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Daniel Muñoz (San) - Vexillum Transparent, solo show at Varsi

Daniel Muñoz (San) - Vexillum Transparent, solo show at Varsi

 

 

Daniel Muñoz " SAN" - Vexillum Transparent Curator: Chiara Pietropaoli Partners: Birra del Borgo, The Blind Eye Factory, Trasformazioniurbane, 56 FILI, She Lab At Galleria VARSI, Rome Via di Grotta Pinta 38, Rome www.galleriavarsi.it | info@galleriavarsi.it Exhibition dates: January 20 to February 25, 2018 Opening: Saturday, January 20, 6.30 pm to 9.30 pm Gallery opening hours: Tuesday to Saturday 12 pm - 8 pm; Sunday 3 pm - 8 pm; Monday closed. FREE ENTRY Il 20 gennaio la Galleria Varsi presenta “Vexillum Transparent”, mostra personale di Daniel Muñoz (aka SAN), artista spagnolo impegnato nella realizzazione di progetti di Arte Pubblica pittorici, installativi e partecipativi. Il percorso artistico di Muñoz coincide con la volontà di stabilire una relazione personale con la dimensione collettiva per eccellenza: lo spazio pubblico, e interagire con i significati propri del “luogo”. Muñoz coglie da subito la complessità del concetto e le contraddizioni dell’agire artisticamente nello spazio comune, sperimentandone la condizione. Inizia negli anni Novanta, da ragazzo, con i graffiti e comprende che l’accessibilità della strada consente all’individuo di affermarsi autonomamente, tra libertà e rischio, gioco e protesta. In seguito intuisce e coltiva la possibilità di un dialogo maturo con “l’altro”, nella sua più ampia accezione, un dialogo effimero la cui caducità diviene parte della sua poetica. Muñoz inizia a dipingere sui muri del suo paese natale ragionamenti che si fanno conversazioni, nell’incontro con lo spettatore. Le sue opere di Arte Pubblica divengono un ponte tra il sé e il mondo, un passaggio di scambio libero e aperto che crea una connessione intellettuale attraverso una rottura con l’immaginario visivo quotidiano. L’estetica di Muñoz trova nel disegno, tecnica intima e spontanea, il suo linguaggio primo, elevandone l’aspetto di studio e applicandolo alla critica della realtà. “Vexillum Transparent” è una riflessione sull’uomo che si muove, sul significato e sulle conseguenze che il suo spostarsi nello spazio ha sulla società, su di noi e sulle necessità che ci spingono a superare i nostri confini. Ma i confini sono linee di incontro o di scontro, contengono davvero “qualcosa”? Senza distinzione può esserci identità? Il viaggio è insito nella storia degli esseri umani, dall’era primitiva portati a uscire dal proprio ambiente di origine per ragioni di diversa natura: il soddisfacimento dei bisogni vitali, l’esigenza di comunicazione tra centri distanti, l’espansione territoriale, fini esplorativi e problematiche socio-economiche o ambientali ma anche ragioni culturali o religiose, come i pellegrinaggi verso luoghi di culto. Il viaggio è inoltre un puro passatempo per l’uomo, un diversivo per occupare il tempo libero in maniera ludica. Il fattore ricreativo caratterizza la pratica del turismo moderno di massa esploso a metà del ‘900. La mobilità può considerarsi uno tra i primi fattori di differenziazione tra gli individui del nostro millennio, ne amplia o limita le possibilità, provocando un divario netto. Viaggiamo spinti da desideri personali o anche dalla noia, o cerchiamo un’esperienza reale di scambio e conoscenza o ancora di evasione fugace e consumo? Nella Galleria Varsi Muñoz indaga il movimento di esseri umani più considerevole della nostra era, generando una catena di interrogativi. ll turismo è invasione o sviluppo? Quali conseguenze ha l’esperienza turistica sul sistema mondiale? I luoghi sono ancora in grado di produrre significati? E noi quali significati possiamo attivare nell’incontro con l’altro e con l’altrove? L’artista presenta al pubblico una serie di pitture, disegni, serigrafie inedite e un’installazione site specific dove gli strumenti della lotta militare si mescolano all’iconografia dell’Arte Classica e a oggetti ordinari, in una saturazione di simboli. Nelle opere trovano spazio immagini e concetti lontani che accostati con cura, assumono significati inediti e ne producono infiniti. Muñoz immagina una manifestazione di turisti i quali sembrano ribellarsi alla natura della loro condizione paradossale. Il vessillo, simbolo identitario per eccellenza, si fa spoglio di segni e colori per raccontare il tessuto sociale odierno e la trama di contraddizioni entro le quali il turista si deve districare e che fanno di lui una figura complessa e ambigua, dai tratti ironici. Il titolo della mostra: “Bandiera Trasparente” simboleggia l’ossimoro nel quale globale e locale coabitano, la crisi dello spazio (eccessivo e vuoto) e dell’identità (fluida). Nell’assenza di una bandiera trasparente può celarsi la possibilità di un’identità collettiva? I luoghi sembrano aver perso le caratteristiche proprie, si fanno conformi, poveri di informazioni e relazioni: cosa andrà cercando e cosa troverà il turista del futuro se non un luogo? Forse troverà se stesso nella fine della storia? ////////////////////////////////////// Muñoz's artistic path reflects his desire to investigate the collective dimension of public spaces, and to interact with each specific location, always aware of the complexity and the contradictions of artistic interventions in public sites. In the Nineties, as a boy, he starts by doing graffiti, and immediately understands that it is the openness of the street that allows artists to express themselves somewhere between freedom and risk, play and protest. Later on, he develops further intuitions that give room to more mature communications with viewers, an ephemeral dialogue whose caducity becomes part of his poetics. As he starts interacting with his viewers in his home country, Muñoz paints thoughts on walls that turn into conversations. His Public Art becomes a bridge between himself and the world, a free and open exchange that creates intellectual connections and severs ties with daily images. Muñoz' aesthetics can be found in his drawings, an intimate and spontaneous technique – his first language – which elevates his research and applies its results to a critique of reality. " Vexillum Transparent" is a reflection on human beings on the move, on the meaning and on the consequences of this movement on society, on us and on the needs that make us want to cross our national borders. But do these borders, which are also points of encounter and of conflict, really contain " something" ? Can there be identity without differences? Travel is inherent to the history of human beings, since the earliest and most primitive ages when people left their original environment for a variety of reasons: the fulfillment of vital needs, communication between distant centers, territorial expansion, exploration and socio-economic or environmental problems, but also cultural or religious reasons, such as pilgrimages to places of worship. Travel is also a pastime, a diversion to occupy free time in a playful way. This recreational factor characterizes the modern mass tourism phenomenon which exploded in the middle of the 20th Century. Mobility can be considered one of the first differentiating factors amongst individuals in our millennium; it widens or limits possibilities, causing a net gap. Do we travel driven by personal desires or by boredom; are we looking for a real experience with meaningful exchanges and new knowledge, or maybe just fleeting evasions and consumptions? At Galleria Varsi, Muñoz investigates the most significant movement of human beings of our era, generating a series of questions. Does tourism correspond to an invasion or is it a step forward? What consequences does the tourist experience have on the world? Are there places still able to generate meanings? And what meanings can we activate when encountering others and other places? The artist presents a series of new paintings, drawings, silkscreens and a site-specific installation where the weapons of military struggles blend in with the iconography of Classical Art and with ordinary objects, in a saturation of symbols. In the works there are images and concepts that if approached carefully, take on new connotations and produce infinite other ones. Muñoz imagines a demonstration of tourists who seem to rebel against the nature of their paradoxical condition. The banner, the symbol of identity par excellence, is stripped of signs and colors to narrate today’s social fabric and the plot of contradictions which tourists must untangle and which ironically make them complex and ambiguous. The title of the exhibition: " Transparent Flag" symbolizes the oxymoron shared by what is global and local, the crisis of space (excessive and empty) and identity (fluid). Can a collective identity manifest itself in a transparent flag? Sites seem to have lost their peculiar characteristics, and seem to match many others with hardly any relevant information. What will tourists of the future look for and find if not a site? Will they perhaps find themselves at the end of the story?

Dati Aggiornati al: 08-01-2018 15:14:56

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Sabato 20-01-2018 alle 18:30
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: VARSI

Indirizzo: Via di Grotta Pinta 38 Roma

Prezzo: Gratis

Link: Sito Web dell'evento