La grandezza dell'uomo si misura in base a quel che cerca (Martin Heidegger)

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Guglielmo da Volpiano. Abate ed " architetto" dell'Anno Mille, nella civiltà della terra olivettiana

Guglielmo da Volpiano. Abate ed " architetto"  dell'Anno Mille, nella civiltà della terra olivettiana

 

 

Relatore: Dott. Valter Fascio
Ordine di Santa Maria di Ivrea-Confraternita benedettina

Conferenza - Abstract

Nella figura dell'abate benedettino Guglielmo da Volpiano (Orta S. Giulio, 962 - Fecamp 1031) si raccolsero tutte le tradizioni culturali e sociali dell'Europa dei suoi tempi. Cittadino d'Europa lo fu sicuramente per nascita, perché la nobile famiglia canavesana dei " da Volpiano" era d'origine Sveva e si era stabilita in Italia nel IX secolo. Europeo lo fu per formazione religiosa, e per i suoi viaggi: in Italia, dapprima, presso i monasteri di Lucedio e del Monte Pirchiriano alla Chiusa, in Francia, successivamente, in Borgogna a Cluny e Digione, poi in Bretagna a Fecamp. Infine, per aver portato il movimento benedettino in Germania e in Polonia, rivangelizzando quest'ultima. Un cammino di un Uomo unico e straordinario, attraverso tutto il mondo allora conosciuto, oggi più che mai d'incredibile attualità. Un percorso fondamentale per la diffusione europea della Fede e dello Spirito, capaci di " costruire" abbazie ma anche, civilmente, di far nascere, intorno ad esse, le società, grazie ai " frutti della terra e del lavoro" dell'Uomo... Il suo zelo nel voler edificare chiese è altrettanto notorio - si deve a lui l'arrivo per primo in Borgogna dei maestri comaschi dell'Italia del nord - alcuni esempi di campanili romanici che portano la sua mano sono ancora oggi presenti nel territorio eporediese e canavesano, un esempio sono i resti di Santo Stefano ad Ivrea. Le " architetture" fruttuariensi e la loro " musicalità" che portano lo stile inconfondibile del grande maestro committente sono presenti in tutte i paesi del continente, testimonianze silenziose e significative dello sviluppo della cultura dell'Uomo, della nostra storia e civiltà.
Guglielmo da Volpiano non fu solamente un grande architetto: con la riforma dello statuto dei conversi in virtú della quale questi potavano diventare di fatto dei familiari e così lavorare entrando a far parte della " comunità" benedettina, non si deve tralasciare, la sua opera nella fondazione di scuole popolari. Queste ultime, cosa assolutamente straordinaria per i quei tempi, permettevano ai giovani delle classi più povere di poter imparare a leggere e cantare.
Una visione popolare fondata sul valore assoluto della Regola ma anche dell'amore e della carità verso il prossimo. Fu dunque nel canavese la stessa, " amatissima" abbazia di Fruttuaria da lui fondata, con le sue " consuetudines" , l'opera principale della vita di Guglielmo da Volpiano: eroe della " mediazione" e della " discrezione" anche negli anni travagliati del Regno Italico di Arduino d'Ivrea, ben consapevole di partecipare già nell'Anno Mille ad un " progetto" futuro, un sogno, infinitamente più grande.
Come Guglielmo da Volpiano un'altra figura di canavesano - a distanza di un millennio - Adriano Olivetti pensatore politico, imprenditore, padre spirituale di un'altra Italia auspicabile, nobilitata dal lavoro e dal senso di " comunità" , ma mai esistita se non proprio nella piccola grande enclave olivettiana.
" Architetti" entrambi nel territorio, prima di uomini e poi di modelli, dove la forma e la funzione diventano armonia pensata per facilitare la naturale evoluzione di ciascun individuo. Risulta ancor più netto il parallelismo tra i due grandi personaggi se confrontato con la strisciante tentazione, oggi dilagante e quasi rassegnata, di pensare che le lotte per l'affermazione e il consolidamento dei diritti umani, del lavoro, dei principi di cittadinanza, pari opportunità, welfare, diritto allo studio per i giovani, siano incompatibili con il mondo contingente. Un mondo che - mille anni dopo - se da un lato vorrebbe candidare la olivetti " renaissance" di Ivrea come patrimonio mondiale dell'Unesco, sembra invece talvolta imporre semplificazioni politiche inquietanti, che si vorrebbero fatalmente necessarie, piuttosto che il rilancio del desiderio millenario di continua evoluzione, " spirituale" e " materiale" insieme, comunitaria e personale, dell'essere umano - laico o credente, olivettiano o fruttuariense che sia.

La serata beneficia del patrocinio non oneroso del Royal Order Saint Mary of Ivrea-Benedictine Oblate Brothers Congregation of Brazil nella figura del suo Presidente Prince D. Luis Roberto di San Martino-Lorenzato di Ivrea, e da Abbot-President of the Benedictine Congregation of Brazil, Dom Emanuel d'Able do Amaral O.S.B.



Dati Aggiornati al: 15-03-2014 11:08:28

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Venerdì 16-05-2014 alle 20:30
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Ivrea - Chiesa ex Convento di S. Bernardino

Indirizzo: Via Jervis n° 380 Ivrea (To)

Prezzo: Gratis

Link: Sito Web dell'evento