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> Home > Eventi a Roma del 27-10-2018 > Mostre e Cultura > OUT of SPACE

OUT of SPACE

OUT of SPACE

 

 

OUT OF SPACE (mostra collettiva) Sveva Angeletti / Christophe Constantin / Marco De Rosa / Federica Di Pietrantonio / Chiara Fantaccione / Roberta Folliero / Andrea Frosolini / Francesco Palluzzi / Daniele Sciacca / Elisa Selli / Guendalina Urbani Curatela di Porter Ducrist Inaugurazione Sabato 27 ottobre 2018 alle ore 19.00 La mostra chiude il Sabato 4 novembre alle ore 19.00 OUT OF SPACE Due anni fa Spazio In Situ apriva le sue porte per la prima volta, interrogandosi su cosa sarebbe diventato a breve e a lungo termine. Due anni sono ormai passati e anche se tante domande hanno trovato risposta, le preoccupazioni sono sempre le stesse. Da sei artisti siamo passati a undici e i 400 mq sono diventati 600. Lo spazio di Tor Bella Monaca evolve, senza perdere la sua identità e la sua singolarità nel panorama artistico capitolino. La linea dello spazio è più che mai tracciata: consapevole delle proprie qualità, In Situ si interroga riguardo il sistema dell’arte contemporanea, sulle sue caratteristiche e su quanto il suo statuto sia complesso. L’artist-run spaceè simultaneamente uno studio d’arte e uno spazio espositivo, zona di creazione e di fruizione, senza mai essere pienamente l’uno o l’altro. Personalmente lo qualificherei periferico al mondo dell’arte, una parola che Spazio In Situ ingloba pienamente sia a livello geografico che sul modo in cui si presenta come entità. Un luogo che lega la giovane produzione al rigore necessario, per trasmettere con qualità le idee degli artisti e permettere allo spettatore di fruire al meglio le opere. Uno spazio come questo ha un dovere morale da non sottovalutare, tanto quanto una galleria o un museo; tutti e tre sono mediatori di qualcosa di primordiale per la società odierna, la cultura. Questo ruolo non deve perdere di vista il suo potere pedagogico e le responsabilità che ne comporta. Dare cultura o fare cultura è di per sé tentare di sradicare o per lo meno diminuire l’ignoranza costruendo un confine, operando in una zona rischiosa che purtroppo già è stata conquistata da un populismo internazionale. La qualità è democratica solamente se ottenuta studiando e lottando, essa si merita. È unicamente valutando la qualità, l’impegno, la consapevolezza di responsabilità morale e la coerenza che si può definire il coefficiente culturale di un operatore artistico. Presuntuoso? Sicuramente. Si tratta più di un ideale che di una vera qualifica, l’obbiettivo comune da raggiungere. L’artist-run spacepuò e deve tenerlo a mente: la ricerca di un miglioramento dell’offerta culturale non si presenta come prodotto ma come dono. È necessaria una costanza nella qualità dei lavori proposti, puntando non solo sulla realizzazione, ma soprattutto sul contenuto tramite messaggi universalmente leggibili per chi conosce il linguaggio dell’arte. Come tutte le altre lingue, questa necessita uno sforzo: ha la sua grammatica, che permette la chiarezza sulle intenzioni e sul messaggio, un’ortografia, ovvero il modo in cui si deve presentare, una coniugazione, legata al rapporto con la società odierna, e un vocabolario, costituito dalle forme che compongono l’opera. Tutti possono pretendere di essere artisti, come tutti possono pretendere di parlare inglese, ma solo i fatti certificano le parole, l’azione definisce l’autenticità di tale pretesa. Non sono i likeo altri strumenti di misurazione che consentono la valutazione di un’opera, bensì le competenze di chi la fa e di chi la giudica. Questo fragile equilibrio esige un’eterna rimessa in questione, in un ambito che non deve essere contaminato dall’ignoranza; protetto ma aperto, non si deve mai staccare dal mondo reale. Come detto prima, è una grande responsabilità quella di diffondere cultura, pertanto un mediatore artistico deve valutare senza perdere di vista queste necessità, prima fra tutte la coerenza tra parole e azioni. Spazio In Situ è cosciente di queste responsabilità e del suo ruolo, quello di uno spazio in cui la condivisione, il dialogo e la serietà si sposano per creare arte, uno spazio giovane, in perpetuo sviluppo che si costruisce su una base solida. Dopo due anni, Spazio In Situ cambia forma, una crescita non solo della sua superfice e degli artisti che lo compongono, ma anche una crescita di consapevolezza del suo dovere e delle sue caratteristiche. Anche quest’anno In Situ riflette su quello che è, uno spazio di fruizione e di produzione periferico. “Out of space” è un nuovo interrogativo degli artisti di fronte allo spazio che abitano, senza perdere di vista la leggerezza che infondono nella loro produzione. Porter Ducrist Spazio In Situ In Situ ha inaugurato i suoi spazi in ottobre del 2016 presentando Cosa Sarebbe se?, mostra collettiva che ha visto protagonisti i sei artisti creatori del progetto. Il collettivo In Situ nasce dall'esigenza di unirsi, senza costituirsi come gruppo nel significato storico-critico del termine, per rispondere alla necessità di far fronte, insieme, alla complessità dell'essere artista nella società contemporanea, e di fare della propria individuale ricerca un vero mestiere. Più che un insieme di studi, InSitu è un laboratorio di idee, un luogo in cui la condivisione e il confronto sono occasioni di crescita personale e collettiva. L'ambiente è aperto, nessuna divisione o barriera separa gli studi di ciascun artista. Le opere, libere di vivere lo spazio, comunicano tra loro, si contaminano, e danno vita a connessioni neuronali tipiche di un complesso ipertesto, serbatoio inesauribile di possibilità. In Situ, un organismo in continua trasformazione ed evoluzione, presenta esposizioni come " Assurdità Contemporanee" , un ciclo di sei mostre monografiche che si sono susseguite negli ultimi due anni, dove sono stati esposti gli inediti lavori diMarco De Rosa, Roberta Folliero, Andrea Frosolini, Christophe Constantin, Francesco Palluzzi ed Elisa Selli, frutto delle loro più recenti ricerche. Lo studio per l'allestimento delle mostre si trasforma in un White Cube, un tempo tempio di quel modernismo che elevava nell'iperuranio ogni opera d'arte che ne varcava la soglia, si tramuta qui in un ecosistema creativo e habitat di ibridazioni, in cui oggetti d'uso comune assurgono a protagonisti di un concept che sottolinea l'ingresso del reale all'interno dello spazio-museo, come necessità gnoseologica. Spazio InSitu Via San Biagio Platani 7 00133 Roma www.spazioinsitu.it insitu.roma@gmail.com

Dati Aggiornati al: 24-10-2018 16:15:27

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Consultare sempre il sito web di riferimento.

 



Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Sabato 27-10-2018 alle 19:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Spazio In Situ

Indirizzo: Via San Biagio Platani 7 Roma

Prezzo: Vario

Link: Sito Web dell'evento