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OMAR

OMAR

 

 

Omar di Hany Abu-Assad. 97 min. 2013. Omar è un giovane fornaio palestinese abituato a scavalcare il muro della separazione, schivando proiettili e sorveglianti, per far visita alla ragazza di cui è innamorato, la liceale Nadia. Con il fratello di Nadia, Tarek, e un terzo compagno, Amjad, Omar condivide un'amicizia decennale e un'attività clandestina di addestramento per la causa della liberazione della Palestina. Caduto prigioniero, dopo aver partecipato all'uccisione di un soldato, Omar resiste alla tortura e viene invitato a scegliere tra il carcere a vita o la collaborazione con la polizia israeliana. Il regista di Paradise Now torna in Palestina e gira tra Nablus, Nazareth e Bisan con una troupe esclusivamente di locali, molti dei quali alla prima esperienza. Eppure il risultato è solido, il ritmo incalzante, le performances dei quattro protagonisti (tutti esordienti) non meno che sorprendenti. Il risultato più alto, in tutti i casi, è la mescolanza riuscita di veridicità delle immagini e delle storie raccontate con lo spettacolo del ritmo e della tensione che la regia sa assicurare. Hany Abu-Assad non giudica, non esalta né demonizza: nel racconto di un amore confidente e tragico trova tutti gli ingredienti che gli bastano per assicurarsi un fondo sicuro ed emotivo sul quale innestare elementi di genere (spie, tradimenti, doppiogiochismo), sempre e comunque aderenti al contesto e umanamente credibili. La sensazione di trappola autodistruttiva in cui si ritrova in breve il protagonista è chiaramente una metafora della situazione palestinese sotto l'occupazione, ma l'intelligenza del regista sta nel non presentarla come una premessa, bensì di seguire passo passo l'avvilupparsi su se stesso del destino di Omar e della sua Giulietta, fino alla scena emblematica in cui scalare il muro non è più un gioco da " ragazzi" , perché certe energie sono state spente per sempre.Forse Omar non possiede il miglior finale possibile, ma è nell'immagine iniziale della barriera divisoria che sta il senso di quel che racconta per tutti i minuti a venire: i palestinesi sono separati tra loro (amici, amanti, famigliari) da un atto di forza a cui non hanno i mezzi per opporsi. Per questo, pur mantenendo la sospensione del giudizio e mostrando luci e ombre della gioventù che ritrae, la posizione di Abu-Assad è meno imperscrutabile rispetto a quanto accadeva in Paradise Now e il film ne guadagna, apparendo meno mirato a dividere e più interessato a raccontare.

Asia Pacific Screen Awards 2013 Best Film
Asian Film Critics Association Awards 2014 NETPAC Award
Camerimage 2014
Cannes Film Festival 2013 Un Certain Regard - Special Jury Prize
Dubai International Film Festival 2013 Muhr Arab Award
Ghent International Film Festival 2013 Youth Jury Award
Human Rights Nights Film Festival 2014 HRNs People Best Movie
Traverse City Film Festival 2014 Best Drama Founders Prize
Tromsø International Film Festival 2014 Norwegian Peace Film Award

Dati Aggiornati al: 13-04-2016 16:09:28

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Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Domenica 17-04-2016 alle 21:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Cooperativa Labriola

Indirizzo: via Falck, 51 Milano

Prezzo: Gratis

Link: Sito Web dell'evento