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Presentazione libro " Je suis ici… Sogni, tormenti e segreti di Arthur Rimbaud in Africa" di Sandro Tirini

Presentazione libro " Je suis ici… Sogni, tormenti e segreti di Arthur Rimbaud in Africa"  di Sandro Tirini

 

 

Nonostante tanto si sia scritto e detto di Arthur Rimbaud, forse non abbastanza si è approfondita la sua presenza in Africa che, a pensarci bene, con i suoi dieci anni e più di durata ha rappresentato il periodo di maggior stabilità che il Poeta abbia vissuto. Mai aveva resistito tanto tempo in un solo luogo.
Forse interessa approfondire come ha vissuto, cosa ha pensato, in cosa ha creduto, dopo aver rinunciato definitivamente alla poesia, poco prima di lasciare la Francia e per sempre, per dedicarsi a tutt’altro, per diventare un altro.
È quello che ho cercato di raccontare.
La mia lettura di Rimbaud comincia là dove finisce la sua Poesia. Le molte lettere scritte alla famiglia, agli uomini con i quali fu in rapporti d’affari e le due relazioni esplorative che senza soluzione di continuità si snodano per l’intero periodo africano non contengono pretesti letterari, tratti poetici, concetti trasgressivi. Rimbaud non impiega alcun talento letterario, i contenuti sono aridi e scrive utilizzando un linguaggio conciso, minimale, utile solo a raccontare la quotidianità o comunicare questioni d’affari: nulla concede alla poesia. L’epistolario rivela un Rimbaud che appartiene ormai più all’Africa che alla Francia, un uomo che non ha il coraggio di confrontarsi con la vita in Patria e proietta i suoi progetti altrove, il più lontano possibile. Racconta alla madre le sue aspirazioni, parla di popolazioni nuove, di terre ignote, di esperienze sorprendenti che vorrebbe vivere ma che mai avranno seguito. Lui così esperto e geniale nell’uso della penna si attiene ai semplici fatti e all’informazione strettamente necessaria. Perché dunque?
Non ho la presunzione di aver capito l’intimo pensiero di quest’uomo così complesso, ho solo fatto un’operazione semplice ma, per quel che ho potuto leggere nella sua bibliografia, nuova, diversa da quanto già scritto su Rimbaud in Africa: narrare attraverso le frequenti lettere che ripercorrono tutto il periodo africano l’evoluzione della sua personalità, i propositi in antitesi con il Rimbaud parigino, le sue aspirazioni, il rapporto con la famiglia, l’attività commerciale spesso maldestra. Infine, con lettere e documenti alla mano, senza indulgenze ho cercato di dare risposta al perenne quesito: fu mercante di schiavi? Fu agente politico del Consolato francese di Aden? Penso di aver portato un contributo serio a questi interrogativi.
Insomma non ho interpretato la sua vita africana, l’ho semplicemente raccontata attenendomi fedelmente a ciò che lo stesso Poeta ha scritto ad altri e questi hanno scritto a lui. Da cose vere quindi, da una narrazione sicura nasce l’idea che mi sono fatto e che propongo al lettore: una radicale metamorfosi della sua personalità, del suo modo di pensare che trasforma il giovane ribelle delle Ardenne in un lavoratore infaticabile sempre alla ricerca di nuove opportunità, ossessionato dal denaro, desideroso di formare una famiglia secondo i più stretti canoni borghesi, di avere un figlio. E tale cambiamento dà vita a uno strano conformista che riunisce in se ancora contraddizioni: desidera valori borghesi ma non può più vivere in Europa, ambisce a un foyer come qualsiasi perbenista ma può solo vivere fra indigeni e spazi inesplorati. Spera di tornare in Francia ricco per realizzare le sue illusioni e nello stesso tempo sogna di andare lontano, senza meta, per dedicarsi a stravaganti attività in paesi esotici.
Riferimenti al suo pensiero spesso mutuati da altri hanno fatto sì che a volte si sia persa l’originalità della fonte; l’interpretazione forzata delle sue parole può aver generato fraintendimenti.
Con l’operazione che propongo – trasformare la corrispondenza africana di Rimbaud in un racconto semplice, una narrazione fluida che evidenzi la vita di tutti i giorni e i pensieri più trascurati – forse ho contribuito a conoscere meglio, non certo a capire, quest’uomo aux semelles de vent.

(Sandro Tirini)

Dati Aggiornati al: 03-03-2016 12:24:32

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Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Sabato 12-03-2016 alle 18:30
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Circolo Dei Lettori

Prezzo: --

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