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Il tempo è la cosa più preziosa che un uomo possa spendere. Teofrasto

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★ Cannibali e Re presenta " L'organizzazione" ★Bitt2019★ Bologna

★ Cannibali e Re presenta " L'organizzazione" ★Bitt2019★ Bologna

 

 

> #Bitt2019 > BATTI IL TUO TEMPO festival - VII ed. ★ Cannibali e Re presenta " L'organizzazione" > 5 giugno 2019 > h 19 > Via Zamboni 38 ___________________________________________________ > L'ORGANIZZAZIONE " Danny è un Esecutore, porta a termine sentenze di morte sperando di vedere presto realizzata la sua personale vendetta. Chris è il cadavere della vita che avrebbe desiderato, logorato dalle menzogne e dall’odio è incapace di consumare un parricidio pianificato fin dall’adolescenza. Le loro storie si incrociano mescolandosi ai destini dei membri dell’Organizzazione. Un gruppo di uguali che, allungando lo sguardo verso il futuro del mondo, realizzano vicendevolmente i rispettivi sogni di giustizia. Donne e uomini immersi in una guerra senza confini e senza tempo, lungo tutto il corso della storia, fino al giorno in cui manifesteranno al mondo tutta la propria carica ribelle. Allora li incontreremo tutti. E non potremo più essere sordi dinnanzi al messaggio che hanno voluto mandarci. " ​​​​​L'Organizzazione​​​​​ è il primo romanzo di Cannibali e Re, edito dall'associazone Cronache Ribelli. Abbiamo deciso di pubblicare questo libro perché pensiamo che un genere letterario di larga diffusione possa aiutare alcune persone ad avvicinarsi alle tematiche che abbiamo sempre cercato di narrare. In questo libro, nel quale passato e presente si mescolano nelle vicende personali dei protagonisti, rimettiamo al centro ancora una volta le vite di tutti coloro su cui poggia il peso di questa società e la loro voglia di insorgere. Lo facciamo mescolando fantasia e realtà, senza nessuna velleità che non sia quella di portare avanti il nostro lavoro quotidiano. Speriamo che queste 544 pagine siano all’altezza della fiducia che tante volte avete riposto in noi. Come tutti i nostri materiali L’Organizzazione sarà stampata su carta certificata a minor impatto ambientale possibile e sarà distribuito da noi, online e dal vivo, e dalle realtà indipendenti con cui ci interfacciamo, senza intermediari e fuori dai circuiti commerciali mainstream. ___________________________________________________ “Cannibali e Re è un progetto narrativo di rinnovamento della narrazione storica. Raccontiamo la storia degli ultimi. In questa terribile e aggrovigliata società di oggi, così come in tutte quelle del passato, il racconto storico rappresenta un fattore culturale fondamentale per lo sviluppo delle coscienze individuali e collettive. La Storia è una narrazione indispensabile per la conservazione o la disintegrazione della memoria, per il contagio o la morte delle idee, per la costruzione o la distruzione delle identità, per lo sviluppo o meno di senso critico,di autonomia di giudizio e, forse, perfino del buon senso. Senza conoscere la Storia non possiamo comprendere il passato, vivere il presente e progettare il futuro. Non possiamo conoscere “l’altro da noi”. Non possiamo conoscere la molteplicità dei luoghi, delle esperienze, delle dimensioni, dei tempi che la nostra specie ha attraversato e di cui è figlia, madre, prigioniera; da cui cerca di evadere e affrancarsi o ai quali continua a sentirsi indissolubilmente legata. Insomma privi della Storia, della sua narrazione, smettiamo di essere uomini. Perché se c’è un bisogno intellettuale ancestrale dell’umanità è quello di raccontare e ascoltare storie. Una pratica che continua ancora oggi, snodata per tanti sentieri minori che abbiamo smesso di considerare piccoli affluenti di quell’immenso fiume che è la Storia umana. A lungo, infatti, la suddivisione tra una grande Storia e una piccola Storia ha fatto salire sul palcoscenico storiografico soltanto gli attori e gli eventi principali, marginalizzando, fino alla cancellazione, gli uomini e le donne che la Storia l’hanno fatta e l’hanno pagata, l’hanno vissuta e l’hanno odiata, ne sono stati parte in silenzio o urlando, pregando o bestemmiando, lavorando o rubando, piegandosi o combattendo, restando o migrando, vincendo o perdendo. Ci siamo abituati alla Storia come materia di studio consacrata al ricordo di personaggi importanti, di luoghi che hanno partorito eventi, di cronache altisonanti e di cronachisti dimenticati. Ci siamo abituati alla Storia delle date, dei nomi, dei fatti. Una Storia sempre più lontana e insonorizzata, in cui la passione del racconto svaniva lasciando il posto ad una narrazione sterile, nella quale l’osservanza al mito dell’imparzialità ha stereotipato la figura dello storico. Una specie di scienziato messo al servizio di in una materia che non ne ha bisogno, perché è umana, troppo umana, per essere perfetta e verificabile come un teorema matematico. Una materia in cui non esistono verità assolute e consacrate, una materia in cui il dogmatismo uccide la ricchezza del pensiero, una materia in cui la soggettività di chi vive e racconta la Storia, con tutti i suoi limiti e tutte le sue esperienze, è fondamentale nel determinare quell’effetto Rashomon che rende ogni narrazione diversa dalle altre, ogni interpretazione autonoma, ogni descrizione relativa. Una Storia che si è troppo chiusa nelle stanze dell’accademia e che, pur essendo più coinvolgente, più complessa, più variegata, più imprevedibile di qualsiasi romanzo, opera di fantascienza o fiction televisiva, finisce per appassionare sempre meno le persone e smette così di assurgere a quella funzione sociale fondamentale che si è ritagliata nel corso dei millenni. Perché se la Storia perde quella dimensione collettiva che le è propria finisce per diventare soltanto teatro di dispute specialistiche, di conferenze per elite, di dibatti per dotti. Ovviamente non vogliamo negare il ruolo centrale che la storiografia accademica ha avuto e continua ad avere nella ricostruzione dei fatti e neppure vogliamo sminuire il lavoro straordinario che molti storici hanno compiuto e compiono. Anzi proprio per valorizzare i migliori contributi di questo ambiente sentiamo la necessità di affermare che occorre una grande opera di rilancio della narrazione storica. Desideriamo tornare alla Storia, raccontarla con passione e partecipazione, dall’interno e dall’esterno, suscitando sentimenti, creando conflitti, smontando teorie, ricostruendo paesaggi, smitizzando e celebrando personaggi, ma sempre con la pretesa di essere comunque relativi, comunque insufficienti, comunque bisognosi di confronto, di dissenso, di dialogo. La nostra missione è riaccendere l’interesse, la partecipazione, l’amore per la nostra Storia, che è il presupposto per rianimare individualità in crisi, collettività senza prospettive e società prossime al collasso. Perché la Storia, mediante la sua narrazione, sia la fiaccola che nella notte buia dei nostri giorni anticipi la via all’umanità che sarà. Post Scriptum. Cannibali e Re è il nome che abbiamo scelto per questo progetto concretamente utopico. Non solo per la forza evocativa che si porta appresso, non solo per il potente immaginario che riesce a richiamare in vita, non solo perché è un nome che spiazza e fa perdere le coordinate, ma soprattutto, in memoria dello storico saggio di Marvin Harris, perché vogliamo, attraverso la storia, indagare l’origine più profonda, ignota, ancestrale delle culture umane. Di tutte le culture umane, in ogni tempo, in ogni spazio, con ogni prospettiva.” ___________________________________________________ Batti il Tuo Tempo Festival Anche quest'anno l'immancabile appuntamento del Batti Il Tuo Tempo Festival tornerà ad animare la zona universitaria bolognese con le vibrazioni della cultura libera e dal basso! Sentiamo sia nostro dovere produrre momenti di condivisione di controcultura senza censure e restrizioni in strada, in piazza e dentro l'università, luogo che dovrebbe essere di circolazione e creazione di idee ed espressività senza l'oppressione di graduatorie e merito. Vogliamo dare libero sfogo alle espressioni suburbane, ribelli, che puntano a spezzare le catene, giocando da antagoniste nei confronti dei sistemi, dei potenti che vorrebbero fare dell'arte l'ennesima fonte di profitto. Con questo festival si decide di combattere la mercificazione delle espressioni, con cui dobbiamo scontrarci ogni giorno in università; e dei luoghi che attraversiamo, che diversi attori in campo da tempo stanno cercando di snaturare rendendoli vetrina, giustificandosi da dietro le fatiscenti bandiere della riqualificazione e della volontà di calare dall'alto iniziative in quella zona che viviamo tutti i giorni. Noi pensiamo che i problemi di una città non si risolvano con della propaganda e con vuote retoriche sull'espressione artistica. Già da molti anni ci sforziamo di dare spazio al fluire dell'arte libera e antagonista nelle strade e nelle piazze che attraversiamo, non devono essere di certo politici od organizzatori di eventi patinati a farci vedere come si fa. Del resto il risultato è evidente e la differenza si vede tra chi cerca di realizzare iniziative per accaparrarsi sponsor e consenso elettorale e chi fa circolare contenuti come forma di espressione sotterranea, per opporsi a quello che è il vero degrado, l'esclusione. In una cornice del genere questo festival va a rappresentare una importante riappropriazione degli spazi e dei tempi negati da parte di studenti e studentesse, stanchi e stanche di vivere la zona universitaria in maniera frenetica, distaccata e passiva, solo come mero luogo di attraversamento in cui competere con i propri coetanei per non restare indietro nella logorante corsa a svendere il proprio sapere e la propria vita. C'è la necessità di far tornare nostri questi spazi, di riempirli di sorrisi e di lotte, di contenuti altri e di un tipo di cultura fuori dagli schemi precostituiti. Anche per questo motivo non ci fermiamo e non lo faremo mai, daremo voce a chi vuole esprimere senza tornaconti qualcosa di nuovo, che non è stato influenzato e che non sarà corrotto e controllato, ma che rifletta direttamente quello che si vive e si subisce, sputandolo fuori con forza e voglia di rivalsa verso il sistema in cui siamo costretti a vivere! In questo ci muovono valori quali l'autogestione, l'antifascismo, l'antisessismo, l'anticapitalismo e l'antirazzismo, tutte caratteristiche che consideriamo inscindibili e portanti del tipo di arte che vogliamo far circolare, puntando a scuotere, a toccare gli altri là dove le parole non arrivano, liberando un grido incontenibile, come un terremoto che dilaga: qualcosa di inarrestabile che nasce nel sottosuolo e che i muri fa crollare! Sono in arrivo tantissime iniziative. Musica, dibattiti, letteratura, arte, autoproduzione e tanto altro infiammeranno e si riprenderanno la zona universitaria. Stay tuned and BATTI IL TUO TEMPO! #Bitt2019 > 30/31 maggio @ Filippo Re > 5 giugno @ Via Zamboni > 6 giugno @ Piazza Verdi > 7 giugno @ N/Aut - Nautilus Autogestito

Dati Aggiornati al: 17-05-2019 10:32:08

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Consultare sempre il sito web di riferimento.

 



Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Mercoledì 05-06-2019 alle 19:00

Dove: Via Zamboni, 38

Indirizzo: Via Zamboni, 38 Bologna

Prezzo: Vario

Link: Sito Web dell'evento