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Vivere non è concepire ciò che bisogna fare, è farlo. Henri-Frédéric Amiel

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NOVECENTO (la leggenda del pianista sull'oceano di A. Baricco)

NOVECENTO (la leggenda del pianista sull'oceano di A. Baricco)

 

 

L'Ass. Cult. Iuvenilia e il laboratorio under 25 della compagnia teatrale Gli Incompleti, presentano:
NOVECENTO
(di A. Baricco)
con (in ordine alfabetico) Liú Arioli Bianca Buccilli
Lucrezia Canale
Michela Cecconi
Silvia d'Argenzio
Asia Menna
Sabrina Pendenza
Francesca Russomando
Sara Sessa
Valerio Silvestrini
Andrea Terranova
Deborah Valentini
Rachele Valentini
Regia: Adriano Squillante
Aiuto regia: Giuditta Pagano
Foto: Enzo Bossio
Roma, sabato 9 e domenica 10 giugno 2018, ore 21.00, presso il Teatro S. Giuliano, in Via Cassia numero 1036. INGRESSO A OFFERTA LIBERA TRAMA
La storia de La leggenda del pianista sull’oceano è estremamente nota. In realtà, il testo originario era stato pensato per essere rappresentato a teatro: consiste in un lungo monologo in cui Tim, un trombettista, racconta le sue esperienze vissute a bordo di una nave, il Virginian; quasi tutta la narrazione, però, mette a fuoco la storia di Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, il pianista conosciuto da Tim durante il suo lavoro sul transatlantico. Novecento era stato abbandonato, appena nato, sulla nave, nella speranza che potesse essere adottato da qualche ricco viaggiatore della prima classe; invece, fu trovato da Danny Boodman, un marinaio di colore che gli fece da padre fino all'età di otto anni, quando morì in seguito a una ferita riportata durante una burrasca. Proprio nei giorni immediatamente successivi alla sua morte, il bambino scomparve misteriosamente: era opinione generale che si fosse buttato già dalla nave per il dolore della morte del suo padre adottivo; giorni dopo, però, riapparve in piena notte intento a suonare il pianoforte con una maestria inspiegabile e magica. Le vicende esposte nella narrazione sono solo un pretesto per far emergere la profonda e duratura – letteralmente simbiotica – amicizia fra Novecento e Tim, amicizia che non finirà nemmeno con l'abbandono della nave da parte del narratore; Novecento, invece, non ebbe mai la forza di staccarsi dalla nave, ché gli permetteva, anche metaforicamente “di non stare mai con i piedi per terra”. La sua vita, infatti, si era nutrita esclusivamente attraverso i desideri e le passioni altrui, convertite, filtrate e sublimate attraverso la musica: per un confronto reale, in prima persona, con la realtà esterna sarebbero servite qualità caratteriali che Novecento né aveva né avrebbe mai voluto avere. Così, piuttosto che raggiungere un compromesso con la vita, preferì rimanere ancorato ai propri sogni e alle proprie speranze, e lasciarsi esplodere col transatlantico che per tutta la vita ha conosciuto i suoi timori e custodito i suoi desideri NOTE DI REGIA Affrontare lo studio di un monologo, per un attore, è un’impresa titanica di per sé: se per statuto l’attore deve essere nudo di fronte al pubblico, quando è da solo non può nemmeno ripararsi dietro al corpo di qualcun altro. In questo caso, poi, il testo fa parte di un genere, il teatro di parola, in cui l’attore non vive una storia ma la racconta al pubblico, come fosse una chiacchierata informale. Si tratta di un genere che riduce ulteriormente le difese dell’attore: si fa più confusa la distinzione tra l’attore e il personaggio, le azioni sceniche sono ridotte all’osso e ad assumere rilievo è solamente il racconto stesso (la parola, appunto). Ho trovato più interessante manipolare, distruggere, spezzettare il testo: in scena sono tutti quanti narratori e il monologo rimane sì un monologo, ma un monologo a più voci che parlano al pubblico contemporaneamente. Così, il ritmo può essere alto, cinematografico (quasi), e il testo ha a disposizione non solo più voci, ma anche più corpi con cui esprimersi. In fondo un testo, per quanto valido sia, gli attori lo devono masticare, digerire e restituirlo in maniera intima, personale, in qualche modo selvatica e ancestrale. Soprattutto in un monologo, il rischio è che questa comunicazione si rompa, si interrompa: che l’attore, che per forza di cose conosce perfettamente il testo, smetta di parlare al pubblico e segua passivamente la regia e le battute; così si vengono a creare muri di noia, in cui il pubblico, violentato dal teatro, è costretto a pazientare fino alla fine dello spettacolo. Il monologo di gruppo questo rischio lo affronta con l’unione: per “cantare” una storia comune, gli attori ascoltano, assieme, sia i compagni di scena sia le reazioni del pubblico: andare assieme, in scena, è terribilmente dura; un crollo di attenzione fa stonare per forza un attore rispetto al gruppo. La regia è volutamente scarna, molto piana nelle azioni sceniche e attenta soprattutto al ritmo e all’esplosività delle battute. Il resto – energia, entusiasmo e generosità – è tutto degli attori, la vera forza del teatro.
Adriano Squillante
per papà.

A partire da martedì 11 settembre, tornano i nostri
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I nostri corsi:
1. Corsi per bambini (6-12 anni, suddivisi in due fasce): a) martedì pomeriggio, presso il Teatro S. Giuliano, Via Cassia 1036; b) mercoledì pomeriggio, presso il teatro Betti, in Via E. Donato 11 (Zona Cipro, Piazzale degli Eroi)
2. Laboratorio Under 25 e Corso Staff (su selezione), il sabato.
3. Laboratorio Adulti (dai 18 anni in su): il mercoledì sera in Via Elio Donato 11 (Zona Cipro, Piazzale degli Eroi).
POSTI LIMITATI!!!!

I nostri spettacoli A.A. 2017-2018:
1. sabato 9 e domenica 10 giugno, ore 21.00 Teatro S. Giuliano, Roma, Via Cassia 1036, Novecento (lab. Under 25 anni).
2. sabato 16 e domenica 17 giugno, ore 21.00, Teatro S. Giuliano, Roma, Via Cassia 1036, Superwoody (lab. Over 25 anni).
3. sabato 23 giugno, ore 19.00, Teatro S. Giuliano, Roma, Via Cassia 1036, lezione aperta

Dati Aggiornati al: 31-05-2018 10:21:10

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Consultare sempre il sito web di riferimento.

 



Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Alle 21:00 dal 09-06-2018 al 10-06-2018
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Teatro San Giuliano

Indirizzo: Via Cassia 1036 Roma

Prezzo: Vario

Link: Sito Web dell'evento