...libero + gratuito + utile = WikiEventi...

> Home > Eventi a Torino del 31-07-2014 > Food & Drink > Un pizzico di Salento

Un pizzico di Salento

Un pizzico di Salento

 

 

GIOVEDÌ 31 ALLA BARRIQUE

Programma:

- Dalle ore 20: cena Salentina con vini selezionati
- Dalle ore 21.30: Pizzica e Percussioni (La Paranza del Geco)


Le menu:

Puré di fave e cicoria
Polpette di ricotta di capra
Mini frise salentine
Peperoni fritti
Insalata di patate
Pomodori e cipolla
Pane casereccio e olio extravergine
Pitta di patate farcita
Pasticciotto Leccese

+ 1 calice di vino selezionato dalla Barrique


Un po' di storia:

La pizzica , detta nella sua forma più tradizionale di danza pizzica pizzica, è una danza popolare attribuita oggi particolarmente al Salento, ma La pizzica, oltre ad essere suonata nei momenti di festa di singoli gruppi familiari o di intere comunità locali, costituiva anche il principale accompagnamento del rito etnocoreutico del tarantismo.

Il tarantismo o tarantolismo è considerato un fenomeno isterico convulsivo. In base a credenze ampiamente diffuse in antichità nell'area mediterranea ed in epoca più recente nel sud Italia, in particolarmente in Puglia e in provincia di Matera sarebbe provocato dal morso del ragno Tarantola.
Secondo la leggenda infatti, la tarantola con il suo morso provocherebbe crisi isteriche. La tradizione popolare ritiene che alcuni musicanti fossero in grado, con la musica, di guarire o almeno lenire lo stato di " pizzicata" .
Si narra che le vittime del morso, fossero prevalentemente lavoratori agricoli che operavano nel periodo estivo negli habitat naturali di tali ragni, in particolare giovani nubili donne in età da matrimonio.

Mediante una suonata, una sorta di rito terapeutico che poteva durare anche giorni, presso il domicilio della tarantata, i musicisti cercavano di trovare la combinazione di vibrazioni con le note dei loro strumenti, che riuscissero a ristabilire la guarigione e la reintegrazione di una persona sofferente.
Il rito di guarigione si svolgeva mediante l'utlizzo di oggetti, cromie e ambientazioni rituali ma soprattutto da orchestrine composte da vari strumenti - tra i quali emergevano il tamburello ed il violino per le loro caratteristiche ritmiche e melodiche - con lo scopo di " curare" le donne tarantate e guarirle, attraverso il ballo che questa musica frenetica scatenava, dal loro male.
La tarantella salentina, dunque, veniva chiamata pizzica-pizzica forse perché era l'esclamazione più utilizzata per identificare il morso del ragno.



MUSICALMENTE PARLANDO...
La pizzica, suonata per giorni o addirittura settimane per la cura delle tarantate, aveva spesso caratteristiche proprie, che la differenziavano da quella suonata per il ballo. La " pizzica tarantata" o come la chiamavano alcuni, la " taranta" , era infatti eseguita con un ritmo in genere più accelerato rispetto a quella classica suonata per il ballo, e molto spesso le tonalità più frequentate erano quelle in minore, capaci di " scazzicare" (ossia stimolare) più facilmente la tarantata grazie al carattere ridondante e malinconico che le tonalità minori appunto posseggono.
La fondamentale scansione ritmica del ballo era determinata dal tamburello, dal cupa cupa (tamburo a frizione), dal triangolo, castagnole (oggi scomparse nell'uso della coppia, una per ciascuna mano del/la ballerino/a) e da altri idiofoni rurali. Dagli ultimi decenni dell'Ottocento in poi si sono poderosamente introdotti negli organici strumentali della pizzica l'organetto prima e la fisarmonica dopo.
Il tamburello è uno strumento essenziale nella terapia coreutico-musicale del tarantismo e come grazie ad esso, secondo la tradizione salentina, le tarantate o tarantolate riuscivano a trovare sollievo.
E' uno strumento intriso di simbolismi. Anzitutto la sua forma rotonda: il cerchio rappresenta l'universo, il sole, l'armonia, l'ordine contrapposto al caos, la perfezione del cerchio e l'imperfezione dell'agire umano.
Il simbolo richiama la storia di Arakne: l'umano cerca continuamente la perfezione, di assomigliare al dio, ma a volte pecca di tracotanza e viene punito, tornando alla terra sotto forma di essere-mostro. Questo continuo rincorrersi tra perfezione e imperfezione è magistralmente sintetizzato nel simbolo del cerchio imperfetto.
Si può notare che il suono del tamburello richiama in qualche modo quello del cuore, e ciò ha probabimente influenzato i popoli antichi, i quali hanno associato il ritmo del tamburo al ritmo della vita. Curioso è, per esempio, il fatto che il tempo della pizzica-pizzica è simile a quello del cuore: 70-90 battiti al minuto.

LA DANZA
Nella pizzica pizzica si balla in coppia, non necessariamente formata da individui dello stesso sesso.
A differenza di quanto molti immaginano, la pizzica pizzica tra uomo e donna non era necessariamente una danza di corteggiamento. Essa infatti si ballava soprattutto in occasioni private e familiari, ed in tali occasioni era molto probabile che a danzare si trovassero parenti anche molto stretti, o individui tra i quali intercorreva una grande differenza d'età. Così il ballo tra un fratello ed una sorella poteva diventare occasione di divertimento e scherzo, come quello tra un anziano e la sua nipotina poteva diventare un momento di apprendimento da parte della seconda dei ruoli, dei passi e dei codici tipici della danza. Tra due uomini invece spesso si creava più tensione, o meglio, competizione, ed il ballo diventava allora un momento di sfida in cui ci si confrontava, esibendole, su doti quali agilità, creatività e prestanza fisica. Un esempio di danza tra due uomini è riscontrabile nella tradizione ostunese, dove è molto facile vedere due uomini ballare insieme ed in cui uno dei due uomini (o a turno), si prende gioco dell'altro riproducendo passi e pose comici o caratteristici della danza femminile.
Nella danza della pizzica pizzica i ruoli, i sessi e la loro rappresentazione erano e sono molto marcati.
Fermo restando che entrambi i ballerini, sia uomini che donne, tengono durante il ballo una postura eretta e composta, i passi che essi eseguono variano e si alternano tra momenti speculari e momenti " complementari" . Alle donne va naturalmente il compito di esprimere al meglio, anche attraverso gli accessori tipici dell'abbigliamento femminile (gonne, foulard, scialli), la propria bellezza e femminilità, con passi molto più composti di quelli degli uomini, anche se non mancano i momenti di euforia con brevi corse e giri su se stesse.
Le mani della donna spesso sono ferme a reggere la lunga gonna, ed in ogni caso le sue braccia restano sempre chiuse, o protese leggermente in avanti. L'uomo invece, naturalmente, ha il dovere di esprimere, durante la danza la propria virilità, la propria forza, la propria atleticità, e questo compito lo svolge con salti più alti e più marcati, con movimenti più secchi e repentini, con le proprie braccia tese e aperte come a voler circondare o abbracciare a distanza la donna. In ogni caso, a rendere più o meno movimentato il ballo è la donna, che attraverso piccole fughe, guizzi, repentini stop e ripartenze, stuzzica l'uomo ad inseguirla, a " braccarla" delicatamente, per poi affrontarlo con giochi di piedi e di sguardi.

IN SINTESI
La pizzica-pizzica, oggi erroneamente definita taranta, o confusamente accostata ad essa, è una delle musiche tradizionali del Salento accanto ai canti alla stisa, a para uce, agli stornelli e ai canti basati su vari ritmi binari.
La sua peculiarità sta nel ritmo ossessivo, di terzine accentuate.
Nel repertorio tradizionale salentino con il ritmo della pizzica-pizzica si eseguivano canti d'amore, di lavoro, di protesta, di invettiva o dileggio, stornelli e rime varie, che potevano inventarsi anche sul momento. Tutto dipendeva dall'estro e dalla capacità d'improvvisazione degli esecutori.
Ma cosa centra la Taranta allora? La pizzica costituiva anche il principale accompagnamento del rito etnocoreutico del tarantismo.
Il tarantismo era un male e la musica era una cura.
Secondo la leggenda infatti, la tarantola con il suo morso provocherebbe crisi isteriche. La tradizione popolare ritiene che alcuni musicanti fossero in grado, con la musica, di guarire o almeno lenire lo stato di " pizzicata" .
Ancora oggi sono diffuse espressioni scherzose o di rimprovero del tipo " Ti ha morso la tarantola?" rivolte soprattutto a bambini vivaci o persone particolarmente irrequiete.


www.paranzadelgeco.it


Info e prenotazioni:
3932592970
enotecalabarrique1@gmail.com
Via Dante 1, Settimo Torinese

Cena + spettacolo € 15

Dati Aggiornati al: 30-07-2014 15:41:56

WikiEventi.it non è responsabile di eventuali cambiamenti di programma.

Consultare sempre il sito web di riferimento.

 

effettua il login con facebook

Categoria: Food & Drink

Quando: Giovedì 31-07-2014 alle 20:30
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: La Barrique - Enoteca

Indirizzo: Via Dante Alighieri 1 Settimo Torinese

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento