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Concerto di musica indiana con Partho Sarothy - Moonlight Raga

Concerto di musica indiana con Partho Sarothy - Moonlight Raga

 

 

La musica indiana si basa su componimenti musicali chiamati raga e su un certo numero di scale chiamate le “spose dei raga” cioè “raghini”. La parola “raga” significa “colore, emozione della mente” ed esprime un preciso valore simbolico ed energetico che, si afferma, può risanare colui che lo ascolta o lo canta. Da tempo immemorabile infatti, in India le sette note musicali fondamentali (swara) sono state associate ai colori, alle energie sottili del nostro corpo, ai chakra, alle energie degli animali, della natura e del cosmo. La serata sarà un incontro con il colore e l’emozione del raga: ci si aprirà all’energia risanante delle melodie, che daranno vita in noi non solo un’esperienza uditiva, ma anche energetica ed emozionale. ------------------------------------------------------------------ Moonlight Raga: Il Raga della Luna Piena Un’ evento speciale di musica indiana in armonia con le forze della Primavera e la luna piena di Maggio, con la partecipazione del celebre Maestro di Sarod Partho Sarothy, e di Stefano Grazia alle Tabla ll programma prevede una prima parte di musiche allegre e gioiose ispirate alla primavera nello stile semi-classico noto come Thumri, a cui farà seguito una parte più profonda e meditativa ispirata al momento del plenilunio che sta per verificarsi. Verrà eseguito un Raga della Luna Piena, come il Chandranandan (Raga della beatitudine della Luna) o il Chandra Kauns Raga della Luna piena, incantevole derivazione deIl’antico Raga Malkauns tipico della notte profonda. I Raga della Luna (Chandra) si caratterizzano tutti per l’enfasi sulla nota Ma (equivalente al nostro Fa) e per l’omissione della nota Pa (il nostro Sol). L’emissione acustica della nota Ma vibra infatti con l’energia lunare, femminile, e associata alla notte, all’oscurità e alla penombra, all’introversione, al riposo e al rilassamento. Al contrario i Raga del giorno sono associati a caratteristiche solari e maschili. I Raga della Luna possono avere diverse sfumature, e uno tra loro verrà scelto dall’artista in base al Sentimento che avrà al momento di entrare in sala. ------------------------------------------------------------------ Questa serata sarà l’occasione per immergerci nei colori della musica indiana magistralmente eseguita da uno dei suoi maggiori esponenti, PARTHO SAROTHY: uno dei più importanti allievi del leggendario RAVI SHANKAR. E da Stefano Grazia alle Tabla, uno dei primi in Italia a interessarsi alla musica indiana e alle Tabla, allievo di Pt. Sankha Chatterjee di Calcutta. Un’occasione UNICA ed IRRIPETIBILE ! – INFO E PRENOTAZIONI – - 051 615 3435 - omcentroyoga@gmail.com Costo: 15€ ------------------------------------------------------------------ La musica classica indiana è un mondo da scoprire: affascinante quanto complesso, imprevedibile quanto calcolato. Chi si avvicina ad essa incontra una cultura artistica ricca, articolata e particolarmente sofisticata, in cui il fare musica è inteso come un processo creativo che ha un preciso impatto sull’esistenza. Attraverso i coinvolgenti ritmi delle tabla, strumento a percussione per eccellenza della musica classica indiana, e la calda introspezione del sarod, ci inoltreremo in quel fitto magma di implicazioni spirituali profonde, di cui la musica indiana è intrisa. L’arte conduce alla trascendenza attraverso l’esperienza estetica e il musicista diventa così il tramite tra il mondo terreno e quello celeste. ------------------------------------------------------------------ Partho Sarothy : Partho Sarothy è uno degli esponenti di maggior rilievo della musica classica indiana contemporanea. Vanta una storica collaborazione con il leggendario RAVI SHANKAR, suo guru musicale. Artista di fama internazionale, si esibisce oltre che in India anche in Europa e in America dove ha riscontrato un enorme successo di critica e di pubblico per lo stile altamente raffinato caratterizzato da grande precisione e tecnica, nonché da una rara sensibilità musicale. Musicalmente Partho Sarothi si è formato alla scuola di Dhyanesh Khan (figlio di Ali Akbar Khan – probabilmente il più grande sarodista del ‘900 ) per poi successivamente entrare, a partire dal 1980, tra i pochissimi allievi selezionati di Ravi Shankar, con il quale ha effettuato numerosi tour in Europa e America, come componente stabile del suo ensemble musicale. Stefano Grazia : Stefano Grazia ha iniziato lo studio della cultura e delle musica indiana nel 1978 seguendo i corsi di Tabla dell’Istituto Internazionale di Musica Comparata di Venezia con il Maestro Sankha Chatterjee e si e laureato con lode in Storia Orientale (indirizzo Indologico) presso l’Università di Bologna nel 1984 con il Prof. Giorgio Renato Franci. Da sempre interessato alla storia, alla filosofia e alla musica, conosce le lingue europee più importanti, si e occupato di lingue e culture asiatiche, recandosi spesso in India, presso varie scuole musicali e istituti culturali. Ha conosciuto alcuni dei piu importanti artisti indiani del ‘900 come Ravi Shankar e ha accompagnato in oltre I 00 concerti numerosi illustri musicisti indiani. Ha partecipato al festival culturale e musicale di Akko, in Israele, con il gruppo Ananké, di musiche ebraico-sefardite. Nel 2000 ha dato inizio al progetto MUSA, finalizzato agli incontri artistici e culturali fra Oriente e Occidente ( www.artemusa.it ) Con l’Associazione MUSA ha realizzato a Bologna tra il 2004 e il 2008 alcune rassegne musicali tra cui La Via della Seta, La Seta e il Cotone, I’India e l’Occidente, East meets West , I Cieli sopra Bologna con la partecipazione di musicisti indiani ed europei di fama internazionale. Nel 2005 ha allargato la propria formazione musicale alla scuola musicale di Benares con il Maestro Pooran Maharaj. Nel 2006 partecipa al progetto India World di Bologna in qualità di direttore artistico per gli spettacoli sull’India e sull’Oriente realizzando numerosi eventi di musiche e danza dell’India, del Medio-Oriente e delle culture del mediterraneo. Nel 2012 e 2014 ha partecipato alla Master Class del celeberrimo Zakir Hussain. Dal 2006 tiene regolarmente conferenze e promuove attività didattiche sulla musica e sulla cultura indiana, e sullo scambio di valori e tematiche interculturali tra Oriente e Occidente. ------------------------------------------------------------------ - Strumenti - Sarod: Il sarod è uno strumento cordofono pizzicato che predomina nella musica tradizionale indiana soprattutto nel Nord del continente. Simile al liuto, il sarod è dotato di un manico corto con una tastiera metallica triangolare e di una cassa armonica di piccole dimensioni. Le corde sono 25 e sono divise tra corde melodiche e corde di bordone utilizzate per l’accompagnamento. Questo stimato strumento è profondamente amato per il suo suono caldo, potente e introspettivo. Le corde di bordone arricchiscono il suono di una qualità riverberante e di una moltitudine di risonanze. Il sarod è molto difficile da suonare perché la tastiera è sprovvista di tasti permettendo così al musicista di spaziare tra le varie note, tecnica chiamata Meend. Tabla: L’origine indiana dello strumento, sviluppato a partire dalle epoche dei Veda e Upanishad, è testimoniata da varie sculture presenti in molti templi indiani, come nelle grotte di Bhaja nello stato del Maharashtra risalenti al 200 a.C., o su un intaglio del XII secolo nei templi di Hoysala in Karnataka, dove viene mostrata una donna che suona il tabla durante una danza. Diffuso in India e in Pakistan, consistente in una cassa di legno o terracotta sulla quale è tesa, mediante legacci, una pelle la cui tensione si può modificare ruotando dei cilindretti collocati tra il fusto e le stringhe di cuoio utilizzate per allacciare la pelle stessa. Il tabla è utilizzato nella musica indiana, sia classica che popolare e religiosa, ma anche nella musica occidentale moderna di colorazione etnica. E’ composto di solito da due corpi di forme e dimensioni diverse, ed è suonato con le mani con una raffinata tecnica di dita. Al centro della membrana i due corpi sono dotati di un cerchio di pasta nera (syahi) composta da riso bollito, polvere di manganese e limatura di ferro, che danno ai tamburi la loro caratteristica risonanza. Il tamburo più grande, di sonorità bassa (bhayan o dugg), è suonato normalmente con la mano sinistra, mentre il più piccolo di sonorità alta (dhayan o tabla) con la destra. Il dhayan ha una pelle centrale con una corona esterna e il syahi al centro, mentre nel bhayan il syahi non è perfettamente centrato sulla pelle, questo per consentire maggior estensione; grazie a queste particolarità si possono ottenere numerose sonorità creando un gioco timbrico particolare. Le strutture ritmiche (Tala) della musica classica indiana sono complesse e vengono trasmesse e insegnate oralmente con una sillabazione ad imitazione dei vari suoni ottenuti con il tabla (Bol).

Dati Aggiornati al: 07-05-2019 22:31:42

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Consultare sempre il sito web di riferimento.

 



Categoria: Sport e Benessere

Quando: Giovedì 16-05-2019 alle 20:30
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Centro Yoga Om

Indirizzo: Via Castellata 10 a Bologna

Prezzo: Vario

Link: Sito Web dell'evento