C'è un solo modo di dimenticare il tempo: impiegarlo. Charles Baudelaire

> Home > Eventi a Milano del 03-10-2016 > Food & Drink > Assemblea inter-universitaria per la costruzione...

Assemblea inter-universitaria per la costruzione di un NO costituente

Assemblea inter-universitaria per la costruzione di un NO costituente

 

 

APPELLO PER UN'ASSEMBLEA STUDENTESCA VERSO IL NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE

Nel contesto attuale la crisi economica continua a manifestare i suoi effetti all'interno del panorama europeo, incidendo negativamente sulle economie dei paesi più esposti e colpendo gli strati sociali più vulnerabili. Allo stesso tempo stiamo assistendo, sul piano istituzionale, ad un mutamento dei rapporti di forza che ha acuito le differenze socio-economiche e che, annichilendo qualsiasi forma di mobilità sociale, ha ampliato ancor di più il divario tra poveri e ricchi. In questo frangente l’influenza delle istituzioni europee è diventata sempre più pervasiva e ha ridotto gli spazi democratici a livello nazionale e locale. Da questa prospettiva si può leggere la proposta del governo Hollande della “Loi Travail”, che attua a livello nazionale una contrazione dei diritti dei lavoratori francesi, declinando internamente i diktat europei in materia di lavoro. In questo caso però si può osservare come, di fronte alla prospettiva di una riduzione dei loro diritti, i cittadini francesi si siano mobilitati per dare risalto alle loro rivendicazioni.
È stata tuttavia la classe dirigente europea ad imporsi come migliore interprete degli interessi dei poteri forti e delle lobby economiche internazionali, arrivando talvolta ad esercitare un’influenza diretta sui meccanismi democratici: il Rapporto Jp Morgan, attraverso il quale venne richiesta una riforma radicale delle istituzioni nazionali nel senso di una riduzione dei diritti sociali garantiti dalle costituzioni europee, ne è una prova lampante.
In questo contesto si inserisce anche l’azione del governo Renzi, sia per quanto riguarda la priorità data alla riforma del mondo del lavoro che per l’approvazione del Decreto Poletti e del Jobs Act. Questi provvedimenti hanno infatti perseguito l’obiettivo della riduzione del costo del lavoro, incentivando la precarizzazione e riducendo il potere contrattuale dei lavoratori. La stessa logica verticistica si rileva anche nella “Buona Scuola”, che ha ampliato il potere dei dirigenti scolastici e contratto gli spazi per una reale libertà didattica. In entrambi i casi il Governo ha ignorato le forti contestazioni provenienti da lavoratori e studenti, senza aprire nessuno spazio di reale confronto con i soggetti interessati.
Ci troviamo quindi in una delle fasi più acute della crisi di partecipazione, complice anche una profonda e diffusa disillusione sulle possibilità di incidere, come singoli, sulla realtà socio-politica nella quale viviamo. A questo si è accompagnata una precisa strategia del Governo di delegittimazione di tutti i corpi intermedi, in primis i sindacati, ed un profondo mutamento della natura dei partiti politici, non più strumenti di raccordo tra istanze sociali ed istituzioni ma meri comitati elettorali.
La riforma costituzionale del governo Renzi si inserisce perfettamente in questo disegno politico: vi è infatti la volontà di ridurre gli spazi democratici, sia sul piano formale che sostanziale, aderendo a quel principio di “efficienza” europeo, dal sapore fortemente neoliberista.
In quest’ottica è possibile leggere la struttura e le competenze del nuovo Senato. Non si è compiuta la scelta, pur discutibile ma di maggior coerenza, di abolire la seconda Camera, ma si è deciso invece di mantenere un ibrido che riproduce i peggiori difetti del bicameralismo attuale. Il Senato diventerebbe un organo di secondo livello, composto da consiglieri regionali e sindaci, eletti dai rispettivi Consigli regionali, sottraendo così ai cittadini, la possibilità di eleggere direttamente i propri rappresentanti. Senatori non a tempo pieno e la volontà di servirsi di più procedimenti legislativi, con un riparto di competenze poco chiaro, contribuirebbero poi in maniera negativa alla qualità della nostra attività normativa e rischierebbero di rallentare ulteriormente la produzione legislativa.
Un altro aspetto critico è individuabile nelle modifiche al Titolo V: anche in questo ambito si realizza la volontà di comprimere il pluralismo democratico e di accentuare la concentrazione dei poteri statali. È prevista infatti una significativa riduzione delle competenze attribuite alle Regioni, offrendo in questo modo allo Stato Centrale una voce esclusiva su moltissime materie. Appare allarmante inoltre l’introduzione di una “clausola di supremazia” che permette di regolare a livello nazionale, su richiesta del Governo, materie di competenza regionale sulla base di un generico richiamo all'interesse nazionale.
Gli spazi democratici rischiano di essere ulteriormente compromessi alla luce del combinato disposto tra riforma costituzionale e legge elettorale: l’Italicum infatti provvederà a garantire maggiore governabilità al partito vincente, sacrificando larghe quote di rappresentatività ed attribuendo corposi premi di maggioranza. Nel nuovo assetto ciò significa che sarà possibile consegnare ad un’unica forza, nell'ambito di un sistema privo di molti dei suoi contrappesi democratici, la possibilità di dettare integralmente l’agenda politica, riducendo drasticamente, al contempo, l’autonomia del Parlamento rispetto al Governo. L’Italia rischierebbe di diventare una “democrazia di investitura” nella quale, una volta eletto un Presidente del Consiglio, non sarebbe più possibile incidere sulla linea politica.
E tutto questo in un contesto in cui il disegno costituzionale risulta essere diffusamente disapplicato e contraddetto.
Noi non siamo interessati alla mera difesa di una democrazia formale ma pretendiamo l’attuazione della Costituzione sul piano sostanziale. L’attacco del Governo Renzi, privo tra le altre cose della legittimità elettorale e politica necessaria, inciderà inevitabilmente sulla garanzia di quei diritti sanciti dalla Parte 1 della Costituzione per i quali l’assetto istituzionale del nostro Paese rappresenta lo strumento di realizzazione. Il nostro vuole essere un “No costituente”, atto a rilanciare e portare a compimento quanto indicato dalla nostra carta costituzionale. In questa direzione va, ad esempio, la proposta di legge, ad iniziativa popolare, sul diritto allo studio che vuole garantire ed estendere la possibilità per tutti di accedere all'istruzione universitaria.
Noi, generazione che i diritti costituzionali li ha studiati ma non li ha mai conosciuti a pieno
Noi, una generazione che non ha diritto né al lavoro, né al reddito né alla pensione
Noi, una generazione la cui voce è stata ammutolita dalle politiche degli ultimi anni
Riteniamo che il tema dei processi decisionali non possa restare un dibattito per accademici, ma che sia un tema che riguardi tutte e tutti, poiché investe i nostri bisogni, il nostro futuro. Per noi la risposta ai tentativi del Governo di chiudere ancor più gli spazi democratici è, al contrario, l’apertura e la moltiplicazione degli spazi autogestiti di dibattito critico, di contatto ideologico e sociale e la volontà di decidere insieme e di più. Risulta impellente, se non vitale, la ricostruzione dal basso di percorsi collettivi che rivitalizzino il deserto politico di questi tempi, che attenuino la crisi di rappresentanza e costruiscano un’alternativa valida alla rabbia, alla paura ed all'odio.
Lanciamo per questo un appello per la costruzione di un processo mobilitativo aperto a tutte e tutti, capace di includere ed aggregare gli studenti che, in scuole ed università, vogliono contrastare questa riforma, partendo da un'assemblea studentesca che si terrà 3 ottobre all'università Statale di Milano.

Dati Aggiornati al: 02-10-2016 08:15:46

WikiEventi.it non è responsabile di eventuali cambiamenti di programma.

Consultare sempre il sito web di riferimento.

 

effettua il login con facebook

Categoria: Food & Drink

Quando: Lunedì 03-10-2016 alle 14:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Università degli Studi di Milano

Indirizzo: Via Festa del Perdono 7 Milano

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento