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Le Ultime Sette Parole del Nostro Redentore in Croce

Le Ultime Sette Parole del Nostro Redentore in Croce

 

 

LE ULTIME SETTE PAROLE DEL NOSTRO REDENTORE SULLA CROCE di F. J. Haydn, versione per quartetto d’archi Ensemble “Gli Archimisti” Nicola Paolicelli e Maria Cristina Rallo, violini Luca Difato, viola Umberto Pedraglio, violoncello Nel 1801, dettando la prefazione per l’edizione Breitkopf della versione oratoriale delle sue “Ultime Sette Parole del Redentore sulla Croce, lo stesso Franz Joseph Haydn ci racconta la nascita di questo capolavoro: “Circa 15 anni fa un canonico di Cadice mi chiese di scrivere una musica strumentale sulle Sette Parole di Gesù sulla Croce, adatta alle celebrazioni che ogni anno, durante la quaresima, si tenevano nella Cattedrale della sua città. Nel giorno di questa ricorrenza i muri, le finestre e le colonne della chiesa venivano coperte di teli neri e solo una lampada di grandi dimensioni, appesa nel mezzo della navata, illuminava la sacra oscurità. Ad una determinata ora le porte venivano chiuse e la musica aveva inizio. Dopo un appropriato preludio, il vescovo saliva sul pulpito, pronunciava una delle sette Parole ed esponeva un breve commento; quindi scendeva e si inginocchiava davanti all’altare. La musica riempiva questa pausa. Il vescovo saliva una seconda volta sul pulpito, poi una terza, e così via. E ogni volta l’orchestra riprendeva a suonare alla fine del sermone.” Haydn si concentra quindi sui passi dei Vangeli che raccontano gli ultimi istanti della vita di Gesù sulla terra e racconta con 7 Adagi, incorniciati da un Introduzione ed un Terremoto conclusivo, tutta l’umanità del Redentore: dal momento di estrema tenerezza nei confronti della Madre (Mulier ecce filius tuus/ Donna, ecco tuo figlio) allo stato di sofferenza fisica e spirituale raccontato dallo straziante “Sitio” (Ho sete), fino alla disperazione di “Deus meus, Deus meus, utquid dereliquisti me?” ( Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?) e la speranza di “In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum (Nelle tue mani, Signore, affido il mio spirito). Il ciclo di sette Sonate si conclude con un “Presto con tutta forza” dal vigore impressionante, che rappresenta il terremoto raccontato dai Vangeli e permette all’ascoltatore di scaricare tutta la tensione accumulata nei brani precedenti. Questo capolavoro, ideato come vera e propria meditazione musicale sulla morte del Redentore, è stato trascritto dallo stesso compositore anche nella versione per quartetto che vi proponiamo. Gli Archimisti hanno già eseguito diverse volte questo programma in occasione dell’Ostensione della Sindone, ed ora ripropongono questo capolavoro della musica sacra e della musica da camera.

Dati Aggiornati al: 11-04-2019 22:28:04

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Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Martedì 16-04-2019 alle 21:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Turin Cathedral

Indirizzo: Via XX Settembre, 87 --

Prezzo: Vario

Link: Sito Web dell'evento