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Umberto Bignardi Una stagione Pop, 1959 - 1968

Umberto Bignardi Una stagione Pop, 1959 - 1968

 

 

UMBERTO BIGNARDI
Una stagione Pop, 1959 - 1968
a cura di Walter Guadagnini

Opening mercoledì 28 settembre 2016, ore 18.00
28 settembre - 05 novembre 2016
Galleria Bianconi _ via Lecco 20 - Milano

La Galleria Bianconi apre la stagione espositiva 2016 e 2017 con la mostra “Umberto Bignardi: una stagione Pop, 1959-1968”, che ben si inserisce in quell’ambito di ricerca che da anni la Galleria Bianconi dedica alla riscoperta delle grandi figure artistiche del secondo novecento italiano.

La personale, a cura di Walter Guadagnini, inaugurerà negli spazi milanesi di via Lecco 20 della Galleria Bianconi il 28 settembre alle ore 18.00 e sarà visibile al pubblico fino al 5 novembre 2016.
La mostra, ripercorrerà il primo decennio della vicenda creativa di Umberto Bignardi, sviluppatosi dal 1959 al 1968 nel vivace clima della Roma del tempo, segnata da grandi aperture internazionali e dall'originale declinazione del linguaggio Pop
Rappresentante di primo piano della cosiddetta “Scuola di Piazza del Popolo” insieme a Schifano, Tano Festa, Franco Angeli…, Bignardi innesta sull'originaria sensibilità per il gesto e per il colore frammenti di immagini provenienti dal mondo della comunicazione di massa, in particolare dalla pubblicità, sia attraverso la tecnica del collage che attraverso il disegno.

Un attenta selezione di importanti opere storiche, grandi quadri su tela e splendide opere su carta – importanti per l'autore quanto le opere su tela –, permette di seguire l'evoluzione di un percorso affascinante, di grande sensibIilità pittorica e di acuta riflessione sull'immagine, sulla sua costruzione e sulla sua comunicazione.

Umberto Bignardi nasce a Bologna nel 1935. Nel 1954 si iscrive al corso di scenografia all’Accademia di Belle Arti della sua città; l’anno seguente si trasferisce a Roma dove prosegue quegli studi nel corso di Toti Scialoja.
Alla fine degli anni ’50 si dedica completamente alla pittura e nel 1959 espone per la prima volta nella collettiva “Giovane pittura a Roma” alla galleria La Tartaruga di Plinio De Martis. Durante tutto il 1960 lavora ad un ciclo di tecniche miste su carta e nel 1961, sempre alla galleria La Tartaruga tiene la sua prima personale. Nel corso del 1962 realizza una serie di grandi collages su tela in cui compone, tra zone dipinte, immagini fotografiche scelte dal repertorio della comunicazione. Questi lavori sono poi esposti, nel marzo del 1963, in una personale alla nuova sede della Tartaruga in Piazza del Popolo.
Del 1964 è la personale alla galleria De’ Foscherari di Bologna e nello stesso anno espone nella collettiva “Arte nuova” al Lunds Konstall in Svezia.
Il 1965 è l’anno in cui inizia ad interessarsi alla trasposizione grafico pittorica delle cronofotografie di E. Muybridge e dei fotofinish. E’ nel 1966 relizza la sua personale alla galleria L’Attico di Roma dove espone, oltre ai risultati delle ricerche sull’immagine-movimento, i media-trovati-modificati: lo specchio/schermo “fantavisore” e il “prismobile”. Nello stesso anno espone alla XXXVII Biennale di Venezia. Sempre nel 1966 si avvicina al cinema indipendente tramite l’amicizia con Alfredo Leonardi ed inizia la collaborazione con alcuni esponenti del teatro-immagine. Da queste esperienze nel 1967 crea il “Rotor”, schermo cilindrico ruotante, concepito come un tutt’uno con la proiezione del film Motion Vision, sul quale si alternano superfici riflettenti e assorbenti. il Rotor verrà poi esposto in due importanti collettive: “Fuoco, Immagine, Acqua, Terra” sempre alla galleria l’Attico di Roma e “Arte Povera, Im-Spazio” alla galleria La Bertesca di Genova.
Nel 1967 progetterà anche l’impianto scenico e curerà la regia dei filmati (riprese di Turi e Capanna) per lo spettacolo teatrale “Illuminazione” , testo di Nanni Balestrini, regia teatrale di Mario Ricci, e relizzerà due importanti mostre personali, una alla galleria Modern Art Agency di Lucio Amelio a Napoli, l’altra alla Galleria del Deposito a Genova. Nel 1968, esporrà allo Stadlisches Museum di Wiesbaden e il Kunsthaus Hamburg.
Il 1969 è un anno di svolta per Umberto Bignardi, tutte le sue esperienze , con il movimento, il multi - mediale, il cinema…, lo condurranno ad intraprendere una lunga e fruttuosa collaborazione con l’industria elettronica d’avanguradia – prima con Olivetti, poi con IBM, darà vita a un percorso progettuale-produttivo di innovativi sistemi multimmagine e multimedia , che compendiano arte e tecnologia, design e concezione scenografica. L’opera più nota di quel periodo è l’installazione audiovisiva “Implicor”, un grande ambiente con schermi specchi (1969/70) esposta al MoMA di New York nel 1972 per l’esposizione “Italy, the new domestic landskape” e nel 1973 al’ I.C.S.I. D.
( International Council of Societas of Industrial Design) per la sua convention mondiale a Ibiza. Sempre nel 1973 è alla Triennale di Milano. Nel 1974 è al Design Zentrum di Berlino con il programma “Die stadt,Bild und Wirkung”.

Con l’inizio degli anni ’90 Umberto Bignardi sente l’esigenza di riavvicinarsi al mondo mai dimenticato della pittura: nel 1994 espone in un’antologica al Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea della Università “ la Sapienza “di Roma dove, oltre ad opere storiche, presenta una serie di nuove tavole su carta eseguite nei primi anni ’90 in cui emerge sentita la sua esperienza con Olivetti ed IBM; in contemporanea terrà una personale alla galleria Il Segno di Roma. Nel 1995 partecipa all’esposizione “La sindrome di Leonardo, Arte Design in Italia 1940/1975” alla palazzina di caccia di Stupinigi, Torino. Sempre del 1995 è la performance “Transepocale” alla galleria Neon di Bologna con video espanso, musica viva e tecniche miste su carta. Nel 1999 espone nella collettiva “L’arte pop in Italia, pittura, design, grafica negli anni ’60” alla galleria Niccoli di Parma. Nel 2000 invece espone nella collettiva “Mitici ’60, aspetti della ricerca” al Complesso Monumentale del San Giovanni, Catanzaro.
Del 2005 è la personale alla galleria “Arte e Arte “di Bologna e nel 2007 partecipa alla esposizione “Pop Art Italia, 1958-1968” alla Galleria Civica di Modena. Nel 2008 espone al Centro per l’Arte Diego Martelli, Castello Pasquini di Castglioncello, esposizione “Il cinema dei pittori, le arti e il cinema italiano 1940-1980.”
Nel 2010 espone “Ultramegadrops" nell’ambito di Mal d'Archive un progetto di Careof DOCVA di Milano in collaborazione con documents d’artistes, Galerie de la Friche, Marseille. Nel 2013 la Camera Verde di Roma edita una cartella di lavori i cui disegni originali vengono esposti nella mostra “Archivio ineluttabile” dello stesso anno mentre nel 2014 “ Les editions de La Camera Verde” presenta la cartella alla Galerie Laure Rayonette di Parigi.
Nel 2015 Andrea Lissoni invita Umberto Bignagrdi ad esporre alla Tate Modern di Londra l’opera “Motion Vision” 1966/67, che verrà poi ripresentata anche nel maggio 2016 al Teatro di Palazzo Grassi a Venezia in occasione della mostra “IMAGINA, l’arte italiana 1960-69 alla collezione Guggenheim di Venezia”.
Nel 2016 Umberto Bignardi è inviato ad esporre nelle importanti mostre retrospettive “Roma Pop City anni’60”, museo MACRO di Roma e “ITALIA POP”, Fondazione Magnani Rocca, Parma.
Umberto Bignardi vive e lavora a Milano.



Galleria Bianconi
Via Lecco 20, 20124 Milano
Lunedì – Sabato 10.30-13.00 / 14.30-18.30
Tel. +39 02 22228336
info@galleriabianconi.com
www.galleriabianconi.com

Dati Aggiornati al: 21-09-2016 17:20:06

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Mercoledì 28-09-2016 alle 18:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Galleria Bianconi

Indirizzo: via Lecco 20 Milano

Prezzo: --

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