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PRIMO Sismografo al MONDO

PRIMO Sismografo al MONDO

 

 

REGNO delle DUE SICILIE

PRIMO SISMOGRAFO al MONDO
Luigi Palmieri

Vedeva la luce nel 1841, a due soli chilometri dal Vesuvio.

Veniva inaugurato nel 1845, con un annuncio in pompa magna, nel classico stile di

SUA MAESTA
RE FERDINANDO II di BORBONE,

nel pieno del settimo Congresso degli Scienziati Italiani, organizzato in quell’occasione proprio nella città di Napoli.

Nel 1847 l’Osservatorio Vesuviano è perfettamente operativo, e compie azione di monitoraggio in ordine ai fenomeni eruttivi del Vesuvio, ma anche a fenomeni meteorologici generici, e legati al campo dell’elettromagnetismo terrestre, un settore della scienza che negli ultimi anni destava notevolissimo interesse in ambito internazionale.

Il primo direttore dell’Osservatorio fu Macedonio Melloni (famoso per gli studi sugli infrarossi). Gli succedettero personalità di rilievo nel mondo della scienza come Luigi Palmieri, ed un altro nome illustre fu quel Mercalli la cui scala viene ancora oggi utilizzata per stabilire l’intensità dei terremoti.

La direzione di Luigi Palmieri si distinse dalle altre perchè, due soli anni dopo il conferimento dell’incarico, Palmieri sfornò un’invenzione che era primizia assoluta nel campo della vulcanologia.

Convinto assertore della tesi secondo cui i terremoti ed le eruzioni sono fenomeni connessi, pensò bene che misurando e monitorando gli uni, avrebbe potuto prevedere gli altri.

Per misurare un terremoto, però, occorreva affidarsi a strumenti più affidabili della sensorialità umana, limitatissima anche rispetto, ad esempio, a quella animale. Occorreva quindi poter registrare quelle piccole scosse (dette strumentali) che agli esseri umani risultano impercettibili, ma che possono rivelare con un certo anticipo fenomeni ben più evidenti.

Il tempismo e l’accuratezza dei dati raccolti in ordine a profondità ed epicentro dei fenomeni sismici, la precisione garantita da uno strumento che utilizzava l’elettricità per la redazione di numeri, cifre, e grafici, consentivano anche di poter meglio organizzare eventuali soccorsi. Un tema, questo, caro a Luigi Palmieri.

Lo dimostra il fatto che nel 1857, dopo aver messo a punto il primo sismografo elettromagnetico, ne creò una versione portatile, in maniera che potesse essere utilizzato anche nelle contingenze territoriali più disparate. Il sismografo portatile fu utilizzato in occasione del sisma che nello stesso anno provocò 12000 vittime nel Vallo di Diano, per gestire la scia sismica seguente.

Altra prova dello spirito umanitario con il quale Luigi Palmieri sosteneva i propri studi, le proprie ricerche, le invenzioni: nel 1872 una colata lavica invase la collina del Salvatore, dove si trovava l’Osservatorio Vulcanologico. Palmieri scelse di non fuggire, e di rischiare la vita pur di fornire a Napoli i dati utili per reagire nel migliore dei modi all’eruzione in corso.

Dell’originale sismografo elettromagnetico sopravvivono due esemplari. Uno si trova nel museo di Paleontologia dell’Università di Napoli, l’altro nel museo dell’Osservatorio Vesuviano. Lo strumento si componeva di due corpi principali: uno costituiva la struttura costruita intorno ai sensori, l’altro era destinato alla raccolta e alla registrazione dei dati.

Il sensore rilevava i movimenti verticali con molle e quelli orizzontali con pendoli o mercurio. La registrazione dei dati avveniva all’apertura e alla chiusura dei circuiti sistemati alle estremità di molle e pendoli o mercurio. Elettromagneti facevano inoltre scattare l’orologio che segnava l’inizio dei fenomeni e faceva scorrere il foglio su cui venivano appuntati i dati, con penna rossa (movimenti verticali) e blu (movimenti orizzontali).

Dati Aggiornati al: 27-06-2019 12:16:44

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Sabato 21-09-2019 alle 10:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Regno delle Due Sicilie

Indirizzo: Largo di Palazzo 1 Napoli

Prezzo: Vario

Link: Sito Web dell'evento