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Niente ha bisogno d'esser modificato quanto le abitudini degli altri. Mark Twain

> Home > Eventi a Roma del 21-04-2018 > Mostre e Cultura > StraVolti - Marion Peck Solo Exhibition

StraVolti - Marion Peck Solo Exhibition

StraVolti - Marion Peck Solo Exhibition

 

 

Dorothy Circus Gallery ROME
proudly presents

" StraVolti"
Marion Peck Solo Show

21st April 2018 – 28th May 2018
Via dei Pettinari 76 - 00186 Rome, Italy

Private Preview: Friday 20th April 2018 || 5pm – 8pm
Public Opening: Saturday 21st April 2018 || 5pm – 8pm

ENG/ITA

" You can really understand the creative process only through the whole series of its variations."
(Pablo Picasso)

Dorothy Circus Gallery is proud to present " StraVolti" , a new and exclusive solo exhibition by Marion Peck, one of the most recognized and sought for artists among pop surrealism worldwide. After more than ten years, Marion Peck returns to Rome to exhibit a series of 11 highly original oil paintings on canvas, deeply inspired by the European art and cultural tradition.

In this occasion, DCG will also feature the work The Actors, a masterpiece that celebrates the classical Greco-Roman culture, investigating both the symbolic and the psychological aspects of the historical and metaphorical figure of the actor. Following the success of Pages From Mind Travellers Diaries at DCG in London, which included three masterpieces of the Marion Peck's oeuvre, the artist, who continuously researches new inspiration, opens new doors of her mind with this unique exhibition, marking an unprecedented stage of her artistic career.

Influenced by the art of Picasso, the Cubist experimentation and the interpretation of perspective plans through modern art, Marion Peck produces a selection of surreal portraits where an excellent classical pictorial technique is combined with modernity.

Characters of different ages, belonging to multiple periods, are represented on a neutral background, without any indication of their social identities and their past. In fact, the painted subjects seem to emerge from the paintings from a timeless, mysterious and fascinating space.

The figures reside at the border between past, present and future in a philosophical denial of time, which dissolves a typically Hegelian conception of history as progress to replace it with a conception of non-linear time and culture.

Each portrait is executed to perfection in a Renaissance manner and the clothing of the protagonists themselves makes direct reference to past eras that, in some way, revive in Peck's works. But these paintings are not relegated to the past; on the contrary, they are deeply related to relevant contemporary themes and fundamental psychological theories.

As it can be seen from the references to the art of Picasso, as well as to the distorted portraits of Francis Bacon, Marion Peck soberly analyses the psychology of her characters, thus inducing viewers to do the same. The pictorial approach of Marion Peck is in fact strongly psychological. The strange faces of Peck open onto a perception-less dimension bringing to light the fragility and insecurity that arises from an induced perceptual alteration. Gently holding our subconscious, the artist breaks down and recomposes her characters, distorting their beauty to give life to a new reading of the same faces.

Through the use of a sublime pictorial technique that adorns the strangest and most contorted forms, Peck manages to highlight the elegance and perfection of her exaggerated faces, which we learn to observe from many points of view. Another “Ego” emerges from this strange beauty, freed from the fears of self-acceptance, capable of self-irony in strong contrast with the etiquette of a social system that tends to the homologation of the personality.

The artist's important statement on re-defying beauty rises upon this analysis, which takes into account a historical contemporary time in which physical appearance reigns.

While we live the disturbing phenomenon of showcasing our portrait every day, following the standards of the mask that forces us to imposed aesthetic canons, in an exaggerated tendency to embellishment (either surgically or virtually), the portraits of Marion Peck demonstrate how strangeness and the particularity may manifest themselves among the purest forms of beauty. In this way, Peck points her finger to criticize a remarkably contemporary collective malaise and fear of weirdos as a dangerous denial of uniqueness.

" Are you lost in the world like me? If the systems have failed? are you free? " (Moby)

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La Dorothy Circus Gallery è orgogliosa di presentare “StraVolti”, una nuova ed esclusiva mo-stra personale di Marion Peck, tra le artiste più riconosciute e seguite del pop surrealismo a livello mondiale. Dopo più di dieci anni, Marion Peck torna a Roma per esporre una serie di 11 originalissimi ritratti ad olio su tavola, profondamente ispirati alla tradizione artistica e culturale europea. Per l’occasione verrà anche esposta eccezionalmente l'opera The Actors, capolavoro dell'artista che celebra la cultura classica greco-romana, investigando sia gli aspetti simbolici che quelli psicologici della figura storica e metaforica dell'attore.

Facendo seguito al successo di “Pages From Mind Travellers Diaries” presso la DCG di Lon-dra, che includeva tre capolavori dell’oeuvre di Marion Peck, l’artista, che ama rinnovare la propria ricerca, apre con questa inedita mostra nuove stanze della sua mente, segnando un'inedita tappa della sua carriera artistica.
Influenzata dall’arte di Picasso, dalla sperimentazione cubista e dall’interpretazione dei piani prospettici attraverso l’arte moderna, Marion Peck elabora una sequenza di surreal portraits in cui è protagonista una squisita tecnica pittorica classica affiancata dalla modernità e dal contemporaneo.

Personaggi di diverse età, provenienti da epoche diverse, vengono rappresentati su uno sfondo neutrale, senza alcuna indicazione delle loro identità sociali e del loro passato. I soggetti dipinti sembrano infatti emergere dai quadri in uno spazio a-temporale, misterioso e affascinante.

Le figure risiedono al confine tra passato, presente e futuro in una filosofica negazione del Tempo che dissolve una concezione tipicamente hegeliana di storia come progresso, per rimpiazzarla con una concezione del Tempo e della cultura non lineare. Ogni ritratto è eseguito alla perfezione in maniera rinascimentale e l’abbigliamento dei protagonisti stessi fa diretto riferimento ad epoche passate che, in qualche modo, rivivono nei lavori di Peck. Ma questi dipinti non sono relegati nel passato. Al contrario, sono profondamente pervasi da importanti temi contemporanei e teorie psicologiche fondamentali.

Come si può già notare dai riferimenti all’arte di Picasso, così come ai ritratti distorti di Francis Bacon, Marion Peck analizza sobriamente la psicologia dei suoi personaggi, inducendo quindi gli spettatori a fare lo stesso. L’approccio pittorico di Marion Peck è infatti fortemente psicologico.
Gli Strani Volti di Peck si aprono così su un piano dispercettivo per portare alla luce la fragi-lità e l’insicurezza che nasce da un indotta alterazione percettiva.

Tenendo teneramente per mano il nostro subconscio, l’Artista scompone e ricompone i suoi personaggi, stravolgendone la bellezza per dare vita ad una nuova lettura della stessa.
Attraverso l’uso di una sublime tecnica pittorica che adorna le forme più strane e distorte, Peck riesce a mettere in luce l’eleganza e la perfezione dei suoi volti stravolti, che impariamo ad osservare da molteplici punti di vista.

Da questa Strana bellezza emerge un altro “io”, liberato dalle paure di accettazione di se, ca-pace di un autoironia in forte contrasto con l’etiquette di un sistema sociale che tende all’omologazione della personalità.
Da questa analisi emerge l’importante commento che l’artista suggerisce, sulla re definizione di bellezza, che tiene conto di un presente storico in cui regna l’apparenza fisica.

Mentre viviamo l’inquietante fenomeno del mettere in mostra il proprio ritratto ogni giorno, seguendo gli standard della maschera che ci costringe a canoni estetici forzati, in una esasperata tendenza al embellishment, chirurgico e virtuale, i ritratti di Marion Peck dimostrano quanto la stranezza e la particolarità possano in realtà manifestarsi tra le forme più pure di bellezza.
Puntando il dito su un malessere collettivo estremamente contemporaneo e sulla paura del weirdo come pericolosa negazione dell’unicità.

" Are you lost in the world like me? If the systems have failed? are you free? " (Moby)

Dati Aggiornati al: 20-04-2018 00:09:54

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Sabato 21-04-2018 alle 17:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Dorothy Circus Gallery

Indirizzo: via pettinari 76 Roma

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento