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PARANOIA. LA FOLLIA CHE FA LA STORIA di Luigi Zoja

PARANOIA. LA FOLLIA CHE FA LA STORIA di Luigi Zoja

 

 

Follia «lucida», stile di pensiero senza dimensione morale ma con una preoccupante contagiosità sociale, l’analista junghiano, a partire dal libro Bollati Boringhieri, affronta la paranoia e le sue conseguenze.

sabato 30 maggio
ore 10-13 Paranoia. Patologia, storia e mito
16-18 Paranoia. La creazione del nemico con particolare riferimento alla Grande Guerra

domenica 31 maggio
ore 10.30-12.30 Paranoia nella politica e nella attualità

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PARANOIA. LA FOLLIA CHE FA LA STORIA di Luigi Zoja

San Paolo diceva: “Io non faccio il bene che voglio, ma il male che non voglio” (Lettera ai Romani, 7, 19)
Un dramma di Brecht inizia così: “L’abbiamo ucciso… voleva ciò che è giusto, ma ha fatto ciò che è sbagliato” (Die Maßnahme, preambolo).
Il problema centrale dell’uomo rimane lo stesso nei millenni: volere giustizia, ma commettere ingiustizia. Tra le due formulazioni intercorre la storia dell’Occidente. Una storia che insegue la ragione, ma è segretamente ingravidata da una sragione: la paranoia.
L’arroganza formale della mente europea è spesso arroganza antipsicologica. La contemporaneità di male e bene è la stessa dai tempi dell’antica tragedia o della rivoluzione cristiana. Il pensiero, però, si sforza oggi di procedere per modelli cartesiani e di percorrere i sentieri conoscitivi della scienza. Giustizia e ingiustizia vanno tenute distinte e devono avere cause identificabili: un modello seguito tanto dalla mente normale quanto da quella deformata dalla paranoia. Quest’ultima parte da un assunto di base errato – la presenza di un nemico assoluto – poi procede per passaggi apparentemente logici: la sua più antica definizione psichiatrica è “follia lucida”. Per analogia con la scienza, cerca una origine del male nel mondo esterno, cioè negli altri. Per contribuire al bene, si dovranno eliminare gli “avversari del bene”: cioè fare del male. Così, l’assurdo della tragedia antica rinasce in forma nuova.
La paranoia è l’unico disturbo mentale che influenza direttamente e profondamente la storia. Uno schizofrenico o una anoressica fanno soffrire i circostanti, ma non comunicano loro la propria patologia. Un paranoico può contagiare addirittura le masse.
La presenza della paranoia è evidente in alcuni racconti immortali e paradigmatici. La tragedia Aiace in cui Sofocle descrive un eroe che combatte contro nemici immaginari, gli agnelli. Nella Bibbia osserviamo Caino che si prepara all’assassinio, convinto che Dio e Abele stiamo complottando contro di lui. L’ Otello di Shakespeare è un caso di gelosia paranoica, che infetta il protagonista non attraverso fatti, ma con fantasie trasmessegli da Iago.
Finché le relazioni internazionali sono guidate dagli eventi dinastici, religiosi, militari, la loro psicologia è semplice: il nemico va schiacciato perché è nemico. Ma conoscere significa scoprire quanto complesso sia il mondo e differenti quelli che lo abitano; le grandi scoperte sono anche scoperte di radicali diversità fra gli uomini, che incoraggiano diffidenza. I nativi d’America non possono essere soltanto sconfitti, devono convertirsi e lasciarsi assimilare o scomparire.
Con l’avvento della modernità e della comunicazione di massa, la paranoia dovrebbe venir limitata dalla razionalità e dalla migliore informazione: spesso, invece, ne riceve un nuovo impulso. L’assenza di autocritica e la semplificazione del processo mentale sono infatti una irresistibile tentazione non solo – come già notava Canetti – per i tiranni, ma per molti leaders carismatici e convinti di rappresentare il bene. A loro volta i mass media populisti raggiungono grandi successi nel pubblico facendolo sentire nel giusto quando gli additano un capro espiatorio esterno e visibile. La paranoia instaura così una circolarità: parte dal capo contagiando la folla, che eccitandosi gliela restituisce moltiplicata. In queste frane della psicologia collettiva che rotolano su un piano sempre più inclinato, uomini piccoli e interiormente fragili come Hitler o Stalin diventano giganti del male. Ma, in modo più strisciante, la paranoia è presente anche nei paesi democratici: l’ “eccezionalismo” e la righteousness della tradizione americana aprono la strada a “crociate contro il male” quali il maccartismo e la dottrina di Bush Junior che inaugura il XXI secolo trasformando il sospetto senza prove in dottrina di preemption internazionale. La diffidenza paranoica “legge” nell’altro il nemico, e induce alla fretta: il rivale va aggredito subito, per prevenirne i “complotti” (conspiracy).
Simili leaders non riscuoterebbero successo se la paranoia non fosse il prolungamento di un istinto universale: allo stato di natura l’uomo, come ogni animale, non può fidarsi di tutti. Ma nella civiltà di massa, esser circondati da estranei di cui non ci si fida diviene una norma. Complice segreto del leader paranoico è il cittadino comune che scende in piazza a invocare la distruzione di una minoranza dopo aver aiutato i figli a fare i compiti.

Dati Aggiornati al: 14-05-2015 08:30:15

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Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Sabato 30-05-2015 alle 21:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Circolo Dei Lettori

Prezzo: --

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