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Quelli che impiegano male il loro tempo sono i primi a lamentarsi che passi troppo in fretta. Jean de La Bruyère

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Made in Hong Kong, di Fruit Chan

Made in Hong Kong, di Fruit Chan

 

 

Martedì 28 maggio | ore 20:30 MADE IN HONG KONG (Hong Kong, 1997, v.o. sott. it., 108’) di Fruit Chan Nel 1997 Hong Kong, da colonia britannica, diventa una regione cinese. La frattura è generale, l’incertezza è massima: si temono regressioni sul versante dei diritti civili e delle libertà. Cambia poco però per Moon, un giovane teppista che ha lasciato la scuola e preleva il pizzo per un boss locale, coadiuvato da un ragazzo con problemi mentali e una ragazza malata terminale. Sembrerebbe la tipica storia di un ragazzino di strada il quale, per sopravvivere, non ha altro modo che quello di diventare criminale, di far del male agli altri, di sparare. Se fosse soltanto questo, il film sarebbe un normalissimo ritratto delle periferie di qualsiasi metropoli, dove la criminalità sostituisce lo Stato e diviene seconda natura. Ma non è così. L’afflato lirico di Fruit Chan è incontenibile: la sua pesantissima cinefilia (amante smodato del neorealismo e di Kurosawa, dei B-movies e della Hollywood allucinata degli anni 90) gli consente di fare del suo Made in Hong Kong un film di poesia, dello stesso fluido poetico di cui sono fatti i capolavori di De Sica ( come se fossero cresciuti i bambini di Sciuscià), carico di quella pietas tutta umana che ritroviamo nel Kurosawa politico degli anni quaranta e cinquanta, dove i buoni ed i cattivi non sono soltanto buoni e cattivi, e dove è espressa, au fond, una disperata protesta per questa vita qui, per la vita terrena, che gli adulti ( in questa parola, maledetta dal protagonista Moon, sono sintetizzate le parole “famiglia” e “potere”, bersagli del film) negano ai giovani. Capolavoro eccessivo e totale, di realismo storico iniettato d‘azione e di kitsch, amaramente materialista, con un budget di soli 80mila dollari, colpisce il coraggio politico nel finale: viene ridicolizzato il governo cinese che manda in radio messaggi di Mao prodighi di ottimismo sulla gioventù dell'avvenire. Che invece è perduta. Approfondimenti e programma completo della rassegna Voice Over - Nouvelle Vague dall’Estremo Oriente consultabili al sito: http://www.exasilofilangieri.it/voice-over-nouvelle-vague-dallestremo-oriente/ *** All’Asilo i concerti, gli spettacoli, le proiezioni, gli incontri sono ad ingresso libero. È gradito un contributo a piacere che serve ad abbattere le spese minime e a dotare gli spazi dei mezzi di produzione necessari ai lavoratori dello spettacolo, dell’arte e della cultura per portare avanti la sperimentazione politica, giuridica e culturale avviata all’Asilo.

Dati Aggiornati al: 25-05-2019 10:34:16

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Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Martedì 28-05-2019 alle 20:30
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: l'Asilo

Indirizzo: vico Giuseppe Maffei 4 Napoli

Prezzo: Gratis

Link: Sito Web dell'evento