Il tempo manca solo a chi non ne sa approfittare. Gaspar M. de Jovellanos

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MARATONA TEATRALE!

MARATONA TEATRALE!

 

 

Sabato 27 settembre 2014
Comteatro
presentala sua prima

" MARATONA TEATRALE"

Un sabato. Una compagnia. Tre spettacoli.
Ingresso libero!

ore 17.00 - L'albero delle bolle
(per famiglie e bimbi dai 6 anni!)

ore 19.00 - Rossowilde - Il ritratto di Dorian

ore 21.00 - Se questo è un gioco

PER INFO:
info@comteatro.it
www.comteatro.it
02.4472626

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Ore 17.00
L’ALBERO DELLE BOLLE
per grandi e piccoli dai 6 anni

di C. Boschetti, C. Brogliato e L. Chieregato

con: Carola Boschetti, Cinzia Brogliato, Luca Chieregato
scene: Anna Colombo
costumi: Alessia Bussini
regia di Claudio Orlandini

Questa è la storia di Lola, una piccola bolla di sapone che nasce tra i rami e le foglie di un comunissimo albero di mele, popolato da mele canterine e da un simpatico bruco un po’ pauroso. La bolla Lola si affeziona velocemente a tutti gli abitanti dell’albero, ma Sotuttoio, la voce della pianta, le svela il suo destino: lei dovrà partire e raggiungere la sua Città delle Bolle. Il cattivo Mister Trappola cattura Lola e costringe gli abitanti dell’albero a correre in suo aiuto, fino al colpo di scena finale.

La storia ci racconta l’amicizia tra esseri diversi tra loro; narra di un albero di mele che dietro le fronde cela un mondo di sfumature e atmosfere magiche, che sono sotto i nostri occhi, ma come tutte le cose trasparenti hanno bisogno di un’angolazione precisa per poter essere viste.

Con questa favola teatrale proviamo a ricordare la nostra meraviglia di quando eravamo bambini e soffiavamo nel cielo le bolle di sapone. Forse anche i bambini di oggi possono rallentare il proprio tempo e provare a scoprire il tesoro invisibile racchiuso in questo piccolo gesto.

Lo spettacolo è costruito sulla sospensione del tempo infantile, così come sospesi sono gli attori che dondolano come mele in una struttura che diventa albero a grandezza naturale e l’attimo dopo è già microcosmo in mezzo a rami, piccioli,bruchi e bolle di sapone.

L’idea di portare sulla scena una favola sulle bolle di sapone nasce dal desiderio di mantenere viva la meraviglia di un gesto tanto piccolo quanto straordinario.


Ore 19.00
ROSSOWILDE – Il ritratto di Dorian Gray

di Davide del Grosso e Claudio Orlandini
con Davide del Grosso
realizzazione scene di Stefania Solari
assistente alla regia Chantal Masserey

regia di Claudio Orlandini

“Di questo libro si può parlare. Di questo libro si deve parlare.”

E’ iniziato così il nostro studio dell’opera di Wilde: con la consapevolezza della sua ricchezza tematica, della sua attualità così marcata da renderla un’opera urgente oggi e il nostro tentativo di tradurla in una forma teatrale immediatamente leggibile.
Perché il romanzo di Wilde è un libro che come il suo protagonista non sa invecchiare: Dorian è un ragazzo a tal punto terrorizzato dall’idea di perdere la sua bellezza, e soprattutto il potere che quella bellezza esercita sul mondo, da desiderare che un ritratto muti al suo posto. Vende tutto di sé Dorian, la sua integrità, la sua ingenuità bambina, la sua coscienza, i suoi desideri pur di non perdere l’immagine perfetta di sé.

E come Dorian, l’opera di Wilde ha bisogno ancora oggi di essere corteggiata, avvicinata con cura, studiata con rigore e amata appassionatamente. Solo così, lentamente, le pagine dell’autore irlandese si schiudono rivelando un variegato ventaglio tematico capace di parlare a tutte le età: la differenza tra estetica e bellezza, la paura dell’invecchiamento (oggi clinicamente chiamata sindrome di Dorian Gray), il tentativo di dividere anima e corpo, la scoperta adolescente delle passioni e dei sensi, il rischio di perdersi al loro interno, la bellezza della curiosità, il pericolo la curiosità, il valore dell’influenza degli altri nella costruzione di sé, l’interrogarsi sul ruolo salvifico dell’arte. Questi sono solo alcuni dei temi che la complessità di pensiero di Wilde attraversa con lucidità, ironia, contradditori e un sorprendente contenuto emotivo.

Questo abbiamo studiato, questo abbiamo messo in scena: una conferenza improbabile, una lezione teatrale, un dialogo aperto col pubblico, una favola gotica. L’attore prende il pubblico per mano e lo guida nel suo incontro con Wilde, nella sua vicenda umana, nel viaggio attraverso la sua opera: i venti capitoli del romanzo si snocciolano attraverso una narrazioneincalzante in bilico tra ironia e noir; i personaggi appaiono, parlano in prima persona, agiscono, lottano, muoiono; l’attore si sposta sui vari punti di vista e trova spazi di riflessione aperta e di dialogo col pubblico; mentre lui, Oscar Wilde, ancora oggi sembra divertirsi a tenerci in scacco creando paradossi. Continuamente ci convince che abbiamo capito, e non appena siamo certi di aver afferrato il punto lui lo sposta un po’ più in là, fino a suggerirci che non c’è nessun punto da afferrare.

C’è solo la vita, in tutta la sua sorprendente e crudele bellezza.

Ore 21.00
SE QUESTO E’ UN GIOCO
Sulla dipendenza dal gioco d’azzardo

di Chantal Masserey, Luca Chieregato, Claudio Orlandini
con Chantal Masserey e Luca Chieregato

regia di Claudio Orlandini

Sulla scena due anime che si fondono in una, come i due lati della moneta, come il rosso e il nero: giocano, giocano a uccidersi, a contraddirsi, a farsi la guerra, ad amarsi... per come possono.
Lo spazio è una buca con quattro angoli, denso di vertigini e di cadute. Si trasforma a seconda del gioco che si sta giocando: da piccola casa ad angolo dei divertimenti, casinò, roulette, slot, per poi rotolare in un percorso a ostacoli, un crollo cieco, uno spazio esploso dove è davvero difficile rimanere in equilibrio.
Sullo sfondo, la favola di Pinocchio segue la vicenda e il suo precipitare nell'abisso: ecco i consigli del grillo parlante, le tentazioni di Lucignolo, la cura della fata turchina. E poi c'è lui, il burattino che non vuole crescere: si muove intorno alla buca del campo dei miracoli, ingenuamente convinto che il paese dei balocchi sia davvero in grado di moltiplicare zecchini senza il minimo sforzo: Pinocchio non vuole crescere, fatica ad ascoltarsi. Intorno c’è il brivido, il fascino, la suggestione delle monete d'oro, dei numeri e delle carte... ogni dipendenza nasce da un rapporto con il piacere, anche se momentaneo, e il gioco d'azzardo non fa eccezione.
Intanto, si sprofonda. Si annaspa nell'illusione che basti solo un po' di pazienza e di coraggio perché la vita cambi il suo corso. Il burattino diventa un essere mutilato dalla sua angoscia, divorato dalla sua stessa rabbia, sperduto in una realtà che non sa più riconoscere, poiché ne ha perso contatto. Ciò che costruisce è destinato a crollare per un semplice soffio di vento... come una casetta di carta. Alla fine rimarrà nudo, in mutande, senza più nulla tra le mani.

Il gioco crudele ricomincerà daccapo, come ogni giorno, e il dolore si soffre fresco ogni volta come se fosse la prima. La fata accompagna il povero burattino in un viaggio pericoloso, cominciando dall'alfabeto… Ma bisogna desiderare davvero di apprenderlo. Invece l'alfabeto cambia, cambia sempre, crolla, si stravolge, perché è difficile decidere che A diventi Abbraccio, e non Adrenalina, e che B sia Bacio invece di Bugia.

Dati Aggiornati al: 25-09-2014 08:46:08

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Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Sabato 27-09-2014 alle 21:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Comteatro

Indirizzo: piazza Giovanni XXIII 7 Corsico

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento