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" Verranno giorni che non basterà guardare" | stage per attori di creazione pubblica | a cura di Marco Gobetti

" Verranno giorni che non basterà guardare"  | stage per attori di creazione pubblica | a cura di Marco Gobetti

 

 

Su strada (Largo Montebello e zona limitrofa) e nello Spazio Opi (Via santa Giulia 12/c) a Torino

Sabato 23 (h 16.00 - 20.00) e domenica 24 marzo 2013 (dalle 10.00 alle 19.00)
Informazioni: tel. 339.4801713 - Numero massimo partecipanti: 12 - Numero minimo 6
Contributo di partecipazione € 60, previa associazione gratuita all'Associazione Culturale Compagnia Marco Gobetti

E' possibile aderire facendone richiesta scritta all'indirizzo e-mail marcogobetti67@gmail.com entro il 18 marzo 2013.

Per partecipare è necessario un interesse reale verso la proposta (da motivare nella richiesta scritta); utile - ma non indispensabile - una precedente esperienza teatrale (di qualunque genere e durata).
Ogni partecipante è invitato a portare con sé copia di una pagina che predilige della letteratura di tutti i tempi, in italiano o in qualsiasi altra lingua, nonché a consultare alcune delle fonti indicate a chiosa di questa scheda e/o a scegliere e conoscere la vicenda di almeno due morti ammazzati appartenenti a secoli diversi della Storia.
Utile per i partecipanti assistere alla prova pubblica di " 1863-1992 Di Giovanni in oltre" (mercoledì 20 marzo: https://www.facebook.com/events/158566777635146/)

Lo stage per attori di creazione pubblica " Verranno giorni che non basterà guardare" avviene sia in luogo chiuso (teatro o qualunque spazio con dimensioni di almeno m 6 x 6 utilizzabili) sia all'aperto, andando a toccare piazze, vie o altri luoghi pubblici della città o del paese in cui avviene.
I partecipanti agiscono dunque, in parte in uno spazio a loro dedicato e, in parte, direttamente di fronte al pubblico estemporaneo degli spazi cittadini, che vengono così a fruire e ad essere " abitati" da questo laboratorio.
Attraverso la valorizzazione dell'avventura e della provvisorietà, si sperimenta un teatro che ha come primo scopo quello di cercare un pubblico per tentare di accadere, divenendo. Dunque si offre pure ai cittadini una spettacolarità inconsueta, quella fatta da persone che accettano il rischio di fallire creando pubblicamente.

Le basi:

Sono convinto che contino le azioni. E che solo se un'azione nasce da un'urgenza può sortire un effetto. Che preparare un'azione non significa prevedere ciò che faremo, bensì abbandonarsi a ciò che ci accadrà, per tentare di fare accadere qualcosa. Che ci si può allenare all'abbandono. Che occorre avere il coraggio di confondersi, di sperimentare avventura. Che un teatro possibile è quello di cittadini fra cittadini. Che proprio la creazione deve nutrirsi di provvisorietà. Che scegliendo con sana incoscienza spazi, modi e tempi apparentemente inopportuni, gli artisti si affrancano da quello status civitatis che li fa cittadini maldestri fra un pubblico di uomini declassati e votati al silenzio: gli artisti si possono fare artigiani di incontri. L'incontro è tanto più vero quanto più la sua provvisorietà è condivisa con il pubblico: si può provare a fare un teatro che nasca proprio dagli incontri, anziché pretendersi compiuto per affrontare incontri. Si può sperimentare un teatro che abbia il coraggio di mostrarsi " brutto" , perché sta tentando di avvenire. Si può, non " si deve" . La certezza di essere nel giusto è la nemica peggiore dell'avventura.

Un teatro fatto con i gesti e con le parole incerte di chi abita uno spazio a lui nuovo, ma non essendo da solo ha bisogno di cercare mezzi utili a comunicare.

Un teatro che ha come primo scopo quello di cercare un pubblico per tentare di accadere, divenendo.

Lo stage " Verranno giorni che non basterà guardare" :

Propongo un lavoro pubblico con un gruppo di attori, che siano disposti ad assumersi il rischio più alto, quello di fallire creando pubblicamente: che accettino di operare in condizioni di paura e di difficoltà. Davanti a testimoni sempre nuovi, ad un pubblico cercato e trovato che, oltre che raggiungere gli attori, sia raggiunto dagli attori.

Il lavoro si svolge per metà in un teatro o sala e per metà fuori, con incursioni in diversi luoghi della città (su strada e non solo).
Agli spettatori così incontrati, non vengono proposti spettacoli pronti: con il pubblico si scende a patti, si chiede attenzione, si racconta e si mostra quello che sta avvenendo, con la coscienza che da una curiosità reciproca può nascere lo stupore.

Si sperimenta un teatro che non ha fretta di trovare armonie, che rifugge i virtuosismi e la forma fine a se stessa. Un teatro che inizia inchiodando il corpo dell'attore alla gestualità deviata di chi ha semplicemente dei fogli in mano e deve guardarli senza dimenticare che più avanti, oltre a quei fogli, ci sono altri corpi e altri occhi. Un teatro di chi con quei fogli in mano non si limita a leggere, ma vive dialogando, raccontando e agendo in uno spazio condiviso con un pubblico.

Si lavora sulla maschera contemporanea di Hilario Halubras, sulla precisa vicenda da cui ha origine e su due specifiche vicende in cui egli si è imbattuto nella sua bizzarra avventura oltre ogni limite di tempo e di spazio: due vicende diverse per ciascuno degli attori e per ciascun copione che ne nascerà.

Gli attori si impegnano dunque ad evocare, ognuno a suo modo, la maschera di Hilario Halubras e a scrivere ed interpretare una sua specifica e unica avventura: del testo che costruiranno, come della possibilità di evocare Hilario Halubras, rimarranno depositari.

Base degli attori è quindi il teatro (o sala), dove affinano la drammaturgia, scrivono e interpretano il copione, sperimentano il racconto a soggetto per sintesi e ritorno, organizzano le spedizioni, riprovano a recitare quanto già sperimentato all'esterno e accolgono chi entra: il teatro è sempre aperto al pubblico.

Quale conclusione, sperimentazione del metodo acquisito e concretizzazione del lavoro svolto, alla fine dell'ultimo giorno ogni attore recita su strada e nel teatro/sala il proprio copione.

Suggestioni per i partecipanti:

Alcuni pensieri di Gian Renzo Morteo:

" ...Il sociale è il rapporto vivo, bidirezionale scena-platea e viceversa.
Quindi: avvenimento, imprevisto, improvvisazione, continua evoluzione dello spettacolo.
Non soltanto rappresentazione: favola, modo di essere..."

" Essere ascoltati: una conquista, non un presupposto, tanto meno un diritto"

" L'imitazione, la vera imitazione, non è copia, è trasformazione, trasfigurazione, rielaborazione fantastica" .

" Se togliamo tutto ciò che si può togliere a uno spettacolo teatrale, constatiamo che due sono gli elementi indispensabili affinché il teatro resti teatro: l'attore e il pubblico"

______________

Marco Gobetti

Attore, regista e drammaturgo attivo dagli anni '90, coniuga da sempre l'attività di prosa su strada a quella nei teatri. Nell'ultimo decennio inventa il Teatro Stabile di Strada® e fonda la Compagnia Marco Gobetti, per cui scrive e realizza, fra tutti, gli spettacoli: " Voglio un pappagallo - Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo" , " IN-EC-CESSO - Una bomba per cintura" , " Lo stagno" , " La memoria non è mai cimitero - I meccanismi della Shoah nella storia dell'uomo" , " Cristo muore in fabbrica: è solo un altro incidente" , " L'anciové sota sal" , " Bestiame etimologico" ; oltre ad eventi e progetti quali " I Santi sulla strada" , " Dove sono nato non lo so - Una settimana di lettura accampata tra i filari in occasione del centesimo anniversario della nascita di Cesare Pavese" , " La vera storia di Hilario Halubras" , " METAMORFOSI SU STRADA - Lugano, 3 settembre 2011" , " Lezioni recitate" , " IL COMICO E LA VITA - Da un saggio del filosofo Carlo Sini nasce una creazione pubblica" , " IL PENSIERO POLITICO: LETTURE INTEGRALI IN VETRINA - Prima e seconda puntata: LA CONQUISTA DEL PANE di Pëtr Alekseevi Kropotkin e COMPENDIO DEL CAPITALE di Carlo Cafiero" . Nel luglio 2012 avvia lo stage per attori di creazione pubblica " Verranno giorni che non basterà guardare" .
In teatro è diretto, fra gli altri, da Leo Muscato in " Io e Matteo" , " Terra dei Miracoli" e " Romeo & Giulietta - Nati sotto contraria stella" ; nel cinema da Giuliano Montaldo (" I Demoni di San Pietroburgo" ) e in radio da Sergio Ferrentino (" Le madri atroci" , " Le parole dell'odio" , " Radio Bellablu" ) e Alberto Gozzi

Dati Aggiornati al: Tue 12-03-2013 15:26:28

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Categoria: Altro...

Quando: Alle 15:00 dal 23-03-2013 al 24-03-2013
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

nei seguenti giorni : Sab - Dom

Dove: Spazio Opi

Indirizzo: Via Santa Giulia 12c, Torino Torino

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento