Vivere non è concepire ciò che bisogna fare, è farlo. Henri-Frédéric Amiel

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THE CYNICS (Usa, garage rock)

THE CYNICS (Usa, garage rock)

 

 

GARAGE PUNK KINGS

Nati a Pittsburgh, Pennsylvania, nel 1983 e guidati dal chitarrista, produttore e proprietario di casa discografica (la Get Hip Records) Gregg Kostelich, i Cynics hanno attraversato tutta la seconda fase garage-punk degli anni '80, il periodo della musica di Seattle degli anni '90 e sono sbarcati negli anni 2000 ancora al timone della loro (sua) creatura: onore al merito. La prima formazione comprendeva Gregg Kostelich alla chitarra, Mark Keresman alla voce, Richard Schnap all'organo (e chitarra), Amy Mathesius al basso e Bill von Hagen alla batteria. Tra i membri successivi del gruppo, il batterista Tom Hohn, entrato e uscito dai Cynics dal 1988 in avanti, i bassisti Steve Magee e Smith Hutchings, nel gruppo dal 2000, il cantante Michael Kastelic, nel gruppo dal 1986 e la tastierista Beki Smith. Il primo singolo dovrebbe risalire al 1984/1985 (" Painted my heart" , pubblicato dalla Dionysus di Lee Joseph), ma per l'esordio su album bisognerà arrivare al 1987 (" Blue train station" , pubblicato da Get Hip Records; nel 1986 i Cynics furono tra i gruppi della compilation tedesca " Declaration of fuzz" ).

Il secondo album fu pubblicato nel 1988, " Twelve flights up" e il ter nel 1990, " Rock'n'roll" , dichiarazione d'intenti quantomai puntuale in un periodo che vedeva il garage-punk revival scomparire per mancanza di fate un po' voi (ispirazione, logica, creatività, energia...). A seguire, " Learn to lose" (1992), un album dal vivo registrato in Spagna nel 1990 e pubblicato nel 1994, (" No siesta tonite" ) e nello stesso anno, " Get our way" . Mai domi, i Cynics sono sbarcati nel nuovo millennio con " Living is the best revenge"

THE CYNICS: " Spinning Wheel Motel" (Get Hip Recordings, 2011)
L'uscita di " Spinning Wheel Motel" , nuovo album dei Cynics, suona provvidenziale come la campanella della ricreazione. Di tanto in tanto c'è bisogno di dischi come questo, che non hanno certo bisogno di sottoporsi ad ampollosi processi analitici, sotto lenti d'ingrandimento. Il modo più opportuno per godere di questo titolo da aggiungere alla loro trentennale discografia, è quello di farne una copia dal vinile sul supporto che reputate più opportuno per poterlo schiaffare in macchina, e a volume medio-alto gironzolare senza meta, osservando da dentro l'abitacolo i vostri concittadini, con una certa insofferenza e disinvolto snobbismo.
Già, perché nel loro inutile affaccendarsi e probabilmente abbastanza presi dall'ennesimo scandalo calcio-scommesse, dal caso del giallo irrisolto più o meno recente, o l'ultimo dei matrimoni illustri, non capiranno mai l'importanza di un gruppo come i Cynics.
Anche se non sono proprio i primi a balzare alla mente quando si parla di garage revival anni '80, non sono secondi, come importanza a Miracle Workers, Morlocks, Chesterfield Kings o Fuzztones, per capirci. Tra produzioni alterne e discontinue i Cynics hanno pubblicato solo tot album in quasi trent'anni, ma di fatto non hanno mai annunciato nessuno scioglimento ufficiale. I frequenti cambi di formazione hanno ruotato intorno alle figure di Mark Kastelic e Gregg Kostelich che in questo nuovo album sembrano aver trovato un buon equilibrio, rilanciando il nome della band con uno tra i loro titoli più convincenti dai tempi di " Rock'n'Roll" (Get Hip 1989). Fedeli alla migliore tradizione del genere, spaziano da malinconiche ballads a dodici corde come Circles Arcs and Swirl, Bells and Train, smaccatamente Byrdsiane, a pezzi con cui prendere a calci gli amplificatori, come le iniziali I Need More e All Good Women, o più intriganti come Zombie Walk dove un tremolo ossessivo dà un'impronta quasi sperimentale à la Monks. D'altronde cosa aspettarsi di meglio da un gruppo garage punk se non un disco di buon garage punk, con quel suono capace di restituire l'immediata sensazione di sentirsi vivi. La presenza di Jim Diamond in veste di produttore contribuisce a dare un tocco heavy al risultato, oltre che vederlo seduto dietro all' Hammond. Allo scoccare della mezz'ora suona la seconda campanella, questa volta per annunciare il rientro in classe, " Spinning Wheel Motel" finisce qui, e ritorniamo con i piedi per terra. Riprendiamo coscienza e forse anche un po' di fiducia nel genere umano. O è solo il bisogno di non dover sostenere il peso del sentirsi troppo diversi ed esclusi dal " così vanno le cose" , per cui siamo pronti ad accettarne il compromesso. Però sapete che vi dico? Il semaforo è verde e io me lo riascolto un'altra volta.
Federico Porta (distorsioni)

Dati Aggiornati al: Thu 27-09-2012 19:26:42

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Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Mercoledì 03-10-2012 alle 22:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: United Club

Indirizzo: C.so Vigevano 33/u Torino

Prezzo: 10.00

Link: Sito Web dell'evento