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Monopolista

Monopolista

 

 

MONOPOLISTA un progetto di quotidianacom con Roberto Scappin| Paola Vannoni produzione quotidianacom | Kronoteatro con il sostegno di Regione Emilia Romagna durata 60’ Ci siamo confrontati con il concetto di dominio, prevaricazione, sfruttamento. Termini che puntellano il percorso sempre più degradante dell’umano. Prefiggersi traguardi di monopolio su cose e persone. Due figure all’inseguimento di successo e denaro, ma totalmente incapaci - per natura e cultura – di farne una ragione di vita. Come reagire al senso di fallimento dopo anni trascorsi a navigare in una mediocre e infruttuosa onestà? C’è sempre una soluzione se si è disposti a dare un senso nuovo alla vita. Il Monopoli è una risposta. Una scuola di vita. Che incarna alla perfezione i paradigmi del nostro tempo: sfida, spietatezza, sopraffazione. Lo scopo è restare l’ultimo giocatore, mandando a rotoli gli altri. È questa caratteristica spietata che vorremo mostrare con la giusta, innocente soavità. Sfida, spietatezza, sopraffazione. Sono queste le parole chiave del terzo millennio o è necessario riscrivere le regole del gioco? " Un tavolo, una partita a Monopoli, due giocatori che si fronteggiano: nel loro stile graffiante e surreale, Roberto Scappin e Paola Vannoni costruiscono una metafora pregnante attorno ad un gioco da tavolo, uno dei più conosciuti, la cui invenzione è datata 1935 e che ha visto avvicendarsi tra Imprevisti e Probabilità svariate generazioni di giocatori più o meno capaci e consapevoli. Ed è proprio la “consapevolezza sistemica” il fulcro sul quale s’incentra la teatralizzazione del gioco; sicché questo gioco spietato in cui “i marxisti non arriveranno” perché “troppo impegnati a depilarsi” ci racconta di una società mutata antropologicamente, in cui il Capitale ha vinto dettando le proprie leggi, mentre l’antagonismo si è imborghesito. Sulla scena, l’uno di fronte all'altro, i due attori si contendono Vicoli, Larghi, Parchi e Società a colpi di lire (“non con l’euro che è già fallito”), propalando lei l’etica della spietatezza, mentre lui sembra incarnare l’ingenua sprovvedutezza dell’uomo comune, fatalisticamente disposto al fallimento come destino etico. Sfida, spietatezza, sopraffazione sono le tre “S” che ispirano il gioco, un gioco che in realtà è la vita e che presuppone che prima o poi l’altro vada in rovina. Vale l’etica inumana del libero mercato, in cui puoi per quanto hai. La partita si gioca su toni surreali ed evocativi, tra citazioni kubrikiane (Shining e il Nadsat di Arancia Meccanica) e musiche del Padrino solfeggiate all'atto di finire in galera, costruendo una drammaturgia in cui il registro comico alleggerisce ma non depotenzia di tono il discorso di fondo incentrato su una critica senza sconti alla aberrazione di una società che riproduce le dinamiche del Monopoli, un luogo dove impera la finanza, dove non c’è ciò che non si vede, come la coscienza, non esiste una chiesa, non c’è un cane e non è prevista nemmeno la toilette. Da ciò discende una riflessione conclusiva, che vuole rifiutare che le vite di ciascuno ballino sull'alea di un lancio di dadi e rimangano in balìa di regole che discendono direttamente dai poteri politici e finanziari. C’è bisogno che si riscrivano delle regole a cui improntare il vivere sociale: è quel che ci dicono Roberto e Paola mentre tirano dadi e spostano segnalini, giocando in scena una partita bella come il teatro, amara come la vita. (Michele Di Donato, 9 Agosto 2017, il Pickwick)

Dati Aggiornati al: 02-11-2018 23:57:29

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Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Sabato 24-11-2018 alle 20:30

Dove: Teatro Delle Moline

Indirizzo: via delle Moline, 1 Manduria

Prezzo: Vario

Link: Sito Web dell'evento

 

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