio non deve essere preso necessariamente per una cosa reale. La realtà è inondata d'informazioni incorporate in noi. Perciò il soggettivo sta diventando la nuova obiettività »
Danièle Jaquillard fa propria questa nuova distribuzione del reale e ce la rimanda. Chi può dire che quelle forme sorte dalla luce colta con l'occhio del suo obiettivo non sono reali ? Dove comincia il miraggio, dove fniscono i fantasmi e chi deciderà della realtà o dell'illusione ?


Dati Aggiornati al: 05-06-2014 12:37:27

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Giovedì 12-06-2014 alle 18:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Whitelabs

Indirizzo: via G. Tiraboschi, 2 Milano

Prezzo: Gratis

Link: Sito Web dell'evento