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Il fare è il miglior modo d'imparare. Giacomo Leopardi

> Home > Eventi a Roma del 27-10-2018 > Corsi > La mamma non esiste

La mamma non esiste

La mamma non esiste

 

 

L’idea che, come individuo, ogni madre rappresenti per natura e quindi spontaneamente, il vaso in cui sono concentrate tutte e soltanto le cose più buone e giuste per i figli, è uno dei più subdoli e perigliosi inganni che sia mai stato concepito dalle culture maschiliste. Pensare, infatti, che la questione della maternità riguardi solo la donna come individuo e che non sia un insieme di funzioni, doveri e responsabilità da condividere con tutta la comunità nel suo insieme – compresi uomini e donne, giovani e anziani, bambini e bambine, di ogni età che si accudiscano tra loro – è il perverso sistema con il quale si costringe il soggetto donna a sottostare a una pressione del tutto fuori dalla biologia e dalle tradizioni culturali più arcaiche e radicate. Il corpo della donna, infatti, non è stato concepito – o per meglio dire selezionato dalla natura – come più adatto alla procreazione alla stessa età nella quale, avendo raggiunto una maturità emotiva e una migliore capacità di orientare le scelte proprie e altrui, la madre sarebbe più capace di educare i propri figli, aiutando la comunità a diventare un luogo accogliente e protettivo anche per i suoi membri più deboli. Basti pensare che una femmina di homo sapiens veniva definita dai ginecologi, soltanto pochi decenni fa, “primipara attempata” già dopo i venticinque anni! È quindi ovvio e comprensibile che la funzione di accudimento di un cucciolo della nostra specie, per essere completa e funzionale, non possa e non debba coincidere con una sola persona: di questo la società ne è stata ben convinta fino a qualche centinaio di anni fa, quando il ruolo della parentela femminile e delle tate era ancora estremamente importante. Pensare invece alla madre come unico oggetto perfettissimo, come individuo idealizzato, altro non è che un sistema per scaricare solo sulla donna il peso e la responsabilità di tutto. E infatti quest’idea mistificante che qualcuno spaccia come “naturale” e “radicata fin dalla notte dei tempi” è invece recentissima, di qualche decina d’anni! Si può tranquillamente affermare che quando è apparsa chiara la necessità di sviluppare sempre più il welfare, una parte del pensiero collettivo ha cercato di minimizzare le carenze della collettività idealizzando la figura della mamma al di sopra di qualunque umana debolezza e limite. Benché infatti la questione femminile, nel tempo, sia sempre più al centro dell’attenzione dei media e della vulgata collettiva, appare sempre più chiaro che i costumi non si stiano per questo modificando: anzi, oggi una donna è tenuta per natura a essere una madre perfetta, ad avere una casa splendente, a cucinare come uno chef e, ovviamente, a mantenersi bella e in forma. Il convegno allora metterà in chiaro alcuni punti che, se introiettati e agiti nel mondo con costanza e convinzione potrebbero – e anzi dovrebbero – acquistare gradatamente delle valenze militanti ed eversive. Il primo tra tutti è che la storia dell’homo sapiens non si può ridurre a una manciata di millenni e le sue culture non sono solo quelle legate ai cosiddetti paesi occidentali. Nel suo lungo e complesso percorso, infatti, l’animale uomo è stato capace di elaborare modelli diversi da quelli che oggi ci sembrano naturali e inevitabili e che tra questi modelli da ridiscutere vi è anche quel mistificante e pericoloso insieme di luoghi comuni che fanno delle donne – e in particolare delle madri – degli oggetti da innalzare sugli altari solo nelle feste comandate, mentre nella realtà quotidiana possono essere sfruttate, manipolate e oltraggiate. Il secondo punto è che questi modelli alternativi non sono del tutto persi e irraggiungibili ma sono rimasti, almeno in parte, custoditi e radicati dentro di noi e sono pronti a riattivarsi se torniamo ad accudirli. Il terzo punto è che le parole e i linguaggi dei corpi che verranno “ascoltati” durante l’incontro sono il prodotto di esperienze vere, realmente vissute grazie alle tecniche di Arteterapia. L’Arteterapia è un tipo di tecnica con risvolti terapeutici che utilizza in modo privilegiato modalità espressive non verbali, come la produzione artistica e l’uso libero e spontaneo dei materiali pittorici, con l’intento di promuovere il recupero e lo sviluppo del nucleo creativo dell’individuo sul piano psicosociale, cognitivo e affettivo e quindi delle sue capacità di comunicazione e relazione. La seconda parte del convegno ospiterà quindi un laboratorio di arteterapia che dimostrerà ai presenti come il potere dell’incontro fra corpi, anche se a distanza e senza contatto, seguendo tecniche adeguate, sia potenzialmente in grado di riplasmare il nostro immaginario profondo. E’ consigliato abbigliamento comodo (c’è la possibilità di sporcarsi!). Si raccomanda la puntualità: durante lo svolgimento dell’attività non sarà più possibile accedere alla stanza. Nessuno dei presenti verrà ripreso e/o fotografato durante il laboratorio. Ingresso libero e gratuito, è gradita prenotazione via e-mail segreteria@scuoladiarteterapialacerva.it E’ previsto un servizio di animazione, compresi i pasti, per tutta la durata o per una parte del convegno a cura de “Il Pozzo dei Divertimenti” (Via dei Colli Portuensi, 649 – Largo La Loggia) per tutte le mamme che saranno accompagnate dai figli. Il servizio ha un costo di: • 25 euro per tutta la giornata (9-18) compreso pranzo e merende • 15 euro per la mattina (9-13) • 10 euro per il pomeriggio (14-17)

Dati Aggiornati al: 24-10-2018 16:25:12

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Categoria: Corsi

Quando: Sabato 27-10-2018 alle 09:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Villa Giuseppina Viale Prospero Colonna 46

Indirizzo: -- Roma

Prezzo: Gratis

Link: Sito Web dell'evento