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L'ORIGINE DEL MONDO - MILANO TEATRO FRANCO PARENTI - WikiEventi.it Milano

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L'ORIGINE DEL MONDO - MILANO TEATRO FRANCO PARENTI

L'ORIGINE DEL MONDO - MILANO TEATRO FRANCO PARENTI

 

 

L'ORIGINE DEL MONDO . RITRATTO DI UN INTERNO
di Lucia Calamaro
con Daria Deflorian, Federica Santoro e Daniela Piperno
una coproduzione Malebolge - Pav - 369gradi

PREMI UBU 2012
L'origine del mondo - Migliore novità Italiana
Daria Deflorian - Migliore attrice protagonista
Federica Santoro - Migliore attrice non protagonista

2 febbraio 2013 ore 20,30
Ravenna - Teatro Rasi
http://www.teatrodellealbe.com/ita/finestraEvento.php?Cod=765

13_28 febbraio 2013
Milano - Teatro Franco Parenti
http://www.teatrofrancoparenti.com/?p=informazioni-spettacolo&i=538

L'ORIGINE DEL MONDO
ritratto di un interno

scritto e diretto da Lucia Calamaro
con Daria Deflorian, Federica Santoro, Daniela Piperno
disegno luci di Gianni Staropoli
realizzazione scenica di Marina Haas
aiuto regia Francesca Blancato
produzione 369gradi
organizzazione e comunicazione PAV | Diagonale artistica
prodotto da ZTL_pro con il contributo di Provincia di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali in coproduzione con Armunia Festival Inequilibrio e Santarcangelo 41 Festival internazionale del teatro in piazza in collaborazione con Fondazione Romaeuropa, Palladium Università Roma Tre, Teatro di Roma

Note di regia Di fronte al tempo, alle crisi alle mutazioni esistenziali Magari sotto pressione, impotente, spesso isolato Comunque inadeguato al rapporto ma lo stesso presente. Decisamente depresso e si vede, uno fa fatica pero vive, trova strategie, si inventa. Si tratta di reagire. O al meglio: adattarsi. Come si sta di fronte alle cose, quando peggio del rapporto con Uno, ce solo il rapporto con gli Altri? Lo sappiamo? Lo possiamo sapere? Esiste un IO generico guida? Non so. Non mi pare. Da qui non mi azzardo alla teoria. Passiamo allora allo studio di un caso. Daria non esce piu. Da qui, dalla tana, constata che lei di umano ne conosce veramente solo uno, convivono nello stesso corpo, e a volte si distrae anche da lui. Se lo perde, non lo capisce. Questa relazione fluttuante e disattenta spesso fa si che si ritrovi a non essere contemporanea neanche di se stessa. Un convivente, anche lui suo malgrado familiarizzato con lumano di Daria, visto che ne dipende affettivamente, la richiama a lei e al tempo: la Figlia. E lei che mantiene il mondo. Lei, Federica, e il suo Atlante domestico. Tanto che a volte uno si chiede chi ha messo al mondo chi, in questa faccenda. Nella casa in cui si muove con sua figlia, temporaneamente rinchiuse in cerca di un senso ritrovato, appaiono figure della soglia, abitanti del dentrofuori, che irrompono e agiscono. Figure queste, tutte animate dalla stessa volonta: tirarla fuori. Si avvicendano su scena strappandole alla loro intimità duettistica lanalista, sua madre, la cameriera, suo marito. Gente che sta più fuori che dentro, ma a volte anche troppo dentro o troppo fuori. Insomma, ma che ne sanno loro della fatica necessaria a snodare gli intrecci traumatici nascosti nelle geometrie del profondo? Eppure.

I parte Donna melanconica al frigorifero (debutto al Teatro Palladium, Ztl_Pro, Roma, 30 aprile 2011) II parte Figuranti del dolore al lavatoio (debutto a Armunia Festival Inequilibrio, 2 luglio 2011) III parte Certe domeniche in pigiama (debutto al Festival di Santarcangelo, 17 luglio 2011) IV parte Il silenzio dellanalista (debutto Teatro India, Roma, dal 16 al 26 febbraio 2012)

DONNA MELANCONICA AL FRIGORIFERO.
Primo di una serie di schizzi su una personale fenomenologia della crisi indaga la condotta di un animale che si rinchiude nella tana, Daria. Unica uscita, dall'Analista, che in questo interno è incarnato dalla Figlia. Daria che apre un vero frigorifero. Daria che ascoltiamo mentre ne commenta, assaggia, cerca, annusa il contenuto. Daria che mastica ma niente la soddisfa. Poco cambia l'entrata della figlia insonne: conversazioni sovrapposte intorno alla banalità del quotidiano, vestiti da casa e vestiti da fuori, modalità riproduttive degli uccelli, rivendicazione poco sostenibile di poter avere una faccia triste almeno dentro casa propria. La figlia è un atlas domestico che sostiene l'intimità di Daria in doppia veste, dato che si trasforma anche nella sua Analista.
Questo c'e in scena; questi gli unici interlocutori di Daria in un periodo in cui la depressione la porta a non uscire di casa. I loro smozzicati pensieri attraversano le nature morte di Morandi (a cui Daria sente di appartenere), interrogazioni su filogenesi e ontogenesi, descrizioni del complesso psicanalitico e un omaggio alla visione della solitudine del poco conosciuto Juan Carlos Onetti. Madre e Figlia/Analista parlano, straparlano di tutto, in un singhiozzante chiacchiericcio che ritrae un quotidiano sfocato dove entrambe oscillano tra blandi tentativi di contatto e l'irrimediabile rinvio a se stesse.

CERTE DOMENICHE IN PIGIAMA
Si inizia di notte, di fronte a una vera cucina a gas celeste che domina la scena. Vediamo Daria e figlia insonni, intente a scaldarsi del latte caldo vero per cercare di riaddormentarsi, chiacchierando di film visti nel pomeriggio, di maschere di bellezza e di dubbi sull'efficacia della psicanalisi. Questa terza parte di vita quotidiana di interni ha un colore realistico apparentemente più definito delle altre che pero la rende mano mano quasi surreale e comica. E' domenica e nessuno si veste. La figlia cresciuta e diventata artista plastica a colazione racconta perche utilizza protesi vere, bulbi oculari e dentiere , nelle sue sculture. Daria cucina crèpes alternando urletti vittoriosi a rovesciate al volo fallimentari, condendo il gesto concreto con speculazioni su un impermeabile nero parigino e depresso perso per strada, simbolo fetiche del suo malessere; sulle diverse nature di silenzio e di vuoto che sa o non sa gestire, sull'incapacità degli abitanti dei quartieri residenziali di concedersi ai contatti imprevisti e in fondo di sentirsi ancora vivi. Verso le tre, visto che il fratello promesso non arriva, la Figlia si sfoga: la sua non appartenenza, il peso del suo lutto dei fratelli morti prima della sua nascita, il suo non sentirsi autorizzata ad esistere. Poi arriva il Padre. Per la prima volta alla fine della terza ora l'uomo, il marito di Daria spesso evocato ma sempre assente, appare. Ma è un'epifania alienante visto che gesticola e muove la bocca ma le sue battute sono dette dall'attrice che fa la nonna, dalla quinta. Per ora e un uomo agito, sonorizzato solo dal doppiato femminile. Acquisirà vita e discorso proprio? E se si cosa dirà, qual è la sua versione della vicenda familiare? Di questo e che si occupa la quarta parte.

IL SILENZIO DELL'ANALISTA
Questo quarto episodio non è una fine, è un continuum. Indaga la forma del silenzioparlato, soprattutto quella del retropensiero che abita la non verbalizzazione, attraverso le situazioni di silenzio che si presentano nel set analitico di Daria la protagonista. Non c'e volontariamente una fine di Origine, lieta o drammatica, intesa come conclusione di una vicenda a suon di rivelazioni e soluzioni di conflitti. Un perché " la cosa ando così" non si dà, non ci è dato, semplicemente perché l'ambizione di ritrarre un momento di una vita, se non una vita intera, non accetta i finali , men che meno quelli architettati. Ma non posso dire che mi dispiaccia. Al contrario. Va a specchio di una vicendaspettacolo che non trova una chiusa, ma che soffre di sospensione perche la interrompo nel mentre. Un mentre in cui io smetto di guardare dentro questo interno, e smetto soprattutto di parlarlo. Più per adesione al principio di realtà che per assenza di desiderio.
Non è invece impossibile che in un futuro, qualcosa non mi riporti qui, in questo internocasa, a vedere cosa ancora vi accade. Almeno mi piace pensarlo. E se questo non dovesse succedere, se questa casa di Origine non dovesse più tornare, forse mi dispiacerà averla dovuta abbandonare un po' troppo presto, mentre la sentivo ancora casa mia.

Dati Aggiornati al: Tue 12-02-2013 14:02:27

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Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Alle 19:30 dal 13-02-2013 al 28-02-2013
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

nei seguenti giorni : Mer -

Dove: Teatro Franco Parenti, Milano

Indirizzo: Milan

Prezzo: ..

Link: Sito Web dell'evento