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Renzi, l’Università non ti vuole - Assemblea verso il #18F - #Renzinonciscappi

Renzi, l’Università non ti vuole - Assemblea verso il #18F - #Renzinonciscappi

 

 

Nella giornata del 18 febbraio è prevista al Politecnico di Torino la celebrazione dell’Inaugurazione dell’anno accademico 2014/2015, alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. L’ennesima occasione per una passerella del premier in uno degli atenei di presunta “eccellenza” del sistema universitario italiano, dove poter sfoggiare la sua retorica del cambiamento, della “svolta” per il nostro paese: quella stessa svolta che non abbiamo visto nelle politiche attuate dal governo, in cui vediamo una totale continuità con gli esecutivi precedenti e con le politiche recessive di gestione della crisi economica.

Più volte Renzi ha dichiarato centrale il ruolo della formazione e della ricerca nel nostro paese, eppure il verso delle politiche sull’Università non è affatto cambiato: dopo anni di tagli indiscriminati gli Atenei italiani sono al collasso. Attraverso i meccanismi premiali di assegnazione del Fondo di Finanziamento Ordinario si sta cercando di mascherare una gravissima condizione di definanziamento, contribuendo ad una sempre più marcata differenziazione tra Atenei di serie A e di serie B.

Su tutto il territorio nazionale sono sempre di più i corsi di laurea costretti a chiudere, complice il blocco del turn-over; le politiche per il reclutamento mostrano inoltre come si voglia addossare sempre più il costo dell’Università sugli stessi studenti, legando la divisione dei punti organico alla contribuzione studentesca, misura che spingerà sempre più gli Atenei ad aumentare le tasse. Si ha così un’ulteriore restrizione delle possibilità di accesso all’Università, a cui contribuirà anche il nuovo decreto ISEE, che, riformando tale indicatore, escluderà uno studente su cinque dai servizi di welfare studentesco.

Dopo un decennio di definanziamento che ha ridotto le risorse destinate al sistema universitario di quasi due miliardi di euro, dopo una drastica contrazione del turn-over che dal 2008 e ha ridotto di 1/5 il personale universitario e la proroga a tutto il 2015 del blocco delle retribuzioni, ormai ferme dal 2009, i risultati sono evidenti: l’Italia è all’ultimo posto in Europa per percentuale di laureati, è penultima per spesa per l’Università in rapporto al PIL, è ultima tra i paesi OCSE per spesa pubblica destinata all’istruzione, ha falcidiato almeno tre generazioni di giovani studiosi e lavoratori condannandoli alla fuga o ad un futuro di precarietà e ricatti. Nel contempo, il sistema del Diritto allo Studio è lontanissimo da qualsiasi standard internazionale: il fondo nazionale è largamente insufficiente, la tassazione studentesca è in continuo aumento, l’offerta di servizi agli studenti è inadeguata e molte strutture universitarie sono inadatte ad una istruzione di qualità.

Alla prospettiva di un sistema universitario sempre più povero, elitario ed escludente si affianca la volontà da parte del governo di riformare il sistema scolastico, con il documento de “La Buona Scuola”: dietro un documento di linee guida infarcito di retorica si cela un perverso disegno neoliberista di appiattimento della formazione alle esigenze del profitto di pochi. Attraverso la progressiva privatizzazione degli istituti e la riforma dell’alternanza scuola-lavoro gli studenti sono trasformati in manodopera gratuita nelle mani di quelle aziende che decideranno di investire in questo genere di formazione, sicure di un ritorno economico immediato.

I giovani vengono così catapultati all’interno di un mondo del lavoro di cui tutti conosciamo le drammatiche cifre: a novembre il tasso di disoccupazione è arrivato al 13,4%, mentre quella giovanile si attesta ormai intorno al 44%.

La risposta del governo a questa situazione è totalmente in linea con gli altri provvedimenti, andando a tutelare esclusivamente gli interessi delle grandi aziende, che più volte hanno espresso la loro soddisfazione per l’attuazione del programma governativo. Il Jobs Act renziano, con il Decreto Poletti e poi con i decreti attuativi della seconda parte del provvedimento, punta infatti alla definitiva normalizzazione della condizione di precarietà nella quale viviamo. Riformando il contratto a termine e introducendo il contratto a tutele crescenti si facilita la possibilità per le imprese di licenziare, nel nome di una flessibilità che venti anni di politiche sul lavoro hanno dimostrato essere totalmente fallimentare.

Alla retorica del governo, che parla di riduzione della distanza tra lavoratori più o meno garantiti, si oppone nei fatti la livellazione verso il basso dei diritti, cancellando le tutele a chi ne aveva e sancendo così per tutti una condizione di sempre maggiore ricattabilità.

Durante l’autunno sono stati molti i percorsi di mobilitazione che hanno scosso il paese contro questa riforma, dalle mobilitazioni studentesche allo sciopero sociale del 14 novembre, fino ad arrivare allo sciopero generale del 12 dicembre: milioni di persone sono scese in piazza, contribuendo ad erodere il consenso del premier e del suo esecutivo. Mentre Matteo Renzi era impegnato a discutere la sua riforma agli appuntamenti di Confindustria, una gravissima ondata di repressione ha colpito le mobilitazioni sindacali e sociali, per mettere a tacere le rivendicazioni di un welfare universale e della possibilità di un futuro non precario.

Abbiamo infine visto come sia stato montato il caso mediatico intorno ai vigili urbani di Roma per i fatti di Capodanno, che si è presto trasformato in una polemica generale sui dipendenti pubblici: si prepara il terreno per una riforma del pubblico impiego che ancora una volta sarà caratterizzata da ulteriori tagli ai salari ed ai diritti dei lavoratori, oltre che dal rischio di un’ondata di licenziamenti di massa.

Al quadro delineato si è infine aggiunto lo Sblocca Italia, un violento attacco alle procedure democratiche per il governo del territorio ed al patrimonio paesaggistico-ambientale del nostro paese. Inserendosi nel solco della peggiore destra neoliberista, il governo Renzi avvia lo smantellamento delle norme che presiedono alla tutela del territorio, considerate un ostacolo agli interessi dei costruttori e della finanza. Si da così il via ad una nuova ondata di devastazione dei territori, attraverso trivellazioni e speculazioni edilizie.

Crediamo che l’Università debba farsi promotrice invece di un diverso modello sociale, culturale e politico, fondato sull’uguaglianza, sulla tutela dei diritti e del paesaggio. Pensiamo sia giunto il momento di schierarsi, contro chi attua politiche che vanno nel verso opposto, colpendo ancora chi da anni ormai paga le conseguenze di una crisi economica che non ha contribuito a creare.

Chiediamo quindi alla comunità accademica di prendere posizione, a partire dagli studenti, dai dottorandi, dagli assegnisti, dai ricercatori e dai lavoratori del personale tecnico amministrativo, per esprimere un dissenso sempre più generalizzato.

Facciamo appello a tutte quelle realtà che nella nostra città si sono mosse negli ultimi mesi, per costruire collettivamente un appuntamento di mobilitazione nella data del 18 Febbraio, che inauguri una primavera di lotte, fuori dalla ritualità autunnale.

Proponiamo quindi di vederci tutte e tutti in assemblea il 3 di febbraio, alle 18, al Politecnico, per discutere insieme di come allargare ancora questo processo, all’interno della comunità accademica così come nella nostra città, e di come contribuire nella giornata dell’inaugurazione alla costruzione di un’opposizione ampia e reale nel paese, che sappia dare nuova centralità al mondo della conoscenza e che si faccia carico di un processo di lungo periodo in grado di farsi moltiplicatore e contaminare il tessuto sociale sempre più frammentato.

Alter.POLIS
Col.Po. – Collettivo Politecnico
Rino Lamonaca – delegato RSU CUB SUR PoliTO
FLC CGIL PoliTO
USB – Pubblico Impiego PoliTO

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#18F
#Renzinonciscappi

Dati Aggiornati al: 25-01-2015 10:29:42

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Categoria: Altro...

Quando: Martedì 03-02-2015 alle 18:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Politecnico Di Torino

Indirizzo: Corso Duca degli Abruzzi, 24 Torino

Prezzo: Gratis

Link: Sito Web dell'evento