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Torino: la città della cultura che ci salverà

Torino: la città della cultura che ci salverà

 

 

Piattaforma Arte Spettacolo e Conoscenza presenta

Torino investe sulla cultura: ma chi ci guadagna?
Nelle parole del sindaco Fassino, Torino è una città che è “rinata” grazie alla “cultura”.
Biblioteche, musei, festival e altri poli a vocazione turistica sarebbero addirittura unapanacea capace far uscire la nostra città dalle secche della crisi economica. E in effetti, ilprimo cittadino registra inorgoglito risultati da record. Per fare un esempio sbandierato aogni occasione dal sindaco, il numero di turisti è passato da un milione a sei milionel’anno tra il 2004 e oggi. Ma è tutto oro ciò che luccica?
A questa esplosione della Torino culturale non sembra affatto essere corrisposto unmiglioramento delle condizioni di vita di chi dovrebbe beneficiare di quelle “ricaduteeconomiche importanti” di cui millanta il sindaco.
Non è stato il caso, per esempio, alla reggia di Venaria, uno di quei poli di eccellenza dicui si vanta Fassino. Nonostante il complesso abbia triplicato il numero di visitatori, il
consorzio che gestisce la reggia ha deciso senza vergogna di fare una nuova garad’appalto tagliando le ore di lavoro del 40% e mettendo alla porta un numero importantedi lavoratori.
Cooperative che giocano al ribasso sulla pelle di chi lavora per fare la gioia della “Torinodella cultura” ce ne sono tantissimi. All'Università di Torino, fiore all'occhiello sempre sullbocche dell'amministrazione comunale, le biblioteche rischiano continuamente nuovi taglie il sistema delle cooperative, imperante all'interno dell'ateneo torinese, sembra garantiresolo un clima di continuo ricatto giocato sulle teste dei lavoratori.
Anche per studenti e giovani c’è ben poco da sperare in quanto a prospettive di lavoro
nella Torino del futuro (per ora siamo a 49% di disoccupazione giovanile...).
“Collaborazioni” iper­precarie pagata poco o nulla, stage gratuiti in cooperative o associazioni e interminabile “volontariato” sembrano essere le sole proposte che il comune abbia da offrire.
Nelle intenzioni di Fassino, la Cavallerizza Reale dovrebbe diventare “un grande distretto creativo, integrato e multifunzionale, che parla alla Torino dell'Università, del turismo e della cultura”. Viste le premesse c’è poco da stare allegri e la “cultura” rischia di essere una pudica foglia di fico per nascondere la nuda verità dello sfruttamento, della precarietà e del guadagno dei soliti noti sulle spalle di tutti.

Ne discutiamo con:
- Lavoratrici E Lavoratori Di Venaria in Lotta
- I biblio­cooperativisti dell’Università di Torino
- Studenti e universitari dalla campagna “Io non lavoro”


Martedì 17 maggio ore 18.00
Foyer del Maneggio
Cavallerizza Reale Occupata

Dati Aggiornati al: 13-05-2016 10:09:53

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Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Martedì 17-05-2016 alle 18:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Cavallerizza Reale

Indirizzo: via Giuseppe Verdi 9 Torino

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento