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Génot - Sartoris presentano TOTENTANZ - Evocazioni Lisztiane

Génot - Sartoris presentano TOTENTANZ - Evocazioni Lisztiane

 

 

🎹 UN'ESCLUSIVA IMPERDIBILE SUL NOSTRO PALCO: 2 COLOSSI DEL PIANISMO ODIERNO, UN CONCERTO A 4 MANI DOVE IL JAZZ INCONTRA LA MUSICA CLASSICA 🎹 Il duo rilegge in chiave contemporanea il “Totentanz”,leggendario brano del compositore ungherese Franz Liszt (1811 – 1886) originariamente pensato per piano e orchestra. La rilettura parte da una versione a due pianoforti ulteriormente condensata su un solo strumento, a due e a quattro mani. Il carattere polistilistico del progetto di Génot e Sartoris è evidente: il linguaggio lisztiano subisce un disinvolto processo di metamorfosi nelle direzioni più disparate. Attraverso lo strumento dell’ironia e delle citazioni, il romanticismo aveva lanciato l’idea di una musica intellettuale, decostruita e riplasmata in alchimie inedite. Il duo non fa altro che cogliere questa intuizione e renderne esplicita l’assoluta contemporaneità, ponendo il confronto tra passato e presente in vari modi: l’alternanza dei soli tra i due pianisti,provenienti dal “classico” e dal “jazz”, l’improvvisazione a quattro mani sul fondo di Liszt, l’originale puro (“Original”) e svariati gradi di arrangiamento polistilistici e “distorsivi”, che potrebbero far pensare agli studi sui grandi classici della pittura realizzati da Francis Bacon (ad esempio “Study after Velazquez”). L’arcaica sequenza medievale del Dies Irae, del XIII secolo, è la pietra angolare da cui tutto ha inizio, mentre la seconda parte dell’opera lascia il campo al tema barocco della “Follia”. La genialità del Totentanz era stata colta nel passa to da Arturo Benedetti Michelangeli, che lo fece conoscere ed amare al grande pubblico. Il booklet del disco è impreziosito dai testi del trombettista Paolo Fresu e Rossana Dalmonte della Fondazione Istituto Liszt. «Sono tanti gli esperimenti riusciti in cui i jazzisti si sono cimentati con il repertorio classico. Jerry Roll Morton, Duke Ellington, Modern Jazz Quartet e Jacques Loussier ma anche i contemporanei Mike Westbrook, Uri Caine, Ernst Reijseger», sottolinea il trombettista Paolo Fresu nelle note di copertina. «Louis Armstrong si scaldava le labbra in camerino con le prime note della Cavalleria Rusticana di Mascagni e il suo sogno era quello di registrare l’intera opera in jazz. Ma mai era successo che un duo pianistico così eterogeneo come quello composto da Emanuele Sartoris e Massimiliano Génot affrontasse un materiale proveniente da un’opera oscura e sconosciuta ai più come il Totentanz lisztiano. Seppure questa sia stata scritta per diverse formazioni, l’impresa dell’affrontarla sul piano jazzistico a quattro mani potrebbe risultare azzardata se Liszt non fosse stato un grande improvvisatore come tanti dei musicisti del suo periodo», prosegue il musicista sardo. «Sartoris e Génot si avvicinano al Totentanz in maniera nuova e originale. Rispettosa ma, nel medesimo tempo, innovativa e contemporanea. Non è pertanto un pianismo a quattro mani ma piuttosto un unico pensiero interpretativo che naviga nella storia della musica di due secoli, attraversando il romanticismo ottocentesco e il ragtime, fino ad approdare nel contemporaneo. I dodici brani che compongono questo cd amplificano il breve brano originale portandolo a 45 minuti di intensa musica senza confini e senza tempo. Sono certo che Franz Liszt ne apprezzerebbe il risultato. Nell’intento di stemperare quella sofferta drammaticità che anticipava i tempi odierni e per la quale il compositore e pianista ungherese fu oggetto della critica dell’epoca. Totentanz, evocazioni listziane è un’opera senza confini capace di abbattere le tante barriere che il macabro mondo odierno edifica».

Dati Aggiornati al: 16-09-2020 21:17:21

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Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Giovedì 24-09-2020 alle 21:30
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Jazz Club

Indirizzo: piazzale Valdo Fusi Torino

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Prezzo: Vario

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