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8 MARZO DI AUTODETERMINAZIONE

8 MARZO DI AUTODETERMINAZIONE

 

 

8 MARZO DI AUTODETERMINAZIONE:

H.17.00 YO DECIDO
Presidio solidale con le donne spagnole per il diritto all'aborto libero e gratuito
Asl n.1, C.so Italia 19

H.19 MARCIA DELLE ZOCCOLE
Le strade sicure le fanno le donne che le attraversano

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L'8 marzo a Milano sarÓ una giornata per affermare la riappropriazione dei nostri corpi, continuamente minata dal paternalismo dello stato e dalla cultura sessista e misogina in cui viviamo. Ci dicono come vestirci, quando possiamo avere o non avere figli e di cosa aver paura, ci vogliono asservite e bisognose di protezione, noi invece siamo guerriere e ci riprendiamo i nostri corpi e la libertÓ di decidere. Dalle 17 saremo in presidio solidale con le donne spagnole davanti all'asl in corso Italia 19, da cui alle 19 partirÓ la marcia delle zoccole.

YO DECIDO

Nello Stato Spagnolo una proposta di legge repressiva e machista minaccia seriamente le possibilitÓ di autodeterminazione delle donne. Si tratta della legge Gallardon che, se approvata, impedirÓ il diritto all'aborto in quasi tutte le circostanze, tranne in caso di pericolo fisico o psichico estremo per la donna. Molte donne saranno costrette ad abortire clandestinamente: quelle che potranno permetterselo si recheranno in cliniche all'estero, le altre dovranno scegliere se accettare condizioni igienico-sanitarie spesso precarie, mettendo a rischio la propria vita, o portare avanti una gravidanza non desiderata e subirne la violenza.

In Italia lo scenario Ŕ paurosamente simile. Sempre pi¨ donne si vedono negata la possibilitÓ di interrompere volontariamente la gravidanza, soprattutto a causa della presenza sempre maggiore dei medici obiettori (che Ŕ di circa l'80% per i ginecologi). Inoltre i tagli alla sanitÓ hanno portato alla chiusura di numerosi consultori e centri per le malattie a trasmissione sessuale (MTS) e all'innalzamento del costo di diversi servizi sanitari.

Il messaggio sembra chiaro, le donne non possono autodeterminarsi e decidere sul proprio corpo, che Ŕ continuamente oggetto di violenza: nelle, nelle strade, nei consultori, nelle questure, sul lavoro...
Contemporaneamente i tagli al welfare a livello sanitario ed assistenziale scaricano ancora una volta sulle donne il peso del lavoro di cura, utilizzando la famiglia tradizionale e oppressiva come unico sostegno sociale. D'altra parte, il continuo attacco ai diritti sul lavoro, la flessibilizzazione dei contratti, le dimissioni in bianco, aumentati con la crisi economica, generano una sempre maggiore precarietÓ lavorativa ed esistenziale soprattutto per le donne. Tutto questo ci impedisce oggi di poter scegliere se, come e quando essere madri.

Per questo l'8 marzo in tutto il mondo sarÓ una giornata di lotta in solidarietÓ alle donne spagnole, per riaffermare il diritto all'aborto libero e gratuito e a poter decidere sul proprio corpo!

MARCIA DELLE ZOCCOLE

Una persona non viene stuprata per la sua minigonna, ma perchŔ un uomo decide di stuprarla.

Il 24 gennaio del 2011 a Toronto un'ufficiale della polizia ha dato un consiglio che Ŕ fin troppo comune: " Le donne dovrebbero evitare di vestirsi come troie, se non vogliono essere vittime di violenza." Simile Ŕ il consiglio del capo della polizia Britannica, Keating, per la fine dell'anno :" Se la notte di capodanno bevete troppo potete pentirvene."
E di questi " consigli" ne sentiamo a valanghe anche nel nostro paese, dal vicino di casa al parroco di provincia, fino alle massime cariche dello stato.
Il problema reale Ŕ la cultura ed il pensiero, che stanno dietro queste parole e cioŔ l'idea che la violenza contro le donne sia inevitabile e l'unico modo per arginare il rischio Ŕ spronare le donne a " non mettersi in mostra" e a vivere nel costante terrore per la loro incolumitÓ.
Ma la realtÓ Ŕ che non Ŕ una minigonna, un tacco a spillo o un sorriso a stuprare una persona, Ŕ un uomo che decide di farlo.
La violenza sulle donne Ŕ una realtÓ evidente, la si pu˛ combattere insegnando agli uomini a non stuprare piuttosto che insegnare alle donne a non essere stuprate. Chi usa la scusa di voler proteggere le donne con metodi paternalistici, che la stigmatizzano come vittima solo per il fatto di essere donna, Ŕ parte del problema, non della soluzione.
Le strade sicure le fanno le persone che le attraversano, rivendicando ci˛ che le categorizzerebbe come vittime, ingenue o provocatorie e utilizzandolo come vessillo di affermazione della propria libertÓ.
L'8 marzo ci liberiamo di ogni paura, ci svestiamo di vergogna e senso di colpa, siamo la marcia delle zoccole orgogliose, dalle ragazze che tornano a casa da sole, alle froce che si baciano in pubblico, dalle migranti che tornano dal lavoro, alle single che vanno a ballare, dallle trans che prendono il bus, agli uomini che si son rotti di essere accomunati a certi stronzi.

Siamo quelle che si riprendono le nostre strade.

Unisciti alla marcia ci vediamo l'8 marzo alle 19.00 davanti all'asl in corso italia 19

Dati Aggiornati al: 05-03-2014 08:51:07

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Categoria: Altro...

Quando: Sabato 08-03-2014 alle 17:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: ASL Milano

Indirizzo: Corso Italia 19 Milano

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento