WikiEventi.it utilizza i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire le funzioni dei social media e analizzare il nostro traffico. Inoltre forniamo informazioni sul modo in cui utilizzi il nostro sito alle agenzie pubblicitarie, agli istituti che eseguono analisi dei dati web e ai social media nostri partner. Utilizzando il nostro sito web e continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookies.
APPROFONDISCI - ACCETTO

...per rimanere sempre informati su cosa accade attorno a noi...

> Home > Eventi a Milano del 26-10-2017 > Altro... > Transition State - mounir fatmi Solo Show

Transition State - mounir fatmi Solo Show

Transition State - mounir fatmi Solo Show

 

 

ENGLISH TRANSLATION BELOW Officine dell’Immagine, Milano DAL 26 OTTOBRE 2017 AL 7 GENNAIO 2018 mounir fatmi Transition State a cura di Silvia Cirelli La personale di una tra le figure più interessanti del panorama artistico internazionale, inaugura la nuova sede di Officine dell’Immagine, in via Carlo Vittadini 11, a Milano Dal 26 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018, la galleria Officine dell’Immagine di Milano inaugura la nuova sede di via Carlo Vittadini 11, ospitando la più ampia personale mai realizzata in Italia di mounir fatmi (Tangeri, Marocco, 1970), a cura di Silvia Cirelli. Molto noto a livello internazionale, mounir fatmi è tra i protagonisti dell’attuale Biennale di Venezia con una doppia partecipazione al Padiglione Tunisino, all’interno della mostra “The Absence of Paths”, e al NSK State Pavilion. Chiamato a esporre in prestigiosi musei come il Centre Georges Pompidou, il Brooklyn Museum, il Victoria & Albert Museum, il Mori Art Museum di Tokyo, o il MAXXI di Roma, i suoi lavori fanno parte di grandi collezioni pubbliche come quelle dello Stedelijk Museum di Amsterdam, la Fondation Louis Vuitton pour la création di Parigi o il Mathaf, Arab Museum of Modern Art di Doha. Artista poliedrico, mounir fatmi si relaziona costantemente con temi di attualità come l’identità, la multiculturalità, le ambiguità del potere e della violenza. Negli anni è riuscito a rinnovarsi costantemente, esplorando una molteplice varietà di linguaggi stilistici che vanno dal video all’installazione, dalla fotografia alla performance. Il suo è un percorso narrativo che oltre a confermare una notevole abilità lessicale, miscela ingredienti personali a testimonianze del reale, tracciando importanti passaggi della storia contemporanea. La mostra milanese, dal titolo Transition State, ripercorre i tratti distintivi della sua vasta sintesi poetica, ponendo l’accento sul concetto di “ibridazione” culturale, una combinazione di preconcetti e stereotipi svelati e poi screditati, che rafforzano una visione d’insieme costruita sul dialogo fra religione, scienza, le ambivalenze del linguaggio e quanto queste si trasformino nel corso della storia. Un chiaro esempio del potere del linguaggio sulla verità è Martyrs, un dittico realizzato su neri pannelli di legno, la cui superficie è tagliata da una moltitudine di linee che sembrano muoversi come ferite sulla pelle di un corpo. L’emblematico titolo gioca sulle varianti semantiche di questa parola che, nel corso della storia, hanno trasformato il suo significato. Dall’antico greco martus “testimone”, a colui che sacrifica se stesso in nome della fede, fino ad arrivare all’accezione di oggi, quando viene erroneamente affiancato al concetto di kamikaze. Il tema del martirio torna anche nel video The Silence of Saint Peter Martyr (2011), con protagonista San Pietro Martire, anche noto come Pietro da Verona, un prete del XIII secolo appartenente all’Ordine dei Domenicani, che fu giustiziato atrocemente a causa della sua forte opposizione agli eretici. La quiete della scena, che vede il soggetto muovere lentamente il dito mimando il pacifico gesto del silenzio, si contrappone violentemente all’audio del video stesso, un sottofondo disturbante e aggressivo. L’ispirazione di materia religiosa si riconferma nella serie fotografica Blinding Light (2013), un progetto che vede la manipolazione sia concettuale che visiva della cosiddetta “Guarigione del Diacono Giustiniano”, un miracolo immortalato anche in un noto dipinto del Beato Angelico. La storia narra di due santi, Cosma e Damiano - celebri per le loro capacità mediche - che una notte entrarono nella stanza di Giustiniano e gli scambiarono la gamba malata con quella di un etiope appena deceduto. Al risveglio Giustiniano si accorse quindi di avere la gamba destra guarita, ma di colore. Giocata sulle sovrapposizioni fra il dipinto antico e scene di chirurgia odierna, mounir fatmi sorprende per l’abilità lessicale con la quale riesce ad affrontare temi di grande richiamo come l’identità etnica, l’ibridazione e la nozione di diversità con una sorprendete sensibilità culturale. La visione sensoriale dello spettatore viene poi esortata nel video Technologia del 2010, dove il susseguirsi convulso di dettagli geometrici e motivi calligrafici arabi di natura religiosa, danno vita a un processo dal forte carattere ipnotico. Lo sguardo dello spettatore a fatica riesce a resistere, così come anche il suo udito, messo alla prova da suoni stridenti. La giustapposizione fra oggetto, il suo utilizzo e il suo significato culturale si conferma centrale nell’installazione Civilization (2013), realizzata semplicemente con un paio di scarpe nere da uomo poste sopra un libro che riporta la scritta “civilization”. Con questi due oggetti, spesso utilizzati come indicatori del livello di civilizzazione delle persone, l’artista marocchino s’interroga sulla seduzione della materialità e sul suo ingannevole potere nella cultura contemporanea. Durante l’inaugurazione, giovedì 26 ottobre alle ore 19.00, si terrà una performance costruita attorno all’installazione Constructing Illusions, un’opera partecipativa che gioca sugli equilibri fra immaginazione e realtà, concetti che spesso si mescolano fra loro, fino ad arrivare anche a scambiarsi completamente di significato. Note biografiche mounir fatmi è nato a Tangeri (Marocco) nel 1970, attualmente vive e lavora fra Parigi e Tangeri. Al suo attivo ha numerose partecipazioni sia in importanti Musei stranieri, come il Brooklyn Museum, il Victoria & Albert Museum, il Moscow Museum of Modern Art, il Centre Georges Pompidou, il Mori Art Museum di Tokyo, il Mathaf Arab Museum of Modern Art di Doha o il MAXXI di Roma; che in Festival e Biennali, come la Biennale di Venezia, dove partecipa nuovamente anche quest’anno, la Biennale di Sharjah, Dakar, Siviglia, Gwangju e Lione. fatmi ha inoltre ricevuto numerosi premi come il Cairo Biennial Prize (2010), l’Uriöt Prize, Amsterdam e il Grand Prize Leopold Sedar Senghor della Biennale di Dakar nel 2006. Nel 2013 è stato poi selezionato per il Jameel Prize del Victoria & Albert Museum di Londra. MOUNIR FATMI Transition State a cura di Silvia Cirelli Milano, Officine dell’Immagine via Carlo Vittadini 11 26 ottobre 2017 - 7 gennaio 2018 inaugurazione: giovedì 26 ottobre, ore 19.00 Ingresso libero Orari: martedì – sabato 11.00 – 19.00; lunedì e giorni festivi su appuntamento Catalogo in galleria info: tel. +39 02 91638758 - www.officinedellimmagine.com - info@officinedellimmagine.com ------------------------------------------------------------------------------------- Officine dell’Immagine, Milan FROM OCTOBER 26th 2017 TO 7th JANUARY 7 2018 mounir fatmi Transition State curated by Silvia Cirelli The inauguration of the new location of Officine dell'Immagine in via Carlo Vittadini 11, Milan, will feature a solo show of one of the most interesting figures of the international artistic scene. From October 26th 2017 to January 7th 2018, Officine dell'Immagine gallery in Milan will inaugurate its new location in Via Carlo Vittadini 11, hosting the largest solo exhibition ever held in Italy dedicated to mounir fatmi (Tangier, Morocco, 1970). Curated by Silvia Cirelli, the exhibition represents an unprecedented opportunity to explore the artistic career of this celebrated key figure. Internationally very well known, mounir fatmi is among the protagonists of the current Venice Biennale, where he is participating with two extremely fascinating projects, in the Tunisian Pavilion within "The Absence of Paths" exhibition, and in the NSK State Pavilion. Invited to exhibit at prestigious museums such as the Georges Pompidou Centre, the Brooklyn Museum, the Victoria & Albert Museum, the Mori Art Museum in Tokyo and the MAXXI in Rome, his works are part of large public collections including those at the Stedelijk Museum in Amsterdam, the Louis Vuitton Foundation pour la Création in Paris and the Mathaf, the Arab Museum of Modern Art in Doha. Focusing on topical issues such as identity, multiculturalism and the ambiguity of power and violence, mounit fatmi over the years has managed to constantly reinvent himself, exploring a wide variety of stylistic languages ​​ranging from video to installation, photography and performance. He follows a narrative pathway that in addition to confirming his remarkable lexical ability, combines personal ingredients and actual testimonies, tracing important passages of contemporary history. The Milanese exhibition entitled Transition State will trace the distinctive features of his vast poetic synthesis, emphasizing the concept of cultural "hybridization": a combination of prejudices and stereotypes which are first revealed and then discredited, reinforcing an overall vision based on dialogue between religion, science, the ambivalence of language and how these transform over the course of history. Martyrs is a clear example of the power of language over the truth: it is a diptych made of black wooden panels whose surface is sliced by a multitude of lines that seem to move like wounds on a body's skin. The emblematic title plays on the semantic variants of this word, whose meaning has transformed through the course of history. From the ancient Greek word martus, which meant "witness", to the definition of a man who sacrifices himself in the name of faith, up to the present definition in which a martyr is improperly compared to the concept of kamikaze. The theme of martyrdom also returns in the video The Silence of Saint Peter Martyr (2011), with the protagonist St. Peter the Martyr, also known as Pietro da Verona, who was a 13th-century priest of the Dominican Order that was atrociously executed because of his strong opposition to heretics. The calm of the scene, where the subject slowly moves his finger and mimics the peaceful gesture of silence, is violently opposed to the audio of the video itself with a disturbing and aggressive background. The inspiration he draws from religious material is reconfirmed in the photographic series Blinding Light (2013), a project with both conceptual and visual manipulation of the so-called "Healing of the Justinian Deacon", a miracle that was also immortalized in a famous painting by Fra Angelico. The story tells of two saints who were famous for their medical skills, Cosmas and Damian, who entered Justinian's room one night and exchanged his sick leg with a healthy leg from a recently deceased Ethiopian man. Upon reawakening, Justinian was surprised to find that his leg had healed, but was of a different colour. Playing with superimposition between the ancient painting and modern surgery scenes, mounir fatmi amazes with his versatile lexical ability, which allows him to tackle major issues with surprising cultural sensitivity, including ethnic identity, hybridization and the notion of diversity. The sensory vision of viewers is then exhorted in the video Technologia from 2010, where the convulsive succession of geometric structures and Arab calligraphic motifs of religious nature give rise to a highly hypnotic process. The spectator struggles to watch while his hearing is also put to the test with harsh noises. The juxtaposition between the object, its use and its cultural significance is central to the installation Civilization (2013): a simple work of art with a pair of black men's shoes placed over a book bearing the inscription "civilization". With these two objects, which are often used to indicate a person's level of civilization, the Moroccan artist questions the seduction of material objects and its deceptive power in contemporary culture. During the opening ceremony of Thursday, October 26th at 7 pm, a performance at the presence of the artist will be held. It will be built around his installation Constructing Illusions, a participatory work that plays on the equilibrium between imagination and reality: concepts that often mingle with each other until they manage to completely exchange meanings. Biographical notes mounir fatmi was born in Tangier (Morocco) in 1970, and currently lives and works between Paris and Tangier. He has been exhibited in major international museums, including the Brooklyn Museum, the Victoria & Albert Museum, the Moscow Museum of Modern Art, the Georges Pompidou Centre, the Mori Art Museum in Tokyo, the Mathaf Arab Museum of Modern Art in Doha and the MAXXI of Rome. He has also participated in many Festivals and Biennials, such as the Venice Biennale which he is again participating in this year, as well as the Biennials of Sharjah, Dakar, Seville, Gwangju and Lyons. fatmi has also received numerous awards, including the Cairo Biennial Prize (2010), Uriöt Prize, Amsterdam Prize and the Leopold Sedar Senghor Grand Prize of the Dakar Biennial in 2006. In 2013 he was selected for the Jameel Prize of the Victoria & Albert Museum in London. MOUNIR FATMI Transition State curated by Silvia Cirelli Milan, Officine dell’Immagine via Carlo Vittadini 11 October 26th 2017 - January 7th 2018 opening: Thursday October 26th, 7 p.m. Free entrance Hours: tuesday – saturday 11 a.m. – 7 p.m.; monday and holidays by appointment Catalogue available in gallery info: tel. +39 02 91638758 - www.officinedellimmagine.com - info@officinedellimmagine.com

Dati Aggiornati al: 26-10-2017 09:04:05

WikiEventi.it non è l'organizzatore dell'evento e non è responsabile di eventuali cambiamenti di programma.

Consultare sempre il sito web di riferimento.

 



Categoria: Altro...

Quando: Giovedì 26-10-2017 alle 19:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Galleria Officine dell'Immagine

Indirizzo: Via Atto Vannucci 13 Milano

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento