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Ricerca sociale e Controllo popolare: incontro con Don Ciotti!

Ricerca sociale e Controllo popolare: incontro con Don Ciotti!

 

 

Giù la maschera! Smontiamo i luoghi comuni su camorra, migrazioni e sicurezza, confrontiamo la ricerca sociale di LiberaIdee e l'esperienza del Controllo Popolare nei centri d'accoglienza! Ore 16:30 all' Ex-OPG " Je so' pazzo" Il 7 Novembre all'Ex Opg mettiamo a confronto due esperienze diverse, un enorme lavoro di ricerca sociale e una grande esperienza di attivismo e mobilitazione diretta. Il Movimento migranti e rifugiati e gli attivisti di Libera, con la presenza di Don Ciotti, si confrontano sulla percezione della mafie nel nostro territorio, come si articolano, come si evolvono, cosa permette a questi fenomeni di crescere, soprattutto in tempi di crisi. Così ascolteremo da un lato il lavoro svolto con la ricerca sociale di Liberaidee, che ha prodotto più di 10.000 questionari in tutta Italia sulla percezione del fenomeno in termini di corruzione, beni confiscati, mafie straniere e italiane e dall'altro la voce diretta del movimento migranti, che in questi anni si è mobilitato contro la speculazione mafiosa nei centri d'accoglienza, denunciando a più riprese la speculazione e il malaffare che trova sempre terreno fertile nell'economia dell' " emergenza" . ___________________________________________________ È un momento buio per Il Paese: l’ondata di razzismo colpisce come un tornado territori, comunità, donne ed uomini. Chi vive appena qualche centinaio di km al di là della sponda del mediterraneo è colpito da politiche disumane fatte di paura, identificazione, detenzione, espulsione. Sappiamo bene cosa si nasconde dietro queste politiche: mobilitare una guerra dei poveri contro i più poveri, degli ultimi contro gli ultimi; agitare una discriminazione sulla base della provenienza geografica, del credo e del colore della pelle per costruire, attraverso la paura e l’odio, il consenso necessario a governare. Siccome non si riesce a cambiare la vita materiale delle donne e degli uomini, dei precari, dei subalterni senza casa, diritti, lavoro, bisogna organizzare dall’alto una messa in scena politica per far girare lo sguardo al Paese dai propri problemi reali: l’assenza di lavoro, di politiche sociali, la presenza asfissiante delle mafie, la corruzione, la devastazione ambientale. Il clima di odio che si respira nel Paese, sui giornali, tra i banchi del parlamento, non è però solo frutto degli ultimi mesi: le politiche contro i migranti, volte a cancellare l’accoglienza o a trattarla come un dispositivo di identificazione e di espulsione, vengono da ben prima. Trattare l’immigrazione come un fenomeno emergenziale, come semplicemente una politica per garantire sicurezza agli italiani, la disumanità dei centri di rimpatrio (che hanno cambiato nome in ogni stagione politica) non ha colore politico, non ha discontinuità alcuna tra questo governo e i precedenti. Mentre si rendono disumane le politiche di accoglienza ed integrazione, si utilizza la retorica delle mafie straniere come i soli organizzatori dell’immigrazione da Sud a Nord. Si tacciono però gli affari che le mafie italiane fanno con le mafie straniere; si tace cosa si è fatto e si sta facendo con la gestione dei centri di accoglienza; si tace il pericoloso rapporto tra forze politiche, proprio chi denuncia il “business dei migranti”, e cosche calabresi o camorre che gestiscono fette di accoglienza in Italia. Siamo di fronte ad un decreto, il decreto sicurezza, che mette assieme in maniera pericolosa sicurezza, immigrazione e contrasto alle mafie. Al contempo si punisce chi dissente e protesta, si chiudono o si limitano le esperienze straordinarie di buona accoglienza nei territori, si aumentano le misure disumane di accoglienza (chiudendo gli SPRAR e aumentando ancora di più il numero di persone nei CAS, tagliando risorse per i servizi, aumentando la permanenza dei centri di rimpatrio ed aprendone almeno uno per regione, eliminando il permesso di soggiorno per motivi umanitari) e si rafforzano le misure per mettere in vendita i beni confiscati, non considerando la dismissione di patrimonio pubblico che potrebbe creare posti di lavoro ed opportunità per i giovani e il pericolo che siano le mafie stesse, tramite prestanome, a rientrare in possesso di quei beni. Su questi ed altri aspetti Mercoledì 7 novembre dalle 17.00 ci confronteremo con don Luigi Ciotti, il movimento migranti e rifugiati, le attiviste e gli attivisti di Libera e dell’Ex Opg Je so’ Pazzo.

Dati Aggiornati al: 30-10-2018 14:53:40

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Mercoledì 07-11-2018 alle 16:30
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Ex OPG Occupato - Je so' pazzo

Indirizzo: via Matteo Renato Imbriani, 218 Napoli

Prezzo: Vario

Link: Sito Web dell'evento