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> Home > Eventi a Torino del 03-11-2018 > Mostre e Cultura > Cosa in sé

Cosa in sé

Cosa in sé

 

 

“…quando designamo certi oggetti come fenomeni, enti sensibili (phaenomena), facendo distinzione fra il modo in cui li intuiamo e la loro natura in sé, allora è già implicito nel nostro concetto, per così dire, la contrapposizione a tali oggetti di qualcosa a cui diamo il nome di esseri intelligibili (noumena), o intendendo i medesimi oggetti, presi nella loro natura in sé (quantunque non li intuiamo in essa), o intendendo altre cose possibili, che non sono per nulla oggetti dei nostri sensi, ma oggetti meramente pensati dall'intelletto. Ciò che ora si domanda è se i nostri concetti puri dell'intelletto sono suscettibili di un significato in relazione a tali esseri dell'intelletto e se costituiscono un particolare modo di conoscerli. Ma sin dall'inizio si fa qui innanzi un equivoco, che può provocare una grave incomprensione. Allorchè l'intelletto chiama semplicemente fenomeno un oggetto, considerato secondo una certa relazione, dà luogo, contemporaneamente, a una rappresentazione che prescinde da questa relazione e che concerne l'oggetto in se stesso, e si immagina, di conseguenza, di essere in grado di farsi anche concetti relativi a tale oggetto; e siccome l'intelletto non possiede altri concetti all'infuori delle categorie, si immagina che sia possibile almeno pensare con questi concetti puri dell’intelletto l'oggetto quale risulta dal secondo significato; ma per questa via è condotto a scambiare il concetto interamente indeterminato di un ente dell'intelletto (come qualcosa in generale, situato al di là della nostra sensibilità), per il concetto determinato di un ente in qualche modo conoscibile da parte dell'intelletto. Se diamo il nome di noumeno a qualcosa in quanto non è oggetto della nostra intuizione sensibile, in quanto cioè facciamo astrazione dal nostro modo di intuirlo, si ha allora un noumeno in senso negativo. Ma se intendiamo invece designare l'oggetto di un'intuizione non sensibile, presupponiamo allora una particolare specie di intuizione, ossia l'intuizione intellettuale, che non ci appartiene e di cui non possiamo comprendere neppure la possibilità; si ha allora il noumeno in senso positivo. La dottrina della sensibilità è dunque nel contempo dottrina dei noumeni in senso negativo, ossia di cose che l'intelletto deve pensare senza questa connessione col nostro modo di intuire e quindi deve pensare non semplicemente come fenomeni, bensì come cose in sé…”. La mostra resterà aperta in orario di galleria fino al 31 dicembre 2018. Manuele Cerutti, Gianluca e Massimiliano De Serio, Hilario Isola, Diego Scroppo e Tom Johnson vivono a Torino e collaborano con Guido Costa Projects da molti anni. ************************************************************** “…at the same time, when we designate certain objects as phenomena or sensuous existences, thus distinguishing our mode of intuiting them from their own nature as things in themselves, it is evident that by this very distinction we as it were place the latter, considered in this their own nature, although we do not so intuite them, in opposition to the former, or, on the other hand, we do so place other possible things, which are not objects of our senses, but are cogitated by the understanding alone, and call them intelligible existences (noumena). Now the question arises whether the pure conceptions of our understanding do possess significance in respect of these latter, and may possibly be a mode of cognizing them. But we are met at the very commencement with an ambiguity, which may easily occasion great misapprehension. The understanding, when it terms an object in a certain relation phenomenon, at the same time forms out of this relation a representation or notion of an object in itself, and hence believes that it can form also conceptions of such objects. Now as the understanding possesses no other fundamental conceptions besides the categories, it takes for granted that an object considered as a thing in itself must be capable of being thought by means of these pure conceptions, and is thereby led to hold the perfectly undetermined conception of an intelligible existence, a something out of the sphere of our sensibility, for a determinate conception of an existence which we can cognize in some way or other by means of the understanding. If, by the term noumenon, we understand a thing so far as it is not an object of our sensuous intuition, thus making abstraction of our mode of intuiting it, this is a noumenon in the negative sense of the word. But if we understand by it an object of a non-sensuous intuition, we in this case assume a peculiar mode of intuition, an intellectual intuition, to wit, which does not, however, belong to us, of the very possibility of which we have no notion—and this is a noumenon in the positive sense. The doctrine of sensibility is also the doctrine of noumena in the negative sense, that is, of things which the understanding is obliged to cogitate apart from any relation to our mode of intuition, consequently not as mere phenomena, but as things in themselves…”. The exhibition will remain open to the public during gallery opening times until 31 December 2018. Manuele Cerutti, Gianluca e Massimiliano De Serio, Hilario Isola, Diego Scroppo and Tom Johnson live in Turin and have worked with Guido Costa Projects for many years.

Dati Aggiornati al: 30-10-2018 14:35:43

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Sabato 03-11-2018 alle 20:30
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Guido Costa Projects

Indirizzo: Via Mazzini 24 Torino

Prezzo: Vario

Link: Sito Web dell'evento