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Gli orrori del Castello di Norimberga di Mario Bava (1972)

Gli orrori del Castello di Norimberga di Mario Bava (1972)

 

 

PAURA ALL’ITALIANA Il cinema gotico italiano degli anni Settanta A cura di LUCA SERVINI 17 maggio 2017 LA NOTTE DEI DIAVOLI di Giorgio Ferroni 1972, colore, 86’ 24 maggio 2017 GLI ORRORI DEL CASTELLO DI NORIMBERGA di Mario Bava 1972, colore, 93’ 31 maggio 2017 Evento Speciale Ore 21: PRESENTAZIONE DEL VOLUME “PUPI AVATI – IL CINEMA DALLE FINESTRE CHE RIDONO” di LUCA SERVINI Edizioni IL FOGLIO LETTERARIO Ospite della serata l’attore PIETRO BRAMBILLA (“Lidio”, il sagrestano del film “La casa dalle finestre che ridono”) segue proiezione del film LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO di Pupi Avati 1976, colore, 110’ Inizio proiezioni ore 21.30 Nella cinematografia italiana degli anni Settanta, la tradizione del cinema horror nostrano si evolve secondo i dettami del periodo. Parallelamente alle ultime grandi commedie all’italiana e alle prime, pruriginose liceali, anche il filone gotico muta in favore dei tempi, adeguandosi – seppur in parte – alle mode di quegli anni, in cui nel cinema della paura la fanno da padrone il thriller “argentiano” e i primi esperimenti gore. Tra i reduci dei gloriosi anni Cinquanta e Sessanta, Giorgio Ferroni e Mario Bava sono tra i più rappresentativi autori di un genere puramente gotico e nel contempo alfieri di una cinematografia artigianale e pionieristica rinomata in tutto il mondo. La notte dei diavoli (1972) è tratto dal racconto “I Wurdalak” di Aleksej Tolstoi, già utilizzato dallo stesso Bava per un episodio del bellissimo I tre volti della paura (1963), e coniuga sapientemente atmosfere inquietanti di altri tempi con la modernità del contesto in cui è ambientato. Gianni Garko è il credibile protagonista di una vicenda narrata attraverso la tecnica del flashback e ambientata al confine con il territorio jugoslavo: a causa di un incidente occorso alla sua auto, l’uomo è costretto a chiedere ospitalità in una sinistra casa in mezzo ai boschi dove vive una strana famiglia su cui sembra incombere un’antica maledizione. Tensione crescente lungo tutta la pellicola, sino all’allucinante “doppio” finale. Gli orrori del castello di Norimberga (1972) è una rivisitazione in chiave moderna della favola dell’Uomo Nero, che Bava – nonostante il titolo, riferito probabilmente alla Vergine di Norimberga, strumento di tortura visibile nella pellicola – ambienta in Austria in un castello degli orrori, dove una pergamena rievoca il fantasma di un Barone morto in odor di follia, il quale medita vendetta a spese dei convenuti al sinistro maniero. Magistrale come sempre l’utilizzo della fotografia e l’aggiunta di un tocco ironico tipico dell’autore, volto a stemperare la tensione della trama. Tra i nuovi autori del periodo spunta anche il nome di Pupi Avati, regista eclettico e dotato di una cifra stilistica singolare e personalissima, il quale porta sullo schermo una vicenda ambientata nella solare Emilia Romagna degli anni Cinquanta, creando in modo insolito e intrigante un genere derivativo del thriller classico, di stampo dichiaratamente rurale. La casa dalle finestre che ridono (1976) ha come protagonista un giovane restauratore, interpretato da Lino Capolicchio, incaricato di recuperare un terrificante affresco situato all’interno di una chiesetta di campagna, opera di un pittore locale scomparso in circostanze misteriose anni prima. Quando strani accadimenti e inquietanti presagi paiono ostacolare il lavoro di restauro, al giovane toccherà scontrarsi con l’omertà del luogo e con un’allucinante verità tenuta nascosta. Una storia nera dai risvolti sconvolgenti, contestualizzata nelle paciose e apparentemente tranquille campagne di un’inedita e inquietante Emilia, come non si era mai vista prima. Luca Servini

Dati Aggiornati al: 23-05-2017 10:42:19

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Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Mercoledì 24-05-2017 alle 21:30
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Spazio Ligera

Prezzo: --

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