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Commemorazione Antonio Gramsci

Commemorazione Antonio Gramsci

 

 

Quando si parte da Gramsci non si finisce mai, perché la sua pur breve vita ci consegna un messaggio denso di destino, escatologico, ma di questa terra e questo mondo. Alla sua grandezza, intelligenza, lungimiranza, alla lucidità della sua critica. Un ordito immenso e reciproco è destinato, unico, a incontrare la trama dell'umanità, e questo ordito è il Comunismo.
Antonio Gramsci venne arrestato l’8 novembre 1926, in seguito alle leggi eccezionali fasciste. Processato a Roma fra il 28 marzo e il 4 Giugno 1928, venne condannato a 20 anni di reclusione.
Nel 1933 il suo organismo subì un primo crollo. Solo dopo un’intensa campagna internazionale a suo favore, egli venne trasferito, nel 1935, in una clinica privata a Formia e poi nella clinica “QUISISANA” di Roma. Lo stroncò un’emorragia cerebrale il 27 aprile 1937, all’età di 46 anni.
Antonio Gramsci ebbe a dire di sé: “Io non parlo mai dell’aspetto negativo della mia vita, prima di tutto perché non voglio essere compianto; ero un combattente che non ha avuto fortuna nella lotta immediata, e i combattenti non possono e non devono essere compianti, quando essi hanno lottato non perché costretti, ma perché così hanno essi stessi voluto consapevolmente”.
Antonio Gramsci nacque ad Ales, in provincia di Cagliari, il 22 Gennaio 1891, quarto di sette figli, da Francesco, impiegato dell’ufficio del Registro, e da Giuseppina Marcias, casalinga.
Durante il Ginnasio cominciò a leggere la stampa socialista, in particolare
l’“Avanti”. Nell’Ottobre 1911 vinse una borsa di studio del Collegio Carlo Alberto che gli permise di iscriversi alla facoltà di Lettere per filologia moderna dell’Università di Torino. Nel 1912 allacciò amicizia con Palmiro Togliatti, anche lui vincitore di una borsa del Collegio Carlo Alberto nel 1911.
Nella primavera del 1913, in occasione dello sciopero dei metallurgici della FIOM, entrò in contatto con gli ambienti operai.
Allo scoppio della guerra era iscritto alla sezione socialista torinese e, da questo osservatorio, partecipò alle vicende che contrassegnarono un mondo sconvolto dalla prima guerra mondiale.
“ re anni di guerra – scrisse Gramsci nel novembre 1917, hanno ben portato modificazioni nel mondo”. Gramsci scrisse in polemica con Filippo Turati, nel luglio 1918: “La guerra è stata la condizione economica, il sistema di vita che ha determinato lo Stato nuovo del proletariato. “Ed infatti, quando, il 19 gennaio 1918, il Comitato esecutivo sovietico panrusso sciolse per decreto l’Assemblea costituente e trasferì il potere ai Soviet, Gramsci condivise tale scelta portando a compimento la sua rottura con il riformismo nel movimento operaio.
Nell’aprile del 1919, insieme a Togliatti, Tasca e Terracini, Gramsci fondò “ L’Ordine Nuovo “ settimanale “ Rassegna di cultura socialista “ che si pubblicò fino al Natale del 1920, mentre, dal 1° gennaio del 1921, si trasformerà in quotidiano e, dalla fondazione del Partito Comunista d’Italia il 21 gennaio a Livorno, nel suo primo organo di Partito.
Scopo de “ L’Ordine Nuovo “ diventò, ben presto, lo studio delle condizioni concrete della Rivoluzione proletaria in Italia, diventando l’incubatore del movimento dei Consigli di Fabbrica.
La funzione dei Consigli, secondo Gramsci, doveva essere ben distinta da quella del sindacato e del Partito. Mentre al Partito spettava la direzione politica del processo rivoluzionario e dello Stato ed al sindacato la tutela degli interessi dei lavoratori salariati e, dopo la conquista del potere, la funzione di organizzarli per lo sviluppo dell’economia nazionale, la rete dei Consigli di fabbrica avrebbe consentito l’esercizio della egemonia del processo rivoluzionario e della costruzione del nuovo stato al proletariato che, unificando l’insieme dei lavoratori sulla base delle loro funzioni produttive, era in grado di farne valere la volontà politica e costituire la base dello “ Stato dei Soviet “, rivelandosi idonei ad organizzare non solo gli operai delle grandi fabbriche, ma anche i piccoli artigiani ed i contadini poveri, riuniti in consigli territoriali.
Il 21 ottobre 1920, Gramsci sottoscrisse il manifesto-programma della sinistra del Partito, dando il via al processo di rottura definitivo del PSI che sfocierà nella nascita del Partito Comunista d’Italia.
Lungo, difficile e tortuoso risulterà il processo di formazione e crescita del nuovo Partito, di fronte all’incalzante avanzata del fascismo.
Nel maggio 1923, da Mosca, Gramsci iniziò un carteggio con Togliatti, Terracini ed altri con l’intento di formare, intorno al nucleo di militanti che aveva dato vita al “ Ordine Nuovo, “un nuovo gruppo dirigente del Partito, contro il settarismo e l’estremismo ispirato da Amadeo Bordiga.
Nelle elezioni del 6 aprile 1924, Gramsci fu eletto deputato. Il suo maggior impegno fu quello di avviare, sulla linea del V Congresso del Comintern (giugno 1924 ), la “bolscevizzazione “ del Partito, con la sua riorganizzazione sulla base di cellule di fabbrica e con la costituzione di organismi per la sua penetrazione fra i contadini. Ma, sarà con le “Tesi di Lione “alla base dello svolgimento del III Congresso del Partito nel 1926, che lo vedrà essere eletto Segretario Generale del Partito, che Gramsci esprimerà il più alto livello della sua elaborazione politica come dirigente rivoluzionario libero di agire oltreché di pensare, prima della sua carcerazione. Infatti, nella prima parte di tale documento, si trova un vero e proprio saggio, sia pure sintetico, sulla storia nazionale dell’Italia, dall’unità in poi, ed una prima analisi della struttura della società italiana che assume la “questione meridionale “ come tema centrale del programma del Partito.
Alcuni mesi dopo, il suo arresto e la lunga carcerazione che lo porterà alla morte il 27 aprile 1937.
Ecco perché ricordiamo Antonio Gramsci, nell’anniversario della sua morte.
Ricordiamo il giovane studente, già guidato da idealità socialiste, che approda a Torino per affrontare i propri studi universitari.
Ricordiamo il giovane intellettuale, iscritto alla sezione socialista torinese, che incontra, in questa città, la classe operaia e le sue istanze di emancipazione sociale.
Ricordiamo il militante ed il dirigente politico che, “alla scuola della classe operaia”, elabora, sulla base dell’esempio della Rivoluzione socialista dell’Ottobre, in Russia, la teoria politica e sociale della classe operaia italiana sulla base del “movimento dei Consigli di Fabbrica “ sulla rivista “ L’Ordine Nuovo “.
Ricordiamo il Segretario Generale del Partito Comunista d’Italia che, con il suo impegno politico, culturale ed organizzativo, oltreché con il suo esempio personale, forgiò, nella lotta contro l’incalzante ed incombente fascismo, il Partito Comunista come strumento della classe operaia e di tutti i lavoratori, nella lotta per la libertà,
la vera democrazia popolare ed il socialismo.
Per queste ragioni, rendiamo onore alla memoria di Antonio Gramsci, intellettuale, maestro, dirigente politico comunista e capo della classe operaia e dei lavoratori italiani nella storica ed attuale lotta contro lo sfruttamento e l’oppressione sociale del capitalismo, per la realizzazione di un “Ordine Nuovo” fondato sulla vera libertà, l’uguaglianza e la giustizia sociale che, oggi come ieri, si chiama socialismo-comunismo.

Dati Aggiornati al: 25-04-2015 08:14:02

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Lunedì 27-04-2015 alle 18:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Piazza Carlo Emanuele II Torino

Indirizzo: -- Torino

Prezzo: Gratis

Link: Sito Web dell'evento