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Recitazione e Biopoietica - SAFFO con Antonio Attisani

Recitazione e Biopoietica - SAFFO con Antonio Attisani

 

 

18 Febbraio 2017

4° incontro del seminario SAFFO
Sperimentazioni Artistiche Filosofiche Fuori Orbita

con
Antonio Attisani
" Recitazione e biopoietica"

Una proposta. Mettiamoci d’accordo su cosa significhi recitare e non recitare (e dunque fare cosa?), se esistano e quali siano le distinzioni tra le scene del quotidiano e quelle della rappresentazione riconosciuta come tale, sulla differenza tra parlare e cantare, tra azione automatica e azione biopoietica, tra rivolgersi agli altri e rivolgersi a se stessi. Ma facciamolo passando al vaglio le nostre esperienze personali e alcuni buoni esempi di “recitazione” nella vita e sulla scena, facciamolo, se vi va, non parlando di parole. E non per fissare una eterna verità, ma soltanto per cercare di comprendere il nostro qui e ora, e se esista un modo utile per condividere le reciproche esperienze. Il nostro incontro può essere utile soltanto a chi vuol essere attore, soltanto a chi non si consuma nella fantasia di comode risposte definitive e cerca invece di imparare a domandarsi di cosa ha davvero bisogno e cosa vuole per stare in piedi nel mondo.



ANTONIO ATTISANI
Professore Strordinario di Storia del teatro presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Torino. Il teatro del Tibet, Roma, Stampa Alternativa, 1993;
Fiabe teatrali del Tibet, Corazzano, Titivillus, 1996; Teatro come
differenza, Milano, Feltrinelli, 1978 e Ravenna, Essegi, 1988; Oltre lascena occidente, Venezia, Cafoscarina, 1995 e 1999; A ce lha mo: studio sulle forme della teatralità tibetana, Firenze, Olschki, 2001; Un teatro apocrifo: il potenziale dell’arte teatrale nel Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards, Milano, Medusa, 2006; Smisurato cantabile: note
sul lavoro del teatro dopo Jerzy Grotowski, Bari, Edizioni di Pagina, 2009;Actoris Studium – Album # 1 – Processo e composizione nella recitazione da Stanislavskij a Grotowski e oltre, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2009.
Ha pubblicato con Mario Biagini Opere e sentieri, una raccolta di scrittidi Grotowski (3 voll.), Roma, Bulzoni, 2007-2008


P R O S S I M I I N C O N T RI:


* 11 Marzo 2017 - ELIO FRANZINI
" Sentimento e (com)passione:origine della bellezza
e dell'opera d'arte"

Nel momento in cui, come scriveva Mallarmé, “le costellazioni cominciano a brillare”, l’artista si disegna un orizzonte: “come vorrei che in mezzo all’oscurità, che corre sul cieco gregge, così punti di chiarezza (qualche pensiero, poco fa) si fissassero, malgrado quegli occhi sigillati che non li distinguono - per il fatto, per l’esattezza, perché sia detto”. L’artista è colui che coglie il senso artistico del sentimento: e lo coglie là dove, nella naturale e banale vita estetica, esso è, al tempo stesso, sempre presente e sempre sfuggente, cifra stilistica dell’esistenza ma sempre travolto dall’ordinarietà della vita, e dal suo necessario, e vitale, essere banale. Non si annulla così, al contrario, il mistero nell’arte e dell’arte ma non si riduce a tale misteriosa enigmaticità la sua essenza: si cerca piuttosto una dimensione veritativa nel sentimento sfuggendo a quella ripetitività che può fare dell’artista, come scriveva Baudelaire, la “scimmia del sentimento”.
Questo modo d’essere artisti sembra radicato nella definizione che Baudelaire, nel 1846, ha offerto della bellezza, che ha in sé qualcosa di eterno e qualcosa di transitorio: “la bellezza assoluta ed eterna non esiste, o meglio non è che un’astrazione distillata dall’intera superficie delle diverse bellezze. L’elemento specifico di ogni bellezza viene dalle passioni, e come noi abbiamo le nostre passioni, così abbiamo la nostra bellezza”. La ricerca di questo “elemento specifico” è il compito interpretativo dell’artista, dell’artista come colui che scava nell’estetico, nella vita estetica, per afferrare non i sentimenti scimmieschi bensì gli stati affettivi che plasmano una forma in grado di originare altri sentimenti ancora - una forma espressiva che si offre all’interpretazione perché la sua presenza è “motivo” e cifra di passione, nucleo di valore in quanto fonte, nella sua enigmaticità, di qualità e qualificazione estetica.

ELIO FRANZINI
Professore ordinario di Estetica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano.
Nell’a.a. 2008-9 è titolare dell’insegnamento di Teorie della rappresentazione e dell’immagine.
Fa parte del Comitato scientifico della Fondazione Collegio San Carlo di Modena, della Fondazione Collegio di Milano, del Centro Internazionale Studi di Estetica, della Fondazione " Corrente" , del Consiglio direttivo della " Fondazione Luzzatto" .
È socio corrispondente dell'Istituo Lombardo di Scienze, Lettere, Arti.
Dirige la collana " Discorso, Figura" per le edizioni Mimesis ed è co-direttore de " Il dodecaedro" , collana online di testi filosofici.
È membro dei comitati scientifici delle riviste Adultità, Le parole della filosofia, Materiali di Estetica, Ikon. Forme e processi del comunicare, Rivista di Estetica, Leitmotiv, Chiasmi International.
Dal 27 marzo 2015 è presidente della Società Italiana d'Estet




* 8 Aprile 2017 - CARLO SINI
" L'artificio originario. L'arte tra evocazione e produzione"

L'intervento pone a tema le arti dinamiche (la mousiké greca: danza, poesia e canto) come luogo emblematico della formazione dell'umano e occasione per una riflessione genealogica sui due tratti caratteristici della tecnica (téchne) costitutiva: il tratto dell'evocazione ritmica della comunità costitutiva e il tratto della produzione lavorativa che alimenta la civiltà.


CARLO SINI
Dopo aver conseguito la libera docenza in Filosofia teoretica, ha insegnato Filosofia della storia e Storia della filosofia presso l'Università degli Studi dell'Aquila.
Nel 1976 è stato chiamato a ricoprire la cattedra di Filosofia teoretica della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Milano, dove ha anche svolto per un triennio la funzione di Preside di Facoltà. Membro per molti anni del Collegium Phaenomenologicum di Perugia, del Direttivo Nazionale della Società Filosofica Italiana e dell'Institut International de Philosophie di Parigi, è socio corrispondente dell'Accademia Nazionale dei Lincei, dell'Istituto lombardo di scienze e lettere e dell'Archivio Husserl di Lovanio.
Insignito nel 1985 per una sua opera del Premio della Presidenza del Consiglio dello Stato italiano, ha ricevuto nel 2002 la Croce d'onore di I Classe per la Scienza e l'Arte dallo Stato austriaco.
Ha tenuto corsi, seminari e conferenze negli Stati Uniti, in Canada, Argentina, Spagna, Svizzera e altri paesi europei.
Ha collaborato per oltre un decennio alle pagine culturali del Corriere della Sera e collabora tuttora con la Rai, con la Radiotelevisione svizzera, con vari settimanali e testate giornalistiche.
Dirige per AlboVersorio la collana " Pragmata" ed è membro del comitato scientifico del festival La Festa della Filosofia. Il 7 dicembre 2014 viene premiato dal Comune di Milano con l'Ambrogino d'oro.




S A F F O
Sperimentazioni Artistiche Filosofiche Fuori Orbita

La filosofia, dal tempo della sua origine, s’incarna nel dialogo vivo dell’oralità, accendendo un desiderio di sapere che s’inscrive nell’anima degli uomini, passando da cuore a cuore. Confrontarsi con l’origine provoca una nostalgia del ritorno.
Si torna sempre dove il cuore duole.
A casa.
Come dice Novalis “a rigore la filosofia è nostalgia, il desiderio di trovarsi dappertutto come a casa propria”.
Tornare a casa non è solo ripetizione, ma anche sempre differenza, messa in moto, che segna, ad ogni passo, un nuovo inizio.
Si torna ancora. Si torna sempre. Ancora è la parola dell’amore. Desideriamo e torniamo alle persone, alle parole, alle cose che amiamo. Sempre le stesse, sempre diverse.
Per questo vorremmo porci, ancora, alcune domande.
La prima che ci siamo posti è stata:
" Qual è l'origine dell'opera d'arte?"
L'amore, la filosofia, l'opera d'arte, originano da un'insufficienza essenziale, da un vuoto costitutivo del soggetto, e si realizzano nel desiderio di colmarlo.
Questo desiderio di riunficazione, dice Platone, prende il nome di amore. Il processo erotico nutrito dalla nostalgia è sempre anche compositivo, generativo, riproduttivo.
Simbolo - che come sappiamo viene dal verbo sym­ballein (prendere insieme) - indica proprio l'unità che reca il segno di un'antica divisione. Questo " tenere insieme" due metà è ciò che accade in tutti i processi di simbolizzazione di cui abbiamo testimonianza attraverso le opere d'arte.
E se l'opera d'arte realizza, ogni volta, questa operazione simbolica di riunificazione, la filosofia, da sempre, la racconta.
Da qui l'urgenza di riunire in un dialogo queste discipline, evidenziandone il legame essenziale. Perchè l'aspetto estetico dell'esperienza ha bisogno del significato, e il pensiero richiede una forma sensibile. Non in quanto cose separate, ma piuttosto come forme di uno stesso fenomeno.
Se il desiderio filosofico nasce dalla mancanza e l'arte e interpreta questa necessità il tentativo è quello illuminare una via, o uno stile, con cui guardare e stare nei fenomeni, per fare dell'incontro tra questi due aspetti complementari dell'esperienza una sintesi possibile.

Irina Casali


ISCRIZIONI

Il Seminario SAFFO è pensato come un percorso di studi.
Ogni incontro e si articola in una prima parte di elzione e una seconda di discussione e confronto con il relatore.
Al termine del seminario saranno pubblicati gli Atti dalla casa editrice
Editori della Peste Casa Editrice Indipendente


E' possibile partecipare anche al singolo incontro, inserendosi nel percorso, previa prenotazione e iscrizione.
Per iscrizioni, scrivere a:
fe@fabbricaesperienza.it

Gli incontri iniziano alle ore 15.00 puntuali. Non sarà possibile accedere a lezione iniziata.
Per nuove iscrizioni è richiesto di presentarsi almeno 30 minuti prima dell'inizio.

Dati Aggiornati al: 02-02-2017 23:27:22

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Categoria: Altro...

Quando: Sabato 18-02-2017 alle 15:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Acting Languages Academy

Indirizzo: via Brioschi 60 Milano

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento