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> Home > Eventi a Bologna del 07-05-2022 > Mostre e Cultura > ottolettere+

ottolettere+

ottolettere+

 

 

Maurizio Arcangeli
Otto lettere +
07.05 – 01.07.2022
L’opera di Maurizio Arcangeli prende avvio all’inizio degli anni Novanta, e diventa presto uno dei punti di
riferimento in quel clima creativo che ha segnato un cambiamento rispetto al decennio precedente.
Possiamo dire che grazie ad artisti come lui, l’indirizzo delle ricerche artistiche italiane è passato dall’epoca
(e l’epopea) dell’espressione a quella della riflessione: invece del gesto creativo e una retorica altamente
surriscaldata dall’inconscio, gesti altamente meditati e conseguenti a una riflessione sulle potenzialità
cognitive del lavoro artistico. Non a caso si parlava allora di neo-concettualismo, termine mostratosi
inefficace ma sintomatico di un cambiamento radicale. Arcangeli pratica il disegno, in cui è
superlativamente bravo, la pittura e la scultura, ed è sempre rimasto fedele a queste tecniche: matita su
carta, pittura su tela, pietra di Lecce o altri materiali. Però se nel disegno si può definire quasi un
iperrealista, ha sempre piegato pittura e scultura a funzioni inaspettate, giocando la carta dell’evocazione.
Dunque, l’opera non rappresenta ma non è neanche mai quello che tautologicamente è e dimostra di
essere; nel suo caso l’opera evoca, e in questo sta la differenza fra il concettualismo storico e le istanze che
Arcangeli e altri suoi colleghi intraprendevano dall’inizio di quel decennio.
Arcangeli dal canto suo è interessato, da sempre e specificamente, al confronto fra segni iconici e segni
verbali, fra immagini e parole, dove l’immagine è l’oggetto dell’evocazione e la parola, la lettera, il segno di
interpunzione, sono lo strumento. All’inizio sono questi ultimi che risolvono interamente il lavoro, esplicato
come disseminazione ordinata nello spazio: punti, virgole, virgolette, punti esclamativi e interrogativi sono
disposti a parete, sotto forma di tele sagomate provviste di un certo spessore, nere come devono essere i
caratteri a stampa. Sul muro diventato pagina non leggiamo un testo, che viene a mancare totalmente ma
che viene “presentato in assenza”, almeno nella sua lunghezza, dallo spazio che separa i segni; di più questi
ultimi funzionano come evocatori di una intonazione (punti esclamativi, asseverativi, punti interrogativi,
ipotetici, virgolette che aprono a citazioni, le pause delle virgole, i puntini di sospensione….) e qui notiamo
già subito un riferimento possibile al lavoro con le parole di Vincenzo Agnetti, dove è solo la voce che
elenca i numeri all’infinito e solo mutando di intonazione evoca possibili significati. Potremmo dire che
Arcangeli in questo senso radicalizza Agnetti.
Vengono poi le scritte, Un Quadro, Una Scultura, termini generici e correnti nel mondo dell’arte. Anche qui,
tele conformate e applicate al muro o esposte a terra sempre con un ordine interno, che determina le
forme e ordina i colori, i quali compaiono abbondantemente e sempre per una ragione precisa. Per
esempio, le parole mimano, per così dire, con le distanze fra una e l’altra lo schema di una doppia pagina di
un catalogo di mostra, e qui parlo di una collettiva a Rivoli in cui abbiamo invitato Arcangeli nel 1994 come
esponente delle nuove generazioni. Ma certo le cose più interessanti sono quelle via via più recenti, dove
l’immagine evocata dalla conformazione dei telai si fa progressivamente più esplicita, fino al punto da farci
pensare che l’artista sia riuscito a trovare un nuovo statuto dell’immagine, per sempre radicato sulla soglia
indecidibile fra i due protocolli, quello visivo e quello verbale.
Testo critico: Giorgio Verzotti
Apertura dal martedì al sabato ore 10:30 – 12:30 | 15:30 – 18:30


Dati Aggiornati al: 27-04-2022 09:42:39

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Alle 10:30 dal 07-05-2022 al 01-07-2022

Dove: AF Gallery

Indirizzo: Via dei Bersaglieri 5/E Bologna

Prezzo: Gratis

Link: Sito Web dell'evento

 

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