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L’ Arte di Recitare come l’Arte di Vivere

L’ Arte di Recitare come l’Arte di Vivere

 

 

Seminario di recitazione diretto da Clara Galante.

Primo appuntamento 2018
20/21 gennaio

Dalle 10.30 18.00
Presso Mae Generation via Primo Acciaresi, 7
(Metro Tiburtina)

Atelier di e con Clara Galante
Aperto a chi voglia sollecitare in se l 'Arte di Recitare come l' Arte di Vivere.
Di seguito troverete il punto di partenza di questo anno, ho elaborato e tradotto una lettera del grande Luis Jouvet, credo che riuscendo a penetrarla si possa comprendere meglio il valore umano, sociale e culturale dell’ arte di recitare e
dell'‘ immaginazione, il primo muscolo di quegli atleti dell' anima che dovrebbero essere; gli " attori" .


" Il sipario e' calato
Lo spettacolo e' finito
Nessuno e' venuto a trovarmi
Sono salito in camerino solo
Che strana sensazione sempre, quella di essere ancora truccati e restare cosi' “ a meta'” sospesi tra il teatro e la vita laica. Scrivo come sempre le osservazioni della recita. Questa sera ho notato che l' attenzione del pubblico al terzo atto era più alta, più intensa del solito. Mi sono sentito commosso e turbato da una specie di perdita di identita' che mi ha fatto paura. La platea era un cratere che fiammeggiava in silenzio, un riverbero quasi insostenibile. Io, dicevo il mio testo come sull'orlo di un abisso col terrore di urtare su una parola e precipitare giu'
Forse questa sera mi sono mancati il controllo il sangue freddo forse ho ascoltato troppo la sala. E' un mio difetto. E forse mi sono spinto troppo in la' e troppo a lungo. Ma come “ fare il teatro” senza pensarlo, senza porsi delle domande, come stare in mezzo alla gente e non guardarla, non interrogarsi sul teatro, sul mestiere dell' attore. Su quello che il teatro e’, perché e' perché lo si fa?
Dopo trentanni di teatro, mi appare ancora in tutti i suoi aspetti, un mistero. Mi provoca dentro dei turbamenti, dei disordini interiori difficili da spiegare. Soltanto che ci sono due modi per fare o considerare il teatro: alla superficie o in profondita', o meglio in altezza, voglio dire proiettato nella verticale dell' infinito. Per me il teatro e’ questo: un culto dello spirito. O degli spiriti.
Come tutti quelli che operano ed agiscono ho tentato di imparare e di capire questo gioco,( che gioco non e') del recitare e le ragioni di coloro che al gioco partecipano. Non l’ho capito. Nonostante le delusioni mi pare ancora meraviglioso e incomprensibile. Chi sono quelli che vengono a sedersi in sala a teatro, chi quelli che parlano e si muovono sulla scena, ma chi e' colui che ha scritto un' opera? Non ho fatto altro che cercare di sapere, di conoscere. La scoperta non l ‘ho fatta e gli eventi le emozioni che i momenti mi hanno dato parevano indicarmi una scoperta vicina, ma la scoperta non l’ho fatta. Continua la ricerca.
Puo' chiamarsi questa la “ ricerca di un dogma” ? E' l’ effimero del teatro che mi fa presentire in lui qualcosa di piu' grande, dietro? Sono le sue bassezze e le sue miserie che mi fanno cercare delle compensazioni? O e' il desiderio di durare, di sopravvivere che mi fa vedere nel teatro qualcosa di spirituale, una specie di rinascita dalla morte ogni sera.
Il teatro creazione degli uomini per arrivare più in la, più su? Esorcismo per combattere ognuno di noi i fantasmi che vi abitano? Gioco puerile di bambini? Nessuno e' riuscito a trovare delle spiegazioni vere che riempiano il vuoto immenso di queste domande: cosa e' il Teatro? Perche' si va a Teatro? Perche' si fa il Teatro? E i rischi? E' un mestiere in cui si rischia continuamente il giudizio e la perdita di se stessi. E io? Per quale anomalia, quale sregolatezza dei miei sentimenti mi sono ridotto a questa condizione di voler “ far finta” per tutta una vita, di....
Ma perche' mi guardano attoniti e commossi in silenzio? Forse perché il taetro e’ fatto per insegnare agli altri altre cose che avvengono, intorno a loro, forse perche’ inconsciamente essi credono o capiscono che coloro che recitano, sono la' per “rivelarli” a loro stessi. Se e' cosi' allora sono l’intermediario di una operazione altissima! Far questo come una “maniera di essere” e' un esercizio di equilibrio, equilibrio interiore, per poter vivere anche come essere umano.
Comunque sia il mio mestiere resta l’ arte dell' Immaginare"

Eserizi di preparazione e liberazione del corpo fisico ed energetico.
Tecniche di mobilitazione del diaframma e colonna vertebrale
Esercizi di ricarica, vocale e armonizzazione.
Studio e improvvisazione dei 4 temperameti base ( da Rudolf Steiner)
Si richiede un breve pezzo a memoria o anche la lettera che trovate qui riportata
In questa comunicazione

È necessario avere abiti comodi
Per info
maegeneration@gmail.com
3280708260

Dati Aggiornati al: 11-01-2018 07:09:24

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Consultare sempre il sito web di riferimento.

 



Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Alle 10:30 dal 20-01-2018 al 21-01-2018
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Sala eventi Tiburtina MAE Generation

Indirizzo: Via Primo Acciaresi 7 Roma

Prezzo: Vario

Link: Sito Web dell'evento