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Love-lies-bleeding

Love-lies-bleeding

 

 

LOVE-LIES-BLEEDING
di Don DeLillo

Regia:
Alberto Buraschi

Con:
Laura Antoniotti
Alberto Buraschi
Nicola Campostori
Sara Esposito

NOTE DI REGIA:
Leggendo " Love-lies-bleeding" , si ha la sensazione di partecipare a qualcosa di importante. Qualcosa di delicato e potente. L'accompagnamento alla morte, questo il tema che Don De Lillo affronta con lucidità e coraggio.

La " dolce morte" , o il dovere della vita, l'accanimento terapeutico e l'alimentazione forzata fino all'ultimo respiro? Un tema attuale e scottante soprattutto in un Paese, come il nostro, che da tempo ne sta dibattendo, senza per altro riuscire a trovare una sintesi o a stabilire un confine tra morale religiosa e diritto laico.

" Love-lies-bleeding" (che ci piace tradurre con: 'emorragia di amore e bugie'), è il nome, poetico e volgare, del fiore meglio conosciuto come Amaranto e descrive con assoluta chiarezza i sentimenti e le tensioni che, da subito, agitano i personaggi del dramma.

Alex, il silente protagonista colpito da due ictus, l'ultimo dei quali devastante, è un'eclettica figura d'artista: anarcoide, ma al contempo bisognoso di punti fermi nella vita, come i suoi quattro matrimoni confermano.

Nonostante la parziale menomazione, il primo ictus lo lascia ancora padrone di decidere il suo futuro e di programmare la sua " uscita di scena" : la sua fine, qualora si fosse aggravata la sua condizione. Alex decide di non decidere: perché? Perché una risoluzione su cui avrebbe potuto razionalmente convenire in salute o gioventù è così difficile quando, dopo il primo ictus, le prospettive di vita drammaticamente e inevitabilmente si riducono?

Attorno a questa originaria contraddizione, ruotano quelle degli altri personaggi: Lia, la giovane attuale moglie. Toinette, la seconda moglie, più navigata e metropolitana. Sean, il figlio avuto dalla prima.

A DeLillo sembra non interessare esprimere un suo punto di vista, si limita a mostrarci le zone chiare e quelle scure che amore ed egoismo compongono. Lascia a noi le riflessioni che naturalmente e perfino involontariamente, la lettura del testo insinua: tanto elementari quanto struggenti, ma comunque assolutamente personali.

I riferimenti letterari, le immagini, i richiami estetici e filosofici che hanno inciso sulla regia si riferiscono al lavoro di due grandi del teatro del novecento, lontani tra loro negli anni, ma tangenti nel largo e struggente sentimento che si interroga sulla fragilità umana: Luigi Pirandello e Tadeusz Kantor. A Pirandello siamo grati per l'immagine de L'uomo dal fiore in bocca che, davanti alla vetrina di una merceria, alla fine del suo percorso umano, si perde ad osservare la perizia delle commesse che incartano i pacchetti delle stoffe e dei nastri: " ...perché la vita, nell'atto stesso che la viviamo, è così ingorda di se stessa, che non si lascia assaporare, il sapore è nel passato, che ci rimane vivo dentro..." . Di Kantor, cui questo spettacolo è dedicato, abbiamo assunto come nostra l'idea delle processioni del suo La Classe Morta e l'intuizione straniante che, da regista, lo ha visto sul palcoscenico a dirigere e partecipe della vicenda dei suoi attori.

Dati Aggiornati al: Sun 14-04-2013 19:59:35

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Sabato 04-05-2013 alle 21:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Teatro Santa Valeria

Indirizzo: via Wagner 85 Seregno

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento