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Spettacolo teatrale ‘Le Ribelli’

Spettacolo teatrale ‘Le Ribelli’

 

 

Spettacolo con musica e pittura dal vivo che racconta le donne: quelle che hanno lottato contro la mafia e quelle che l'hanno scelta. Ingresso gratuito, evento patrocinato dalla Circoscrizione 3 Torino. Spettacolo di Eleonora Frida Mino e Roberta Triggiani con Eleonora Frida Mino live painting di Giulia Salza musiche dal vivo: Matteo Castellan e Giulia Subba LO SPETTACOLO “Le Ribelli” è il punto di arrivo artistico della trilogia “Antigone 3.0” che ha raccontato attraverso alcune letture teatrali il rapporto tra le donne e la mafia, sotto tre punti di vista: essere figlia, madre e la carriera. Ci sono donne di mafia che lottano contro la propria famiglia e altre che ne fanno parte per scelta. Alcune che restano in silenzio come vittime e altre che scelgono il silenzio come appoggio e adesione. Donne che hanno scelto una vita di legalità e donne che vivono di e nell’illegalità. Cosa le spinge a scegliere un mondo o l’altro? L’attrice Eleonora Frida Mino, insieme alla pittrice Giulia Salza e ai musicisti Giulia Subba e Matteo Castellan, porta il pubblico in un viaggio ideale attraverso la conoscenza di cosa voglia dire il binomio donna/mafia. Ad accompagnare l’attrice Eleonora Frida Mino, il live painting di Giulia Salza: il racconto delle varie donne prende vita in una sorta di “pas de deux”, dove le immagini si fondono e confondono con le parole. Lo stile artistico della pittura, surreale e simbolico, trova corrispondenza concettuale nella narrazione verbale, in un'eco continua di analogie e richiami metaforici. La musica dal vivo di fisarmonica e violino accentuano parole, ritmi, atmosere. La donna della famiglia mafiosa sa? Quanto è consapevole? Sceglie di far parte dell’organizzazione mafiosa? Come fa ad uscirne? Può arrivare ai vertici dell'organizzazione? Cosa vuol dire per una donna lottare contro la mafia? A cosa può arrivare una madre di mafia per salvare i propri figli? Può prevalere la famiglia mafiosa rispetto all'amore per i figli? Questi solo alcuni degli interrogativi che risolverà l’attrice durante lo spettacolo, con un curioso excursus per raccontare il mondo femminile all'interno della mafia e le donne che l'hanno combattuta oppure scelta: e che si concluderà con un momento interattivo di chiacchierata con il pubblico. Saranno affrontate queste tematiche femminili e le seguenti donne: - le “figlie” di mafia, Denise Cosco, testimone di giustizia e figlia del boss della ‘ndrangheta Carlo Cosco e di Lea Garofalo, testimone di giustizia; e Lucia Riina, figlia del boss Salvatore Riina; - le “carriere” femminili: Emanuela Loi, agente di Polizia e scorta di Paolo Borsellino, e Marisa Merico Di Giovine “principessa della ‘ndrangheta”. - “essere madre”: Maria Stefanelli, che visse in fuga, rinnegata dalla sua famiglia e braccata da quella del marito per aver deciso di fuggire e salvare la figlia, e Giovanna Cannova, che rinnegò la figlia Rita Atria, perché la giovane scelse di diventare testimone di giustizia e di lasciare la “famiglia” mafiosa. Emanuela loi è stata una poliziotta della scorta del Giudice Polo Borsellino: frequent la scuola allievi di Polizia di Trieste quando da poco le donne erano state ammesse e arrive a Palermo pochi mesi prima delle stragi del ’92. Fu destinata a scorta di paolo Borsellino e rimase sempre a fianco del Giudice. Fu la prima donna a restare uccisa in servizio. Lucia Riina è la figlia di Totò Riina e Ninetta Bagarella, ha vissuto in latitanza con il padre fino al suo arretso e non è mai stata indagata, ma pubblicamente si dichiara spesso “onorata del cognomen che porta” e fiera di essere una figlia dei Riina. Maria Stefanelli è la vedova di un boss della ‘ndrangheta e testimone di giustizia che ha svelato il mondo criminale ai magistrati, vive ad oggi in località protetta con la figlia. Il marito Francesco Marando era un boss del narcostraffico tra Liguria e Piemonte. Maria Stefanelli decise di colalborare con la giustizia per sottrarre la figlia ad un destino di violenza e soprusi già scritto. Intraprese così una lotta contro la ‘ndrangheta, i suoi uomini e le sue convenzioni sociali per amore della figlia. Giovanna Cannova era la madre di Rita Atria testimone di giustizia di Paolo Borsellino, giovanissima ragazza che si suicidò il 26 luglio 1992, pochi giorni dopo l’omicidio del Giudice. La madre Giovanna Cannova, come altre donne di mafia, non accettò mai la scelta coraggiosa e di giustizia operata dalla figlia e la rinnegò, arrivando a deturpare la tomba dove la giovane riposava. #LeaGarofalo e Denise Cosco, madre e figlia: Lea fu moglie di un boss della ‘ndrangheta e per amore della figlia decise di diventare testimone di giustizia, vivendo molti anni in fuga con la figlia. Pagò con la vita. La figlia Denise decise di denunciare la famiglia e testimoniò contro padre e zii, restituendo giustizia alla madre.

Dati Aggiornati al: 03-11-2018 08:50:54

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Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Domenica 25-11-2018 alle 18:30
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Binaria - centro commensale

Indirizzo: via Sestriere 34 Torino

Prezzo: Gratis

Link: Sito Web dell'evento