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Missing-the-Mission Il programma che NON vogliamo vedere

Missing-the-Mission Il programma che NON vogliamo vedere

 

 

Martedý 26 novembre, alle ore 18.00, un presidio organizzato dal COMITATO NO THE MISSION manifesterÓ dinanzi alla sede della RAI per dire il suo " NO!" all'ennesima pornografia della sofferenza.
La settimana successiva saranno promossi presso l'UniversitÓ (Campus Luigi Einaudi) incontri per discutere della condizione dei rifugiati (a Torino e altrove) e dei problemi dell'industria umanitaria.
Da mesi corre l'anticipazione di un programma televisivo che RAI 1 ha realizzato con l'UNHCR e l'organizzazione non governativa INTERSOS (che dall'UNHCR Ŕ finanziata in molti progetti di emergenza) nei campi profughi.
Il programma (The Mission) sarÓ presto sugli schermi, il 4 e il 12 dicembre.
Le voci e le facce di " personaggi popolari familiari al pubblico di RAI 1" (Comunicato dell'UNHCR, 4.9.2013) ci condurranno per mano dentro una realtÓ drammatica quanto ignorata: quella dei rifugiati, della violenza dalla quale sono fuggiti, dell'incertezza nella quale continuano a vivere.
Come far comprendere tutto questo? Saranno i volti dei vip (Emanuele Filiberto di Savoia, Michele Cucuzza e Barbara de Rossi, Albano e altri ancora) a guidare il " grande pubblico" nei campi della Giordania, della Repubblica Democratica del Congo, del Sudan.
La notizia ha generato stupore e irritazione. Prese di distanza sono arrivate da volontari di Intersos, sospetti sono stati espressi sull'ingresso irregolare delle telecamere in Congo, e circa centomila firme sono state raccolte per impedire che venga trasmesso un programma di dubbio gusto, e di ancor pi¨ dubbia utilitÓ per i profughi e i rifugiati.
Hanno rifiutato di mostrare un'anteprima del programma. Hanno ignorato l'interrogazione del Presidente della Vigilanza RAI, Roberto Fico, sulla sua opportunitÓ. Nulla sembra poter fermare un dispositivo di fund raising di queste dimensioni ...
╚ l'ennesima spettacolarizzazione del dolore, costruita con sapiente estetica televisiva. Un'altra espressione dell'industria umanitaria, la stessa che al silenzio di morte dei droni fa seguire poi interventi a favore dei rifugiati. ╚ una retorica intollerabile, scandita da slogan grotteschi, o da giochi interattivi come quelli proposti sul sito dell'UNHCR (" Partecipa a Way2 Escape, e scoprirai i pericoli che deve affrontare un cittadino, in fuga dal suo paese a causa di discriminazioni politiche, religiose o razziali" ).
Le parole del direttore di INTERSOS Marco Rotelli (" La causa ci Ŕ sembrata pi¨ importante dei rischi di una simile operazione" ) suonano sinistre. Immagini e storie come queste non possono, infatti, essere raccontate o avvicinate senza " rischi" ai volti dello spettacolo, della canzonetta, o di un rampollo con pedigree reale. Ma i rischi bisogna correrli, sostiene testardo il sig. Rotelli, in nome della " causa" . Quale?
Le ragioni di questi disastri e di questo dolore sono state in questi anni sistematicamente taciute, le complicitÓ non consentono di dire del fiorente mercato nutrito oggi dalla retorica dell'emergenza e degli interventi umanitari. " Dar voce ai rifugiati" significa ben altro: riconoscere i loro diritti elementari, e denunciare gli interessi che alimentano le guerre per i diamanti in Congo, le risorse energetiche in Iraq o il mercato dell'oppio a Kabul...


Dati Aggiornati al: 25-11-2013 22:16:17

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Categoria: Altro...

Quando: Martedì 26-11-2013 alle 18:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Rai Torino

Indirizzo: via Giuseppe Verdi 16 Torino

Prezzo: Gratis

Link: Sito Web dell'evento