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13 dicembre ore 21 Milano Auditorium di via Valvassori Peroni " L'eclisse della democrazia. Cronache della crisi del sistema globale da Genova a Wall Street" con Vittorio Agnoletto e Marco Fusi Ensemble.

13 dicembre ore 21 Milano Auditorium di via Valvassori Peroni " L'eclisse della democrazia. Cronache della crisi del sistema globale da Genova a Wall Street"   con Vittorio Agnoletto e Marco Fusi Ensemble.

 

 

13 dicembre ore 21
Milano Auditorium di via Valvassori Peroni
Il futuro della memoria

Organizzazione:
Associazione Ponti di memoria in collaborazione con Comune di Milano Consiglio di zona 3,
con il contributo di Fondazione Cariplo e Regione Lombardia e il sostegno di Coop, Arci, Anpi, Libera, Cgil Camera del Lavoro di Milano.


" L'eclisse della democrazia. Cronache della crisi del sistema globale da Genova a Wall Street"
Vittorio Agnoletto e Marco Fusi Ensemble

Presenta Daniele Biacchessi

L’eclisse della democrazia.
Questo spettacolo è la cronaca di un oscuramento, quello dei diritti e della democrazia, che siamo stati abituati per anni a considerare come conquiste definitivamente acquisite.
La cronaca politica più recente mostra come i cittadini siano ridotti oramai a comparse, costrette ad accettare le decisioni di tecnocrati che nessuno ha eletto: scelte imposte da mercati, borse, banche e agenzie di rating nel totale disprezzo della sovranità popolare.
Ma affinché questa cronaca sia esauriente è necessario iniziare la narrazione col G8 di Genova del 2001, ovvero con la storia della repressione del primo imponente movimento nato per contrastare la globalizzazione liberista. Inizio obbligato anche perché è in atto un tentativo di cancellare dalla memoria questo avvenimento riscrivendone la storia.
Protagonista di questo racconto non poteva essere che Vittorio Agnoletto, nel 2001 portavoce del Genoa Social Forum, noto in tutto il mondo come esponente di spicco del movimento altermondialista
Da Genova Susan George, Walden Bello, i leader del movimento erano stati chiari: se proseguirà questo modello di sviluppo fondato su una crescita senza limiti, sulla finanziarizzaizone dell’economia, su un’ineguale distribuzione delle risorse, si svilupperà una crisi sociale ed economica senza precedenti, vi sarà il ricorso alla guerra permanente per il controllo delle risorse energetiche, andrà in crisi l’equilibrio della biosfera, verrà calpestata la sovranità dei popoli.
Le previsioni di allora oggi sono realtà; come una moderna Cassandra il movimento non trovò orecchie disposte a raccogliere il suo messaggio.
Ma questa lucidità e competenza spaventarono il potere che rispose con una repressione di inaudita violenza.
Attraverso la ricostruzione dei processi genovesi emerge uno spaccato degli apparati dello stato che ne evidenzia tutta la mediocrità, la doppiezza e il servilismo dell’epoca berlusconiana. Protagonisti di questa modesta farsa sono funzionari responsabili di gravi violazioni, o semplicemente omertosi, premiati con promozioni e prebende, a cui si contrappongono servitori dello stato integri e meritevoli emarginati, messi all’angolo e umiliati a causa della loro fedeltà alla legge.
Tutto ciò spesso nell’indifferenza, se non con la connivenza, dei politici, quasi sempre impegnati a coprire i colpevoli e a criminalizzare gli onesti.
Ma è anche la storia, quasi epica, di magistrati che sono riusciti a far trionfare un po’ di giustizia, sfidando i ricatti di un potere che li ha osteggiati con ogni mezzo.
E’ obbligatorio questo racconto perché non venga rimosso dalla memoria il fatto che le critiche, le aspirazioni, le rivendicazioni di Genova sono entrate a fare parte del lessico del presente.
Per rendercene conto, basta considerare un esempio tra i tanti. I capi di stato di grandi nazioni come Francia e Germania, che allora avevano invocato la repressione, oggi richiedono a gran voce l’applicazione della Tobin Tax come rimedio ai guasti della speculazione: misura che, guarda caso, costituiva una delle più pressanti richieste del social forum.
Ma anche il linguaggio più spontaneistico delle proteste degli indignati, figli forse inconsapevoli di quel grande movimento, oggi di moda, è debitore di quell’esperienza.
Un teatro civile che non vuole però ripiegare nello sconforto della tenebra, non vuole indulgere sul gelo senza la luce della ragione.
Per quanto possa indurre alla depressione e incutere timore infatti, l’eclisse non è un evento senza ritorno.
Al contrario, per sua natura è un fenomeno transitorio: c’é ancora la possibilità che l’avvenire venga rischiarato dal sole di una democrazia finalmente compiuta.
Ciò potrà verificarsi solo come prodotto di una reazione della società civile e quindi di ciascuno di noi.
Lo spettacolo vuole anche essere un momento di riflessione, coinvolgendo il pubblico in un atto di ottimismo, di speranza e di riscossa civile e democratica: senza la pretesa di fornire risposte precostituite, ma con l’ambizione e il sogno di catalizzare le energie di chi vuole riprendersi il proprio futuro.
Assieme ai testi di Agnoletto, protagonista sul palco è la musica composta ed eseguita dal vivo da Marco Fusi, che con i suoi accenti melanconici e felici, i suoi echi etnici, gitani e jazzistici costituisce il completamento ideale di questa rappresentazione.

Dati Aggiornati al: 18-11-2014 09:33:56

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Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Sabato 13-12-2014 alle 21:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Auditorium di via Valvassori Peroni 56

Indirizzo: via Carlo Valvassori Peroni 56 Milano

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento