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WARRIOR SOUL live al BLAH BLAH

WARRIOR SOUL live al BLAH BLAH

 

 

WARRIOR SOUL
LIVE AL BLAH BLAH - TORINO
Inizio concerto ore 21,30
Ingresso 5 euro

I Warrior Soul nascono da un’idea del loro leader, il cantante Kory Clarke, nel 1987. Kory è in fuga dalla natia Detroit nella quale, oltre a suonare la batteria in vari gruppi, pare aver avuto un passato da mezzo gangster col quale, ad un certo punto, è costretto a tagliare drasticamente. A New York trova vari lavoretti come Vj e Dj e tiene diversi spettacoli di Spoken Words, nei quali sviluppa la propria vena critica e prova l’ebbrezza del potere della parola sulla folla. Kory, a questo punto, decide di alzare le proprie ambizioni e forma la band. Il primo componente stabile è il chitarrista John Ricco, e dopo di lui arriva Pete McLanahan al basso. Trovare un batterista si rivela invece più complesso e il posto viene inizialmente affidato a Paul Ferguson (ex-Killing Joke, poi sostituito da Mark Evans). Il disco di debutto, questo Last Decade Dead Century, rivela immediatamente l’enorme talento della band. Da un lato, la poetica di Clarke, dall’altro la veemenza della musica in un connubio esaltante, che tributa al disco un ottimo successo underground e spinge le vendite oltre le centocinquantamila copie.

Clarke porta in dote da Detroit un’attitudine punk/hardcore ante-litteram che si esplicita nelle sue liriche spietate e lucidissime: la fine del Sogno Americano e il deficit democratico degli USA di Bush, i milioni di senza tetto e disperati, i drogati abbandonati a se stessi, i ragazzi ridotti allo sbando e scacciati dal “mondo che conta”, costretti ad elemosinare attenzioni e futuro. In una parola, i perdenti. Sono loro i protagonisti delle storie di Clarke, che ci invita nei bassifondi (Downtown) per scoprire le rovine del sogno (I See The Ruins) ed unirci così al grido dei rifiutati e degli sconfitti (The Losers) in una corsa disperata verso il futuro, perché la musica possa essere un modo di riunire tutti sotto una bandiera e lottare per la propria vita ed il proprio riscatto (We Cry Out e Superpower Dreamland), perché le cose così, davvero, non vanno (Blown Away). Clarke non si fa illusioni, ma il percorso lirico del disco è decisamente netto: dalla constatazione della distruzione, del degrado, del fallimento, non può che nascere una nuova generazione che lotta, che non si arrende, che chiede urlando il rispetto dei propri diritti ed il proprio posto al Mondo (ma è il 1990 o tutto questo accade ancora oggi, AD 2011?). Una generazione che non può più aspettare che le magnifiche sorti e progressive finalmente si ricordino di lei e prende la parola con forza e coraggio. Clarke si pone idealmente con questa moltitudine, indica il nemico, esorta e inneggia, finché in Lullaby, la cui intro è stata più volte utilizzata come sigla di programmi televisivi, si lascia andare ad una dolcezza cupa, fiera e disperata, come tutto questo disco. In Conclusion chiude con l’esortazione a pensare, a credere che tutto è ancora possibile, che la realtà è dura e senza pietà ma c’è spazio per combattere, per non arrendersi, per ribellarsi e ritrovare i valori fondamentali dell’esistenza. Una battaglia che non può che partire dai più deboli ed emarginati ed, in particolare, i giovani rockettari ghettizzati e denigrati.

Dati Aggiornati al: 25-03-2016 06:15:50

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Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Mercoledì 06-04-2016 alle 19:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: BLAH BLAH

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento