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Prospettivismo cosmologico in Amazzonia e altrove

Prospettivismo cosmologico in Amazzonia e altrove

 

 

Prospettivismo cosmologico in Amazzonia e altrove. Quattro lezioni tenute presso il Department of Social Anthropology, Cambridge University (febbraio-marzo 1998) di Eduardo Viveiros de Castro Quodlibet Ne parlano: Roberto Brigati (UniBO, curatore del volume) Francesco Marsciani (CUBE, UniBo) Francesco Di Maio (PreTesti, officinaMentis, Prospettive italiane) Nicola Martellozzo (officinaMentis) Qual è l’oggetto dell’antropologia? Nello studiare i costumi, le mitologie, i totem e i feticci delle culture lontane dalle nostre, l’antropologia del secolo scorso ha sempre nutrito la convinzione che l’oggetto della propria ricerca fosse l’uomo. È questo presupposto che Eduardo Viveiros de Castro vuole mettere radicalmente in questione: i mondi in cui vivono molti dei popoli del continente americano sono più fittamente popolati, irriducibili al mondo umano, e d’altronde ciò che è umano non è mai del tutto distinto da ciò che non è umano. Umani e animali (ma anche spiriti, fenomeni climatici e molte delle cose che noi consideriamo «inanimate») possiedono un’unica soggettività comune. Se l’evoluzionismo ha ormai insegnato all’Occidente che gli esseri umani sono animali, la cosmologia amazzonica ci fa capire in che senso gli animali possono essere umani. Con questa vertiginosa proposta metafisica, molto vicina ai «mille piani» di Gilles Deleuze, e più in generale a molte delle filosofie «anti-cartesiane» del Novecento, Viveiros de Castro si pone come capofila della «svolta ontologica» nell’antropologia contemporanea. Questo libro raccoglie il testo di quattro fondamentali lezioni tenute a Cambridge nel 1998, quasi un atto di nascita della corrente più discussa nell’antropologia degli ultimi vent’anni. Completa il libro una densa postfazione di Roy Wagner, uno dei principali punti di riferimento di questa corrente e dell’antropologia mondiale. Eduardo Viveiros de Castro (Rio de Janeiro, 1951) è docente presso il Museo Nazionale dell’Università Federale di Rio de Janeiro, l’istituzione il cui recente tragico rogo ha segnato un punto di non ritorno negli studi sull’America indigena. Ha lavorato tra l’altro a Cambridge e al CNRS in Francia. Tra i suoi libri, tradotti in molte lingue, ricordiamo The Relative Native (Hau Books, 2015), Metafisiche cannibali (ombre corte, 2017), Esiste un mondo a venire? (con Déborah Danowski, Nottetempo, 2017). Roberto Brigati insegna Antropologia filosofica all'Università di Bologna. Studia da sempre gli incroci tra filosofia e scienze umane (psicologia, psicoanalisi, medicina). Tra le sue pubblicazioni figurano studi su Wittgenstein e Freud e sul concetto di merito. Oltre a Prospettivismo cosmologico di Viveiros de Castro, ha curato (con Valentina Gamberi) Metamorfosi. La svolta ontologica in antropologia (Quodlibet 2019) Francesco Marsciani insegna Semiotica e Etnosemiotica e coordina il Seminario sui fondamenti della semiotica all'Università di Bologna Ha collaborato ai lavori del Gruppo di Ricerca del CNRS francese che faceva capo a Greimas durante le fine degli anni '80. Si occupa di semiotica teorica e analisi del testo, oltre che dello sviluppo e messa a punto della prospettiva etnosemiotica. Nel 2009 ha fondato, presso il Dipartimento delle Arti dell'Università di Bologna, il CUBE (Centro Universitario Bolognese di Etnosemiotica). Nicola Martellozzo è laureato in " Antropologia culturale ed etnologia" presso l'Università di Bologna. Nel 2018 ha partecipato come relatore ai principali convegni nazionali di settore (SIAM; SIAC; SIAA-ANPIA). È membro dell'associazione officinaMentis e ne organizza e conduce il Seminario permanente sull'(In)attualità del pensiero critico. Francesco Di Maio è studente di Semiotica (LM) a Bologna. E' membro dei gruppi di ricerca Prospettive italiane e Pretesti e dell'associazione psicoanalitica officinaMentis, per i quali coordina e organizza i seminari.

Dati Aggiornati al: 22-05-2019 10:48:16

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Categoria: Mostre e Cultura

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