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Gregorio Botta | È materia delicata

Gregorio Botta | È materia delicata

 

 

È materia delicata GREGORIO BOTTA INAUGURAZIONE 22,23,24 settembre 2020 | h 14-21 Via della Rocca, 29 - 10123 Torino info@peolasimondi.com www.peolasimondi.com +39 011 8124460 ***** ⬇️ ENGLISH BELOW ⬇️ ***** È materia delicata: un bellissimo modo di dire, per indicare un argomento o un problema da trattare con attenzione, cautela, consapevolezza. E forse nessuna definizione aderisce meglio all’arte: materia delicata per eccellenza che va avvicinata senza fretta e senza superficialità, con amore e con cura, e persino con circospezione perché può, e qualche volta deve, essere pericolosa. Ma nel caso di Gregorio Botta la definizione è forse ancora più precisa: perché è un artista che, in un’epoca di cultura sempre più smaterializzata e digitale, ci richiama alla fisicità, all’importanza del corpo (nostro e di ogni cosa). Per questo lavora con elementi che abbiano un legame antico con l’uomo, che siano in qualche modo inscritti nel nostro Dna culturale, come la cera, il piombo, il vetro, l’acqua, il ferro, il fuoco, il marmo, ultimamente anche foglie e erbe e fiori: materie trasformate in qualcosa di più leggero, di aereo, di sospeso, ci parlano della nostra fragilità e impermanenza. La mostra a Torino si inaugura poco dopo la personale alla Galleria Nazionale di Roma (4 febbraio-18 maggio) intitolata con un verso dell’amata Emily Dickinson, “Just measuring unconsciousness” che, malgrado la forzata interruzione causata dal virus, è stata visitatissima. La mostra di Torino evoca le stesse atmosfere. Ecco l’acqua, che scorre su una lastra di piombo segnata da quattro ferite-sorgenti. Ecco l’alabastro, il più luminoso e diafano dei marmi, che sembra racchiudere un mistero al suo interno: come se un respiro lo avesse scavato per depositarvi qualcosa, una foglia d’oro ad esempio. Ci sono poi le carte giapponesi e la cera dei Noli me tangere, dove foglie e fiori vengono composti insieme a tracce di sangue, come accade nella cella affrescata dall’Angelico nel convento di San Marco a Firenze: un’opera che sembra accogliere il dolore nella bellezza della natura. Ma quel che conta di più, al di là dei singoli lavori, è il luogo che l’artista cerca di creare: uno spazio estetico che invita al silenzio e alla contemplazione. Come dice la scultura che accoglie il visitatore all’ingresso: una campana tibetana sospesa nel vuoto. Non può suonare, ma il suo silenzio è più forte di qualsiasi rintocco. Con la collaborazione della Galleria Studio G7 Bologna. *********** ENGLISH *********** It's a sensitive issue GREGORIO BOTTA OPENING 22,23,24 September 2020 | h 2-9 p.m. “It’s a sensitive issue” – a nice idiom used to describe a topic or subject that needs to be handled with care, caution, awareness. No definition is perhaps more apt for art, a sensitive issue indeed, to be approached without haste and superficiality, but rather with love and care, even circumspection, since it can, and sometimes must, be dangerous. The definition is possibly even more appropriate in the case of Gregorio Botta, as he is an artist who, in an increasingly dematerialized and digitalized culture, brings us back to physicality, retrieves the importance of the body (ours as well as of any other thing). To this purpose he employs materials that have an ancient bond with man, and are somehow inscribed in our cultural DNA, such as wax, lead, glass, water, iron, fire, marble, lately even leaves, grasses and flowers – materials transformed into something more lightweight, ethereal, suspended, which speak to our frailty and ephemerality. The Turin exhibition opens soon after his solo at Galleria Nazionale, Rome (4 February-18 May), entitled after a line from his beloved poet Emily Dickinson, “Just measuring unconsciousness,” which, despite the forced interruption due to Covid-19, was very successful. The Turin exhibition reproduces the same atmosphere. Here is water, flowing on a lead slate marked by four wound-like springs. There we can find alabaster, the most luminous and diaphanous of all marbles, which seems to be enclosing some mystery, as if a breath had been carving its inside to lay, for instance, a gold leaf. Next, there is the Japanese paper and the wax of Noli me tangere, where the leaves and the flowers are compounded with traces of blood, as in the cell featuring the Beato Angelico’s frescos in the San Marco convent in Florence – a work which seems to capture grief in the beauty of nature. However, what really matters beyond the individual artworks, is the place the artist attempts to recreate – an aesthetic space which invites silence and contemplation. That is the message of the sculpture that welcomes the visitors at the entrance: a Tibetan bowl suspended in the void. It cannot toll, but its silence is stronger than any stroke. With the collaboration of Galleria Studio G7, Bologna. Ok

Dati Aggiornati al: 16-09-2020 21:15:41

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Alle 14:00 dal 22-09-2020 al 24-09-2020
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Alberto Peola Artecontemporanea

Indirizzo: Via della Rocca, 29 Torino

Prezzo: Vario

Link: Sito Web dell'evento