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D E L I R A M A / il cinema del lunedì

D E L I R A M A / il cinema del lunedì

 

 

Eccoci al quinto film di DELIRAMA!
Vi aspetto al Rough in via Principe Tommaso 3.
Il film inizierà alle 21.30, ma l'idea è trovarsi prima già dalle 20.30 per bersi una birra in compagnia e fare due chiacchiere, venite numerosi!

DELIRAMA è
atomizzazione cinetica
aneurisma retinico
elettroshock corticale
solarizzazione dell'iride
decostruzione narrativa
.....
a volte, le parole non bastano.

5° film: L'UDIENZA

Nazionalità:
Italia
Anno:
1971

Regia:
Marco Ferreri

Durata:
152 min

Ferreri gira L'udienza tra il 1970 e il 1971, ovvero in un periodo storico in cui la società stava disponendosi a cambiamenti profondi: il grande sogno dei movimenti giovanili del '68 non si era realizzato, ma la rivoluzione era stata una vera prova e anche i comportamenti della vita quotidiana ne risentivano. Dopo la rivolta degli studenti sarebbero seguite le lotte operaie, quelle dei tecnici, degli insegnanti. Fra il '73 e il '74, infine, il movimento femminista avrebbe scosso la società dando luogo ad un vastissimo dibattito culturale sull'emancipazione. Un osservatore come Ferreri, che ha sempre coltivato un'attenzione particolare verso il costume e i suoi cambiamenti, viene a trovarsi, nel clima ereditato da questa rivoluzione non fatta ma parzialmente vissuta, su un terreno molto fertile.
Con questo suo sedicesimo film il regista si inoltra nell'esplorazione dei labirinti del Potere in rapporto alla società: " Il ciclo di ambiguità del potere" , come lui stesso lo definisce in un'intervista rilasciata nel 1972, riferendosi con questa espressione al cerchio che salda chi possiede ed esercita il potere e chi lo subisce e lo accetta. Liberamente ispirata al Castello di Kafka, L'udienza è la storia del desiderio impossibile di Amedeo (Enzo Jannacci) di parlare con il Papa per esporgli un suo problema spirituale; nel tentativo di fare ciò si scontrerà con ogni tipo di difficoltà e di umiliazione, conoscerà prelati e aristocratici, si innamorerà della prostituta Aiche (una splendida Claudia Cardinale), fino a morire di polmonite senza essere nemmeno riuscito a varcare la soglia dei Palazzi Vaticani.
Attraverso una narrazione densamente ripetitiva, giocata su toni e colori caldi e ambigui, distesa in sequenze quasi circolari, Ferreri pone il problema della Chiesa come istituzione cristallizzata, incapace di rivitalizzarsi e di uscire dal suo carattere di ente burocratico e clientelare. E muove una critica pungente ad essa come sistema repressivo, analizzandone il suo potere in disfacimento, ma tuttavia ancora pericoloso. Al di là degli espliciti riferimenti tematici e delle metafore più vistose ed evidenti sul potere ecclesiastico e su quello economico-politico tra cui il film oscilla, è però importante poter rintracciare le tematiche farreriane fondamentali, che costituiscono la linea di continuità con le sue opere precedenti e rafforzano le basi per le successive. Innanzitutto il tema dell'isolamento, che il protagonista vive nei confronti del potere, che non gli permette di esaudire i propri desideri. Poi quelli, fortissimi, del vagabondaggio, dell'esclusione e della morte: la storia di Amedeo non è altro che un lungo viaggio attraverso le strutture del Potere che esclude e uccide, senza pietà. E non ultimo uno dei temi ferreriani per eccellenza, il problematico rapporto uomo-donna, incarnato qui dalla relazione tra il protagonista e la prostituta Aiche, l'unica che si sottragga a questo circolo del potere, l'unico personaggio di tutto il film dotato di una dimensione psicologica a tutto tondo. E' infatti la sola che prova per Amedeo un sentimento " umano" , vero, ed è la sola che crede veramente al suo problema spirituale; è un personaggio importante, soprattutto perché rappresenta una visione estremamente moderna della donna e del sesso nei confronti delle aberranti posizioni del potere cattolico e della società italiana del tempo. Tuttavia il mostruoso condizionamento ideologico della fede spinge il protagonista ad allontanarla da lui. Ed ecco che, parallelamente alla denuncia degli orrori messi in atto dalle istituzioni sugli individui, Ferreri vuole mettere in guardia quegli stessi individui dai pericoli dell'eccessiva sottomissione dell'uomo all'ideologia.
Il carattere di ambiguità della filmografia ferreriana è particolarmente evidente: ogni elemento tematico e passaggio narrativo, ogni componente stilistica è suscettibile di un'interpretazione polivalente. La vicenda narrata dal film funziona, a livello referenziale, come racconto delle disgrazie di un uomo che muore nel tentativo di ottenere un'udienza dal papa, ma è immediatamente leggibile come una situazione di isolamento e di sconfitta nei confronti del Potere. La morte stessa, dunque, assume valore di suicidio e di autodistruzione (come sempre in Ferreri), ma è tuttavia interpretabile anche come omicidio perpetrato tramite le strutture repressive del potere (ecclesiastico e non), che tengono l'uomo lontano dal " Castello" (il Vaticano), protetto da guardie che ne difendono le entrate. Ed è in questo modo che il discorso sul potere ecclesiastico, onnipotente, estraniato dalla realtà, eppure dominante - attraverso mille canali - la realtà politica e sociale dell'Italia, si allarga immediatamente ad un discorso più globale sul Potere, che rende gli individui schiavi, alienati, fino a condurli alla morte.
Per finire, possiamo notare come questo lungometraggio rappresenti una sorta di legame tra i precedenti Dillinger è morto (1969) e Il seme dell'uomo (1969), da una parte, e i successivi La cagna (1972) e La grande abbuffata (1973), dall'altra: con L'Udienza Ferreri si libera dall'esigenza di stabilire un rapporto immediato e diretto con il potere e la politicità del suo lavoro. Dopo questo film il cineasta si rinchiuderà in un nichilismo pressoché totale, portando alle estreme conseguenze le tematiche dell'isolamento, dell'autodistruzione e dell'impotenza, elementi che verranno assunti come componenti totalizzanti di una visione del mondo non più libertaria e utopica, aggressiva e scopertamente corrosiva, ma piuttosto come ripiegamento e chiusura del discorso in un cerchio immobile.

Dati Aggiornati al: Fri 15-02-2013 16:48:59

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Lunedì 18-02-2013 alle 21:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Rough

Indirizzo: via Principe Tommaso 3 Turin

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento