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MI ABBATTO E SONO FELICE | Torino Fringe Festival 2016

MI ABBATTO E SONO FELICE | Torino Fringe Festival 2016

 

 

Il Torino Fringe Festival, giunto alla sua 4° edizione, è una manifestazione teatrale di respiro nazionale che vuole offrire agli artisti partecipanti una piena visibilità per favorirne la circuitazione nazionale ed internazionale.
Mulino ad Arte, tra le dieci compagnie del direttivo, coordina gli spettacoli che andranno in scena dal 5 al 15 maggio 2016 presso il Magazzino sul Po (Murazzi del Po 14, Torino).
Tra questi spettacoli, MI ABBATTO E SONO FELICE, il monologo eco-sostenibile, prodotto da Mulino ad Arte e scritto da Daniele Ronco ispirandosi a " La decrescita felice" di Maurizio Pallante.

MI ABBATTO E SONO FELICE
di e con Daniele Ronco
regia Marco Cavicchioli

dove: Magazzino sul Po
quando: dal 5 all'8 maggio: ore 19.30; dall'11 al 15 maggio: ore 22.30

Presentazione:
L’idea di mettere in scena “Mi abbatto e sono felice” nasce dalla riflessione che mi ha accompagnato nei mesi successivi alla morte di mio nonno, una persona che mi ha insegnato tanto e che stimo infinitamente per la condotta di vita esemplare perseguita durante i 91 anni trascorsi su questo pianeta. “Mi abbatto e sono felice” è un monologo a impatto ambientale “0”, autoironico, dissacrante, che vuole lanciare una provocazione importante: vuole far riflettere su come si possa essere felici abbattendo l’impatto che ognuno di noi ha nei confronti del pianeta sul quale abitiamo. “Mi abbatto e sono felice” non utilizza energia elettrica in maniera tradizionale. Si autoalimenta grazie allo sforzo fisico prodotto da me in scena. Non sono presenti altri elementi scenici, i costumi sono essenziali e recuperati dal guardaroba di nonno Michele. Le musiche sono live.

Sempre più spesso si sente parlare di disagio, crisi, scarsa produttività, povertà, inquinamento, surriscaldamento globale, etc.. Ma come, nell’era del benessere ci sono tutti questi problemi?! Sembra che la felicità dell’uomo occidentale sia direttamente proporzionale a quanto produce e quanto consuma: producendo si ottiene denaro e più denaro si possiede, più si consuma e ci si sente felici. Siamo certi di questa affermazione? Molti di noi avrebbero la risposta pronta, ma a parole siamo bravi tutti. Sono i fatti quelli che contano. Pensiamo per un attimo alla tensione che scorre all’ora di punta nei centri delle città, quando basta un clacson per far scoppiare una rissa. Pensiamo all’invidia nei confronti di chi, sul posto di lavoro, ottiene un passaggio di livello, ai continui piagnistei delle persone davanti a uno spritz, ai milioni di finanziamenti suicidi per assicurarsi un’ automobile da 40.000 euro, alle farmacie prese d’ assalto da una popolazione malata e acciaccata. Vi sembrano segni di un popolo felice? La risposta pare piuttosto scontata. Eppure i capi dei governi invitano a consumare di più, a produrre di più, con un’ inevitabile incremento della frustrazione umana. Le lotte di potere sono all’ordine del giorno e a qualsiasi livello. Dall’altra parte gli stessi capi dei governi parlano dei problemi di inquinamento, rifiuti tossici, surriscaldamento globale,… Anche qui si riscontra un paradosso non indifferente. Si spinge a produrre e a consumare di più e poi ci si lamenta di come il pianeta stia andando a rotoli?
Siamo la specie più invasiva della Terra, accecata da un materialismo dilagante. L’ipocrisia è all’ordine del giorno.
In tutto questo, l’unica ancora di salvezza è l’Amore. L’unica variabile impazzita, l’unica variabile a sfuggire alle leggi della fisica e della chimica. L’amore per se stessi, per le altre creature e per il pianeta che ci ospita potrà salvarci da un declino altrimenti inarrestabile.
L’amore non costa, non crea Pil, non inquina, è scomodo perché fa ammalare di meno, perché sfugge alle statistiche, perché non è tassabile, almeno per ora.
“Mi abbatto e sono felice” non utilizza energia elettrica in maniera tradizionale. Si autoalimenta grazie allo sforzo prodotto dall’attore in scena, che pedalando per un’ora intera su una bicicletta recuperata in discarica, fa girare una dinamo collegata ad un faro, che si illumina a seconda dell’intensità della pedalata. Non sono presenti altri elementi scenici, i costumi sono essenziali e recuperati al mercatino dell’usato. Le musiche sono live. E’ lo stesso attore ad accompagnare il pubblico in alcune esperienze sensoriali, suonando uno strumento a percussione in legno, realizzato a mano da un artigiano africano.
Lo spettacolo si presta a stimolanti sinergie con enti che si occupano delle questioni legate alla salvaguardia dell’ ambiente, all’eco-sostenibilità, alla decrescita felice. L’intenzione è quella di sensibilizzare trasversalmente la cittadinanza, attraendo anche un pubblico solitamente non avvezzo al teatro.
(Daniele Ronco)

BIGLIETTERIA // http://www.tofringe.it/biglietteria/

foto di copertina: Claudio Bonifazio

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Gli altri spettacoli in scena al Magazzino sul Po nell'ambito del Torino Fringe Festival:

LA ZONA CESARINI - UNA POVERA COMMEDIA ALL'ITALIANA
Compagnia " Il Giardino delle ore" (Erba, CO)
quando: dal 5 all'8 maggio ore 21.00; dal 12 al 15 maggio ore 19.30

IL GIURAMENTO
Compagnia " Spring D.I." (Roma)
quando: dal 5 all'8 maggio ore 22.30; dall'11 al 15 maggio ore 21.00

Dati Aggiornati al: 28-04-2016 10:18:20

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Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Alle 19:30 dal 05-05-2016 al 15-05-2016
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

nei seguenti giorni : Lun - Mar - Mer - Gio - Ven - Sab - Dom

Dove: Magazzino Sul Po (gianca 2)

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento