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Dead Cat in a Bag (in) Formaldeide

Dead Cat in a Bag (in) Formaldeide

 

 

Due spettacoli legati e abbracciati in un atto unico, ricco di emozioni, musica, poesia e voci.
Con la gentile partecipazione di Eugenio Gradabosco

Dead Cat in a Bag:

Funamboli del suono e delle emozioni, i Dead Cat in a Bag compiono un viaggio su scenari desertici, ora notturni, ora assolati, lungo le strade del folk.
Il nucleo è composto da Luca Swanz Andriolo (voce, banjo, chitarra, mandolino, balalaika, melodeon, chumbus), Andrea Bertola (violino, percussioni, campionamenti, cori), Scardanelli (fisarmonica, piano, zaino-batteria, sega musicale, tromba, mandolino, cori).

Il primo album, Lost Bags (Viceversa/Halidon, 2011) è nominato per il premio Fuori dal Mucchio e riceve un’ottima accoglienza critica: “Erano un duo post folk, oggi sono un ensemble allargato che centrifuga Waits, Cohen, Lanegan, Tindersticks, chanson francese e teatro tedesco, tex-mex e Balcani. Cantano sogni zingari senza mai essere pretenziosi..." .

Con Late for a Song (Viceversa/Audioglobe 2014) il suono si evolve: “Né tradizionalisti né sperimentali, i Dead Cat In A Bag fanno musica che sembra esalare dalle ferite nascoste, dai viottoli dimenticati, dalle bettole in cui non entreresti..."
La resa live, senza rinunciare al lato raccolto e sperimentale, è calda, teatrale, talvolta persino
scanzonata e non di rado divertente.

Formaldeide ovvero l’arte del contrasto:

Perché Bettina Banchini e Lorenzo Guacciolo abbiano scelto di chiamarsi Formaldeide mi è chiaro.
L’aldeide fòrmica, potente battericida, conserva la materia in barattoli stagni per i tempi e le genti a venire, così come l’uomo, e Bettina, conservano emozioni dentro, tutte... anche quelle inutili.
Acido e freak come un cervello esposto in un barattolo il duo fa mostra di sé, stridente, altro, dall’aspetto tossico.
La metafora deve però fermarsi qui, perché l’aldeide conserva ciò che è morto, senza possibilità che rinasca all’apertura del barattolo, mentre l’apertura del barattolo/scrigno/cuore di Formaldeide è rinnovamento, liberazione del dolore, forse follia, ma certo colore, ‘ché l’arte ti colora il sangue.
Formaldeide è quindi catarsi, una catarsi spumeggiante come uno shampoo che lava via dal capo i pensieri oscuri come se fossero forfora.
Non che non ci siano dolore e morte nella nostra vita, ma quella voce parabolica, e le sei corde a tenere il palloncino, fanno veramente di tutto per farcela sentir viva.
(Carlo M. Marenco)

Bettina Banchini corpo e voce
Lorenzo Guacciolo chitarra emotiva

Dati Aggiornati al: 22-09-2015 13:28:06

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Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Sabato 10-10-2015 alle 21:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Teatro Giulia Di Barolo

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento