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Il Museo d'Arte Paolo Pini-MAPP: folli storie d'arte

Il Museo d'Arte Paolo Pini-MAPP: folli storie d'arte

 

 

E’ il 1978 quando tutto (o quasi) comincia. Comincia con una legge, firmata da Basaglia. E comincia con una fine, quella dei manicomi, che da allora chiuderanno le porte agli “alienati”, per aprirle al mondo. Si scardina così l’idea della reclusione imposta da un’altra legge (1904) ideata per chi è ritenuto “pericoloso” o “di pubblico scandalo”. Con Basaglia finisce l’epoca dell’internamento forzato, degli elettroshock, dell’assenza di cura, per pazienti affetti da disagio psichico ma anche per semplici depressioni, per scatti d’ira, per comportamenti fuori regola, tenuti lontano dalla vista dei cosiddetti “normali”, in nome di un decoro civico da preservare. La storia della poetessa Alda Merini ne fu l’emblematico e drammatico esempio. Da questa svolta epocale sono passati 40 anni, nei quali si è rivoluzionata l’idea di cura di chi è affetto da disagio psichico e con essa anche le strutture che un tempo erano luoghi di orrore. Nell’ex Manicomio di Affori, intitolato al medico dei poveri Paolo Pini, il progetto di recupero fu rivoluzionario: restituire alla società i pazienti, facendo leva sull’arte intesa in tutte le sue forme. Da allora, sotto la bandiera del “portare dentro per portare fuori” e all’insegna di uno straordinario sodalizio tra medici, psicologi, imprenditori, artisti è sorto il MAPP, Museo d’Arte Paolo Pini che letteralmente invade gli spazi di quel luogo di costrizione trasformato in un gigantesco giardino d’arte contemporanea. Enrico Baj, Paolo Canevari, Martin Disler, Emilio Tadini furono i primi di oltre 140 artisti che, collaborando a 4 mani con i pazienti, si sono lasciati ispirare dal genius loci dei vecchi padiglioni e con le loro opere hanno composto il germe di un incredibile museo in progress. Dopo di loro “entrarono” nel manicomio Pusole, Arcangeli, Gunter Brus, Spadari, Marika Moro, Giuliano Mauri, con le sue installazioni di ramoscelli, l’artista di arte povera Piero Gilardi, le visioni oniriche di Fernando Léal, gli scherzosi “Fiori fuori di zucca” di S. Pizzi, perché in fondo, citando l’opera poetica di Pino Deodato: l’uomo, per vederci meglio, deve (solo) mangiare le lucciole! Un viaggio nella storia e nell’arte del Manicomio di Milano. Visita guidata a cura di Monica Torri. Quota: 15 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie). Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra. Per informazioni ed iscrizioni: 02.30.91.73.37 - 338.17.71.237 infoclessidra@libero.it www.associazioneclessidra.it

Dati Aggiornati al: 13-08-2018 12:15:30

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Lunedì 05-11-2018 alle 15:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: MAPP Museo d'Arte Paolo Pini

Indirizzo: via Ippocrate 45 Milano

Prezzo: Vario

Link: Sito Web dell'evento